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Procida: La politica dia gli indirizzi, i partiti facciano la sintesi delle esigenze.

di MIchele Romano

Il voto del 6 e 7 giugno scorso ha offerto la rappresentazione di una società procidana opaca, rassegnata, avviluppata su se stessa, tranne qualche espressione frizzante, tanto da far ritenere che, nella nostra isola, tutte le problematiche che la percuotono sono fasulle ed inesistenti e partorite esclusivamente dalla mente perversa di demagoghi e sfascisti che, o risiedono nel Consiglio Comunale o scorazzano nella società civile.Certamente non è così perché le problematiche che investono il nostro territorio (vivibilità, servizi, ambiente, crisi economica-sociale, sviluppo delle risorse) stanno li ad aspettare risposte concrete e serie dopo anni di inerzie e di pessima amministrazione in cui l’Ente ha del tutto abdicato alla propria peculiare funzione di indirizzo, programmazione e controllo.
A tal proposito bisogna dire con estrema chiarezza, e in un senso anche autocritico, che tutto ciò si è perpetrato in quanto il vissuto politico procidano, nella sua interezza, non ha mai avuto chiaro davanti a sé quali erano gli obiettivi su cui concentrarsi per la realizzazione del bene comune, preoccupandosi troppo spesso, viceversa, della propria autoreferenzialità.
Questa riflessione la ripropongo anche oggi che siamo alla vigilia del confronto elettorale del 2010, momento in cui occorre mettere in campo per il bene dell’isola un progetto di governo alternativo ai precedenti in cui le persone che si propongono devono incarnare con i cittadini tutti un comune sentire da cui sprigionare linfa vitale per la nostra collettività.
In questa direzione possono e devono svolgere un ruolo fondamentale le forze politiche e, in primis, il Partito Democratico che, dopo aver eliminato le proprie scorie, si riappropri del ruolo di sintesi di tutto ciò che viene espresso in senso innovativo dal tessuto sociale e dia un forte contributo a costruire, insieme a sensibilità diverse, un progetto di governo credibile che conquisti un consenso decisivo per dirigere le sorti della nostra splendida isola.
Tutto ciò lo ritengo essenziale perchè, da una parte, sviluppando il cammino delle persone sul sentiero dei valori e delle idee si può sperare in un futuro migliore, dall’altra, si combatte l’antipolitica nella quale si finisce per tendere quando il qualunquismo e le generiche frustrazioni represse da tempo si tendono a sovrapporre ai reali contenuti delle politica che, nella sua accezione autentica, significa organizzare al meglio la città, al di là della discesa in campo di Tizio o di Caio, troppo spesso espressione di un nulla cosmico che tanti guai porta con sé.

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