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Procida: La Maledizione di monte …Cuma!!!

Dopo il ferragosto, solitamente, sono già molti gli italiani che si mettono in marcia sulla strada del ritorno a casa per riprendere le normali attività quotidiane ed è questo, quindi, il momento per fare anche un primo bilancio. Cosa resterà di quest’estate del 2009? Per molti, diciamo la verità, l’estate non è mai iniziata e, comunque, non è stata più quella di una volta, troppi i problemi legati al lavoro che non c’è o è poco remunerato, con prospettive di ripresa affidate, per ora, solo ai proclami dei professoroni che, sarà certamente vero quello che affermano, ma bisogna guardare lontano, ma molto lontano, ed essere realmente ottimisti, ma molto ottimisti, per vedere la fine del tunnel ed uno spizzico di luce. Per quelli con qualche euro in tasca, per fortuna, che hanno potuto permettersi le ferie ed hanno scelto di trascorrerle nel golfo di Napoli, è stato l’ennesimo anno delle emergenze. Giugno e Luglio, tanto per ricordare, hanno avuto come argomento dominante l’inquinamento del mare, vero o presunto che sia, legato a non meglio precisati inconvenienti del depuratore di Cuma. Risultato finale, tante disdette nelle prenotazioni in alberghi e case private, stabilimenti balneari dell’area flegrea, isole comprese, che hanno lamentato cali delle presenze rispetto all’anno precedente anche del 50%, psicosi dilagante che è andata scemando solo con l’inizio del mese di agosto.
Ed ecco qui che, proprio nel momento più caldo dell’estate, pare a seguito di lavori stradali in prossimità di Cuma, nome che ricorre in maniera piuttosto sinistra in questa estate del 2009, viene tranciato un cavo principale dell’energia elettrica con l’intera area flegrea, ed in particolare l’isola d’Ischia, ma anche l’isola di Procida, che per diverse ore e molti giorni finiscono per stare al buio con danni enormi per esercenti ed utenti.
Beh, niente male. Dopo le emergenze criminalità e rifiuti solidi urbani (munnezza) delle passate stagioni anche in quest’anno, almeno da questo punto di vista, non abbiamo avuto di che lamentarci con ripercussioni, ovviamante più che negative, per un comparto come quello del turismo già alle prese con una congiuntura economica non proprio favorevole e con un diverso modo di muoversi da parte delle famiglie italiane, e non solo, che ha visto una contrazione sia nei giorni dedicati ai viaggi sia nei soldi procapite destinati a tale tipo di attività.
Partendo, pertanto, da queste valutazioni di carattere generale, che ancora una volta hanno messo a dura prova “corazzate” organizzate nell’ambito turistico quali Ischia e Capri, è innegabile che anche l’isola di Procida ha vissuto momenti di una certa difficoltà , così come, proprio per una diversa distribuzione dei flussi, ci sono settori commerciali, vedi in modo particolare ristoranti e bar, per i quali sembra confermata la sofferenza già manifestata nel 2007 e 2008.
“Maledizione di monte …Cuma” a parte, Procida ha poi offerto belle e calde giornate convivendo con i cronici problemi e le contraddizioni di sempre, un esempio per tutti il traffico veicolare, avvicinandosi lentamente, tra una scaramuccia e l’altra, tra un direi ed un vorrei, a quello che sarà l’appuntamento elettorale della prossima primavera per il rinnovo degli organi comunali.
Ma questa sarà una prossima storia!

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