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Procida. La “medicina” de Il Golfo guarisce la Sepsa

Dopo la pubblicazione dell’articolo sui bus “vietati” agli abbonati, l’azienda è corsa ai ripari

| Procida – Con molto piacere scriviamo questa lettera al Golfo per ringraziare e riscontrare che la “cura” del giornale, di cui siamo accaniti lettori e sostenitori, ha dato i propri frutti. Siamo infatti un gruppo di pensionati di Procida ed utenti abituali, nonché abbonati del servizio autobus Sepsa, i quali si sentono in dovere di ringraziare Il Golfo, che ha sempre dedicato particolare attenzione alle categorie sociali più deboli e che ha spesso ottenuto riscontri positivi nelle battaglie. Il giorno 11.8.2009 è stato pubblicato sul Golfo un articolo a titolo “Sepsa, bus vietati agli abbonati” in cui si denunciava l’impossibilità degli utenti abbonati (e non sono pochi, considerando anche il fatto che la maggior parte dell’utenza isolana, è costituita proprio da abbonati) di usufruire del servizio pubblico isolano gestito dalla Sepsa. L’articolo infatti riportava fedelmente i disagi che noi abbonati quotidianamente ci ritroviamo a subire a Procida durante il periodo estivo e non solo, in particolare l’impossibilità di salire sugli autobus in diverse ore della giornata lungo il percorso centrale, a causa dell’affollamento mattutino degli autobus al capolinea del porto per l’arrivo delle navi e pomeridiano alla Marina di Chiaiolella per il rientro dei bagnanti. Per esperienze vissute sulla nostra pelle vi possiamo assicurare che restare quasi 1 ora e mezzo al mattino o al pomeriggio sotto il sole, magari con la spesa appena fatta senza poter prendere un autobus per rientrare alle proprie abitazioni o per raggiungere il presidio ospedaliero per le visite mediche, non è cosa simpatica. Abbiamo potuto piacevolmente verificare e constatare che la Sepsa è, come tutti noi, una lettrice de Il Golfo. Infatti dopo qualche giorno dalla pubblicazione dell’articolo in questione, appena dopo ferragosto, la Sepsa mostrando sensibilità, ha praticamente seguito i preziosi consigli del giornale istituendo una navetta L1 aggiuntiva che al mattino, anziché partire stracarica dal porto di Marina Grande, bypassava il capolinea iniziando a prendere le persone lungo il percorso dalle fermate successive; in tal modo abbiamo potuto con gioia constatare che la navetta effettivamente raccoglieva tutti gli utenti, noi compresi, lungo il percorso fino al capolinea di Marina Chiaiolella. Ciò con diverse corse al mattino (non le abbiamo contate ma erano parecchie). Viceversa, il pomeriggio invece, la navetta partiva vuota dal capolinea della Chiaiolella in direzione porto e iniziava ad effettuare le fermate successive alla zona balneare, dando la possibilità a tutte le persone lungo il percorso di prendere l’autobus per raggiungere il porto. Oltre a questo abbiamo potuto verificare, essendo utenti assidui, anche altre cose positive, ad esempio che nelle ore di punta sono stati intensificati anche il numero di autobus L1 e C1; infatti erano anche più agevolmente usufruibili senza “l’effetto sardine” ed inoltre con immenso piacere, per non passare per gli “unici stupidi” che pagano il biglietto, abbiamo notato anche la presenza di controllori in giro (pensavamo ad una razza ormai estinta a Procida).

I PROBLEMI ANCORA DA RISOLVERE
Certo non si sono ancora raggiunti, a nostro avviso, tutti i miglioramenti e le funzionalità che un’isola che vive di turismo richiede, ma quantomeno pare si sia intrapresa una direzione positiva in tal senso, almeno rispetto all’inizio estate dove purtroppo abbiamo dovuto registrare a nostre spese molti disservizi, come gli orari delle partenze non rispettati e spesso ci accorgevamo, con conferme proprio dagli stessi autisti, che venivano letteralmente soppresse alcune linee circolari rendendo impossibile il raggiungimento di un luogo. Quale futuro ci aspetta? Organizzarci in proprio e noleggiare un taxi collettivo? Oppure usufruire dei servizi sociali? Certo che la mobilità significa libertà per tutti, anche per chi non ha l’auto o decide di farne a meno. Molti problemi restano ancora irrisolti, come la frequenza troppo scarna della Linea L2 (che copre la zona ospedaliera e residenziale di Solchiaro), la mancanza di un riparo al capolinea del porto e della Chiaiolella, con le persone, in particolar modo gli anziani, costrette a restare sotto il sole d’estate e sotto l’acqua d’inverno nell’attesa di un autobus. Una tiratina d’orecchi vorremmo farla anche al personale che per la verità, se vi sono molti che si mostrano sempre gentili e disponibili verso il pubblico anche nel periodo estivo mentre cercano di superare nel traffico i mille ostacoli facendo a volte i salti mortali, altri si comportano in modo non proprio decoroso per la stessa Sepsa; come qualche controllore graduato (che non abbiamo mai visto elevare una sola multa) che, spesso abusando della sua funzione, con modo pacchiani e con maleducazione, si prende gioco in pubblico degli abbonati affibbiando a noi (contribuenti attivi della Sepsa) l’aggettivo di “rompiáetcáetcá” o “abbonati” ma con chiaro significato diverso dal dovuto e chiaramente dispregiativo. E’ proprio vero che gli antichi soprannomi procidani non erano casuali e non si smentiscono mai. Un’altra tiratina d’orecchi vorremmo farla anche in prospettiva delle elezioni comunali del prossimo anno, all’assessore al traffico che probabilmente è in vacanza o non si è accorto del traffico infernale dell’isola. Il traffico procidano è diventato famoso anche sull’ultimo numero della rivista National Geographic. Infatti nelle ore di punta è praticamente impossibile camminar a piedi o con l’autobus nel tratto di strada principale che va da S. Giacomo e S. Antonio (anche i santi protestano!), in cui il flusso si blocca per veicoli in sosta vietata e per l’assenza di regolamentazione che vige sovrana. Come sul lungomare della spiaggia della Chiaiolella, dove la sosta selvaggia delle auto costringe tutti i veicoli compresi taxi e autobus a circolare sui marciapiedi moltiplicando i pericoli. Il commento dei turisti che incontriamo sugli autobus è sempre lo stessoá. “bella Procida ma non ci ritorniamo più”. Per noi, per i nostri figli e nipoti riteniamo che ciò sia assolutamente grave per il futuro ed immeritato per i nostri sacrifici del passato. Di sicuro alle prossime elezioni i politici farebbero bene ad ascoltarci, infatti ci costituiremo in associazione utenti pensionati o qualcosa di simile (e non siamo in pochi) e pertanto ci aspettiamo dalla politica delle risposte immediate con l’invito a presentare prima delle elezioni programmi seri in tal senso, per tutelare gli utenti del servizio pubblico e le fasce più deboliá altrimentiá non ci resta che, come fanno i tranvieri, fare lo scioperoá del voto!”
Mille ringraziamenti al direttore per la disponibilità a dar voce anche ai pensionati.
Michele Lubrano Lavadera
pensionato e abbonato Sepsa – Procida

da Il Golfo del 27/08/09

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