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Procida. Marina Grande si rifà il look

Procida si rifà il look a Marina Grande. Sono iniziati i lavori alla zona del porto commerciale, nel tratto di Via Roma, che va da Via Libertà al Circolo Capitani. Oltre al rifacimento del manto stradale in basoli, che presenta una serie di avallamenti e buche, la zona subirà una profonda opera di consolidamento attraverso una robusta palificazione del ciglio di banchina e il riempimento delle cavità sottostanti con pesanti dosi di calcestruzzo. Sotto la strada, infatti, il mare ha scavato vere e proprie caverne che mettono in pericolo la stessa palizzata con case e negozi. L’opera costerà 1 milione di euro. Il finanziamento arriva dai fondi POR della Regione Campania. La ditta esecutrice dei lavori, che dovrebbero terminare nel marzo prossimo, è la “Somit” di Chioggia. Progettista è l’ingegnere napoletano Alfredo Rozza.

Spiega l’assessore comunale ai lavori pubblici Vincenzo Capezzuto: “Ci stiamo prodigando per il restyling dell’intera zona. Anche l’area di fronte al Crocefisso sarà rimessa a nuovo attraverso l’utilizzazione di un nuovo finanziamento di 300 mila euro, già reperito, mentre è in corso l’adeguamento di alcuni ormeggi ove operano i traghetti e la messa in opera del sistema antincendio dell’intero scalo commerciale”.

Salvatore Costagliola, assessore alla risorsa mare, illustra il progetto complessivo volto a cambiare l’immagine dell’isola allo sbarco a Marina Grande: “E’ nostra intenzione dare un’organizzazione diversa all’utilizzazione dello specchio portuale. I pescherecci che attualmente sono ormeggiati lungo il tratto di banchina interessato dai lavori, troveranno nuovo ormeggio al molo di sottoflutto “Stella Maris”, anch’esso oggetto di opportuni lavori, ove potranno essere sistemate, in appositi spazi del sottobanchina, anche le reti e le altre attrezzature di pesca. Il che significa che la zona portuale di via roma potrà essere adibita all’ormeggio di transito diportistico per migliorare così l’offerta turistica dell’isola”.

Questi progetti rischiano, però, di essere vanificati dal progressivo insabbiamento di tutta l’area portuale che sta causando non poche difficoltà alle stesse operazioni di scalo di traghetti ed aliscafi. “Dei cinque scali di ormeggio – dice Vito Lubrano Lavadera, responsabile del Gruppo Ormeggiatori – solo due sono pienamente operativi. Gli altri hanno ormai fondali troppo bassi“.

Il progetto di escavo, finanziato con 2.650.000 euro dalla Regione, stenta a partire. Il Ministero dell’Ambiente non ha ancora concesso il previsto parere. “Il nostro ufficio ha da tempo fatto presente le difficoltà dello scalo” dice il tenente di vascello Gianluca Oliveti, comandante del Circomare isolano.

DOMENICO AMBROSINO da “Il Mattino” del 28 gennaio 2009

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