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Procida – Momento di chiarezza: nuovismo ipocrita o ravvedimento operoso?

Pasquale Lubrano
“Riformisti per Procida”

Apprendo che nei prossimi giorni è stato organizzato un incontro da parte di una associazione con invito a gruppi politici ed a soggetti vari, in vista delle future elezioni amministrative. Alcuni hanno fatto rilevare che tra gli invitati non figurano “I Riformisti”. C´è stato chi ha attribuito l´esclusione al timore di doversi confrontare con proposte serie e concrete a cui i promotori temevano di non poter che opporre il vuoto. Forse sono memori di quanto accaduto agli aderenti a “Procida in movimento” che dopo aver sciorinato vecchie maldicenze, smentiti ed invitati ad un pubblico confronto, si sono eclissati, preferendo, per malcelati cattivi fini, continuare a farsele raccontare dal “tutor”, per convenienza senza contraddittorio. Altri più ottimisticamente ritengono che si tratti di un raduno in cui si farebbe “mea culpa” degli errori commessi, in passato e nel presente, a danno di Procida e, mondati dal pentimento, smesse antiche e recenti ipocrisie, senza i settarismi finora mostrati, sarebbero disponibili successivamente a concorrere a quel percorso nuovo di “unità isolana” proposto da “I Riformisti”. Io non so chi aderirà all´iniziativa, né le intenzioni di chi l´ha organizzata, ma ritengo che possa essere un momento di chiarezza. L´ “unità isolana” proposta da “I Riformisti” deve basarsi su condivisione e convergenza di idee, correttezza di comportamenti. Tra i probabili aderenti all´incontro sono vari i soggetti notoriamente non in grado di avere tali prerogative.
I temi che leggo dovrebbero essere affrontati riguardano vari argomenti sui quali molti degli invitati, se aderenti, dovrebbero dimostrare di essere cambiati rispetto a quanto hanno fatto nelle circostanze in cui hanno avuto un ruolo nella gestione della cosa pubblica. A cominciare dall´utilizzo di “risorse dell´isola” come, i porti, dove alcuni di loro hanno cercato di metterci in proprio le mani, altri hanno concordato la clientelare spartizione a privati della Chiaiolella e cercato di sottrarre gratis al Comune il 20% delle quote societarie a Marina Grande. Ora si pongono a difesa degli interessi collettivi? Se con decenni di ritardo per alcuni, di mesi per altri, dovessero aver capito quali sono gli “interessi collettivi”, sarebbe un fatto positivo. E, via via, potrebbe essere l´occasione per rivedere le azioni da essi poste in essere, come il dissesto finanziario del Comune, tanto per esemplificare, o le richiamate “trasparenza amministrativa” e partecipazione dei cittadini. Del dissesto e di tanto altro abbiamo già detto. E´ appena il caso di ricordare che on fatto di trasparenza e partecipazione, diversi di loro, quando hanno amministrato il Comune, gli stessi che oggi scoprono Statuti e Regolamenti (peraltro le più significative conquiste per informazione e trasparenza, dall´albo per le deliberazioni al Regolamento Comunale, a spazi di agibilità per gli stessi consiglieri comunali, sono stati conquiste dei Socialisti, frutto di dure battaglie, non di altri), gli stessi che oggi ne dicono di farne bandiera, impedivano finanche alla minoranza consiliare di svolgere interrogazioni. D´altro canto, ancora oggi, alcuni tra organizzatori ed invitati privilegiati, gestendo ai più alti livelli la Commissione Trasparenza, in quattro anni non hanno esaminato nemmeno un atto e la Commissione è stata l´unica che si è riunita una sola volta, a viva forza, e non per loro iniziativa.
Se faranno un esame autocritico vero, magari troveranno il tempo anche per ripensare, loro unica coerenza, alle continue e ripetute collusioni politiche in circa trent´anni sempre contro il rinnovamento e il cambiamento, da quando hanno contribuito alla mini giunta milazziana nell´83 o operato contro l´alternativa di sinistra a favore della DC o nell´89 quando per impedire il cambiamento costituirono ammucchiata, o ancora nel ´96 quando con immotivato frazionismo impedirono che vincesse l´alternativa democratica favorendo e poi sostenendo per quattro anni il centro-destra che da allora amministra il Comune, continuando peraltro a tenere sempre comportamenti negativi, equivoci ed antiunitari in questi anni.
Ma, dicono, questo è il passato. Ora essi guardano al futuro. Vogliono cambiare? Se i “falsi vergini” faranno chiarezza per prima verso se stessi per gli errori e le cattiverie commesse, e lo ammetteranno pubblicamente, sarà un fatto positivo e, se hanno idee, potranno successivamente aprirsi al confronto con “I Riformisti”. Questi, con senso di responsabilità, hanno da mesi pubblicamente indicato un percorso. Hanno anche detto e dimostrato di non perseguire né scopi individuali né di parte, non pongono pregiudiziali verso chicchessia ma restano inflessibili nel porre come discriminante la convergenza sulla soluzione da dare ai problemi dell´isola per i quali, come ho avuto modo di scrivere di recente, prospettano indicazioni concrete a fronte dei generici chiacchiericci in circolazione.
Al contrario faranno bene a starsene tra loro, se ciò non dovesse verificarsi e dovessero prevalere gruppetti o singoli, organizzatori o partecipanti all´iniziativa, che abbiano scelto di attestarsi su qualunquismi, ipocrisie, maldicenze, vuoto assoluto di idee, concependo l´azione politica come attività da mediocri bottegai o, come minoranza, da sabotatori per aggravare i problemi, imbrattando l´immagine dell´isola su stampa e tv, per ricavarne vantaggi.
Noi confidiamo in un loro sussulto di onestà e dignità politica, altrimenti equivarrebbe all´autoriconoscimento che essi non hanno nulla a che fare con chi intende operare positivamente per il paese. Il problema sarebbe certamente il loro e riguarderebbe i procidani, per i danni che possono continuare a causare. La loro compagnia in questo caso sarebbe indesiderata e perniciosa e non prendere parte al raduno varrebbe titolo di merito. Meglio poi, se nel loro coacervo di minuti interessi individuali, riuscissero a trovare il modo per stare tutti insieme, i nemici dell´isola e dei procidani. Né varrebbe a tal punto distinguere chi sia in buona e chi in cattiva fede, giacché nessuno potrà dire di non sapere. Si avrebbe, cosa molto utile, una semplificazione e chiarificazione del quadro politico-amministrativo futuro.
In ogni evenienza, positiva o negativa, il raduno potrebbe portare qualche elemento di chiarezza. A meno che il tutto non si risolva, come molti degli stessi protagonisti hanno più volte fatto registrare di recente, in chiacchiere da bar o da retrobotteghe. E non ci sarebbe di che meravigliarsi.

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