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Procida. La questione traffico in Procura?

Alcuni cittadini di Procida nelle persone di Basilio Luoni e Franco Cerase, hanno preparato un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, per denunciare una serie di problematiche inerenti il traffico veicolare sull’isola. Chi volesse firmare il documento che pubblichiamo di seguito, può rivolgersi alla libreria Graziella in via Vittorio Emanuele (vicino il parco Margherita). Ci sembra questa una nuoa ed interessante occasione per aprire una discussione in merito a tal argomento.

Spett. le PROCURA DELLA REPUBBLICA

Presso il tribunale di  Napoli

I sottoscritti,

in merito alla situazione del traffico cittadino a Procida

Espongono  quanto segue.

La situazione traffico nell’isola ha superato,  a giudizio degli scriventi,  la soglia di un pur gravissimo problema, per assumere rilevanza di omissione di atti dovuti.

L’isola ha stradine di larghezza  in alcuni punti inferiore a 2 mt,  nelle quali la coesistenza tra pedoni ed automobili è impossibile, altre strade pur essendo di larghezza leggermente maggiore non sono dotate di marciapiede. Uniche strade con marciapiede sono le più recenti: via Libertà, via 4 Novembre e la collegata via de Gasperi.

In tutte le strade sono previsti limiti di velocità ( 40 Km /h )  da strade cittadine di ben diversa morfologia ed in alcune di queste, in alcune ore del giorno, viene convogliato tutto il traffico dell’isola. Si tenga presente che l’isola di superficie inferiore a 4 kmq ha un parco veicoli di circa 4000 vetture e 6500 tra motocicli e ciclomotori a fronte di una popolazione residente di poco superiore a 10000. In questa situazione spesso si verificano condizioni di vero smog, non monitorato, che in una piccola isola come la nostra dovrebbe essere del tutto escluso.

Questa situazione a giudizio degli scriventi crea condizioni di gravi lesioni di fondamentali diritti dei cittadini, in particolare dei pedoni ed in generali delle persone più deboli ( bambini, anziani, portatori di handicap, ciclisti, ecc.) che vivono in condizioni di non tranquillità e di scarsa  sicurezza.

Gli anziani non escono di casa, i bambini possono andare per strada solo se accompagnati dai genitori terrorizzati e tutti gli altri utenti della strada, che non usano il mezzo meccanico, sono costretti in fila indiana a rasentare i muri venendo sfiorati dai motorini e spesso colpiti dagli specchietti retrovisori delle automobili che viaggiano, in strade di due metri di larghezza, minimo a 40 km/h.

Gli incidenti sono all’ordine del giorno, anche con gravi conseguenze,  recentemente uno addirittura mortale; in ogni caso l’incolumità di qualsiasi cittadino è a rischio, perché  non può uscire dalla sua abitazione, o da un negozio, senza il pericolo di essere travolto da qualsiasi veicolo necessariamente obbligato a  passare a pochi centimetri  dalle porte delle case o dalle soglie dei negozi.

La colpevole inerzia delle autorità preposte ha inoltre incrementato il moto caotico dei veicoli, le condizioni di pericolo e di inquinamento anche acustico, l’arroganza degli automobilisti, dei motociclisti, dei conduttori di automezzi di trasporto merci, edile, ed altro. Tutti costoro si considerano i proprietari e padroni delle strade dell’isola e considerano pedoni e ciclisti alieni che ostacolano abusivamente il loro allegro scorazzare. In altre parole la mobilità sull’isola ha perso la sua natura razionale di spostamento regolato e finalizzato di persone e cose per trasformarsi in una pericolosa follia priva di regole.

Ripetutamente ma inutilmente negli anni scorsi gli scriventi, altri cittadini, Associazioni,  hanno chiesto  alle autorità preposte interventi di regolamentazione del flusso dei veicoli onde garantire tranquillità, sicurezza ed incolumità degli utenti, mediante marciapiedi, abbassamento dei limiti di velocità, controlli costanti, rispetto delle regole e  del codice della strada. Altrettanto inutilmente è stata effettuata  una raccolta di firme per sollecitare provvedimenti di questo tipo.

Eppure lo stesso codice della strada non considera come carrabili le strade con caratteristiche simili a quelle isolane, ed esiste una risoluzione della comunità europea che tutela i diritti dei pedoni.

A questo punto ci vediamo obbligati a segnalare all’autorità giudiziaria questa degenerazione della mobilità isolana in una condizione di permanente violazione delle norme  del codice della strada e delle leggi che tutelano la tranquillità, la sicurezza, l’incolumità, la salute della cittadinanza.  E di conseguenza  la  possibilità di ravvisare comportamenti omissivi di atti dovuti nei comportamenti delle autorità preposte all’applicazione delle sopraddette leggi.

Rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento si rendesse necessario, chiediamo di venire informati delle eventuali decisioni adottate.

In fede

Ing. Francesco Cerase

Basilio Luoni

Procida il  18/08/09

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