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Procida: La moderazione del traffico

Premessa per la città accessibile.
A cura di Ferdinando Balsamo Presidente Circolo della Libertà Città di Procida.

In nome e per conto di cittadini e nonché soci del Circolo, mi incaricano di indire un tavolo tecnico, onde discutere sulla classificazione delle strade dell’Isola di Procida.
Una mia prima constatazione, è data dalla ultra quarantennale conoscenza approfondita del territorio. Valutandone, la classificazione, ed i concetti del loro utilizzo, non si può prescindere, prima di parlare di città accessibile e vivibile, di moderazione del traffico e di valutare la nuova cultura del muoversi. Prevedendo, un diverso modello di sviluppo delle attività umane, che ribalti la frenesia dei tempi attuali. Per questo mi piacerebbe, riprendere il tema della tranquillità e della mobilità lenta, anzi sarebbe meglio dire mobilità dolce, quella con il minor impatto possibile sull’ambiente.
Lo scenario di riferimento da cui non si può prescindere,(che noi abbiamo adottato) e quello mondiale, che vede la città, già oggi ma sopratutto in proiezione a breve e medio termine, come il concentrato di tutte le problematiche legate alla vita umana.
La grande illusione tecnologica (con possibilità di crescita occupazionale) ed il mito della crescita illimitata(di servizi di beni rivolti alla mobilità) insieme al discredito della cultura agricola e del turismo,( non quello di massa) che da soli potrebbero contribuire a mantenere l’ambiente e l’economia di un piccolo territorio come il nostro.
La vita urbana, in pochi anni, ( ultimi 40, con l’avvento dell’automobile) è diventata impossibile: rumore, inquinamento, dominio incontrastato delle auto, togliendo spazio e mobilità specialmente a chi non è forte giovane e sano. Il nostro, obbiettivo reale, in sinergia con tutti, istituzioni, cittadini, associazioni di categoria e liberi imprenditori e quello di creare un territorio a misura d’uomo e di bambino quello che cerchiamo è semplicemente un Isola funzionale e razionale, con l’aria pulita ed una circolazione a basso impatto ambientale ed i servizi che funzionano, ed è a questo punto che mi devo rivolgere al nostro Primo Cittadino Cap. Gerardo Lubrano, al vicesindaco Avv. Luigi Muro, (attualmente Assessore alla Provincia) all’Assessore Elio De Candia attualmente, l’assessore De Candia ha assunto un nuovo incarico quello dell’ambiente (gli invio un in bocca al lupo, poiché il problema rifiuti è uguale a quello del traffico), all’assessore al Turismo Enrico Scotti Di Carlo, all’Assessore Vincenzo Capezzuto ed alla Giunta ed a tutti i Consiglieri dell’opposizione sensibili al problema, affinché L’ Isola di Procida divenga l’isola degli eventi, delle occasioni degli incontri dove il tempo riacquisti il suo valore; l’isola delle sequenze spaziali e temporali, che deve stupire noi stessi e quelli che vengono a farci visita, che devono fermarsi a contemplare meditare, giocare. Quindi fruibile da tutti, l’isola che non intontisce l’immaginazione, ma l’isola che comunica ai suoi abitanti la gioia di appartenere ad una comunità, da tutti ambita. Ma ci si può porre una domanda: vogliamo cambiare il mondo?La domanda ci riporta alle utopie di chi come è stato giovane a cavallo tra gli anni 60/70. Mi viene rispondere di si, gli ideali sono gli stessi, ma è sul come agire oggi, che ritorna sotto nuove vesti, quell’antica scommessa.
La risposta è provare a mettere insieme l’aspetto tecnico, professionale e quello culturale educativo. Con il primo possiamo, ricercare negli strumenti tecnici, normativi e legislativi, che non mancano, ma che molti, spesso sono poco chiari e utilizzabili in modo coerente.
La soluzione, è che l’Amministrazione svolga senza timore, al costo di diventare momentaneamente impopolare, programmare con una maggiore visione d’insieme, le progettazioni e gli interventi per superare la logica dell’emergenza e rafforzare la cultura della manutenzione, offrendo alla cittadinanza la fruibilità di ampi spazi pubblici, di quartieri come i centri storici, il lungomare, affrontando i problemi in modo interdisciplinare. Altro mezzo che l’amministrazione può operare, di investire nella comunicazione e nel coinvolgimento diretto della popolazione.
Insieme ai cittadini ed ai bambini, (devono essere loro i veri attori in questo progetto) possiamo inventare le modalità partecipative, l’operare e proporre dal basso per scalzare l’abitudine (degli adulti) alla delega e alla lamentela. E’ abbastanza evidente, che questa logica presuppone a monte, una reale e comune volontà di cambiare le cose, dai modelli di sviluppo e di vita (meno consumi inquinanti e più rigoroso rispetto dell’ambiente), ai criteri di fondo delle scelte urbanistiche. Ci si può chiedere se la strada è di tutti?
Direi di si, o almeno lo era.
In tempi a noi vicini ci s’ incontrava, si discuteva e i bambini potevano crescere compiendovi le loro prime esperienze avventurose. Oggi, le nostre piccole strade e le piazze, sono ridotte a corridoi di percorrenza continua di auto e di inquinanti ciclomotori ormai fuorilegge per le norme della circolazione, a danno della salute degli stessi proprietari e della comunità.
Lo spazio destinato ai pedoni, già insufficiente è ancora ridotto, discontinuo e pieno di ostacoli.
Negli ultimi venti anni, la trasformazione è stata radicale, sempre a senso unico, le strade dell’isola sono attraversate da un maggiore numero di auto sempre più veloci, quindi la strada non è più fruibile da tutti.
Alla luce dei fatti, considerando che l’auto conquista ogni giorno sempre più spazio, mentre il territorio non ha la possibilità di crescere, invito tutti ad inviare un loro parere in merito.

email. fer.balsamo@virgilio.it Ferdinando Balsamo

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