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Procida: l'Opacità della politica

mromano2.jpgdi Michele Romano

Le elezioni prossime si annunciano tra le più brutte che la storia politica elettorale dell’isola e della Campania ricordi o, per lo meno così esse di presentano alla vigilia. Non sembra azzardato l’uso del termine “brutto” perché nella preparazione e nel divenire di un evento elettorale la valutazione estetica è pienamente legittima e racchiude in sé un’articolazione vasta e differenziata di livelli che parte da quello basso della soglia minima della decenza a quello più alto della nobile e appassionata competizione tra programmi, donne e uomini. Ma si comprende che oggi sarebbe anacronistico esigere questo livello: saremo soddisfatti della soglia minima della decenza. E qui casca l’asino!
Infatti, i contenuti della campagna elettorale non esistono. Non se ne è mai parlato finora. Eppure le problematiche sul tappeto sono tante ed alcune di drammatica emergenza come la questione ambientale, l’organizzazione dei servizi e quale prospettiva creare per i giovani nell’immediato futuro nel senso che o considerarle risorse da investire sul territorio oppure spingerli, per il loro bene, ad abbandonare definitivamente l’isola. In tal senso bisogna constatare che la direzione politica-amministrativa degli ultimi decenni, in modo miope e deleterio, ha ampiamente aggravato ed appesantito tale situazione. Così lo scontro si è ridotto ai minimi termini: da un lato l’Amministrazione di centrodestra uscente tenta una becera e perniciosa difesa dell’esistente oltre ad una catastrofica conservazione, dall’altro un nebuloso attacco al sistema di potere muriano, usando forse, metodi similari tanto da non offrire una forte credibilità a quell’alternativa di governo di cui il paese ha urgente bisogno. Tutto ciò avviene, e si percepisce per strada, sotto gli occhi di un popolo procidano disorientato e fortemente preoccupato per il suo attuale vissuto quotidiano che sente come uno dei più difficili della sua antica ed illustre storia.
Siamo perciò al momento al di sotto del livello minimo di decenza. Comunque io credo nella speranza!

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