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Procida. Nicola Lamonica lascia il coordinamento del Comitato interisolano per i trasporti marittimi

Per rilanciare la spinta propulsiva a favore della Società Corema tutta pubblica!!!

Nicola Lamonica lascia il coordinamento del Comitato interisolano per i trasporti Marittimi ed annuncia di continuare la sua azione come pura espressione di Autmare in attesa di tempi migliori. “ La rinuncia da Coordinatore non è senza rammarico e tristezza e non è neanche priva di  preoccupazioni; essa è un atto doveroso e si caratterizza sicuramente come un’ulteriore manifestazione di responsabilità verso le Comunità isolane. Ha l’obiettivo, ci riferisce Lamonica , di scuotere il Comitato e di sollecitare un pronunciamento singolo e collettivo per far rinascere un orientamento comune che possa governare i prossimi mesi che sicuramente saranno duri. Il gioco si fa pesante, aggiunge Lamonica, e col silenzio e l’impegno di un gruppo di fantasmi non è certamente possibile fermare un processo in cui gl’interessi sono tanti, e così forti. La verità, conclude Lamonica, è che si cerca da più parti imprenditoriali e non solo, e con ogni mezzo , di annullare quel rimasuglio di concorrenza che sopravvive con la società pubblica ( oggi Caremar ) per affermare un’offerta monopolistica che dia solo profitto a qualcuno, ai danni del sociale e della collettività. Occorre uscire dai silenzi, dalle deleghe e soprattutto dagli equivoci! “

Forio  10 giugno ’09-  lettera aperta

ai membri del “ Comitato Interisolano per la Mobilità Marittima”

Cari amici,

con la presente che fa seguito alla recente nostra fatiscente riunione al Bar Calise nella pineta d’Ischia del 29 maggio, cessa il mio ruolo di coordinatore e portavoce del Comitato; ruolo che mi era stato da Voi in assemblea assegnato  nella prima riunione dopo la prematura morte del Coordinatore compianto Domenico Di Meglio, ideatore e co-fondatore di una salutare intesa intercategoriale, interassociativa ed interisolana per una causa giusta di grande valenza socio-culturale: quella di dare alle isole una rete di collegamenti marittimi che fossero di garanzia per le esigenze primarie e per lo sviluppo.

La rinuncia di cui sopra non è senza rammarico e tristezza e non è neanche priva di preoccupazioni; essa è un atto doveroso e si caratterizza sicuramente come un’ulteriore manifestazione di responsabilità. Ha l’obiettivo di scuotere chi pratica il silenzio come linea politica; ma anche di dare coraggio a chi si sottrae al confronto; ed ha come scopi primari quelli di sollecitare un pronunciamento collettivo e di far rinascere un orientamento comune che possa governare i prossimi mesi che sicuramente saranno duri. Converrete con me che gli interessi in gioco sono grandi e preoccupante è quanto già emerge e via via si consolida in termini di raggruppamenti armatoriali e di aggregazioni imprenditoriali. La verità è che si cerca da più parti imprenditoriali e non solo, e con ogni mezzo , di annullare quel rimasuglio di concorrenza che sopravvive con la società pubblica ( oggi Caremar ) per affermare un’offerta monopolistica che dia solo profitto a qualcuno, ai danni del sociale e della collettività. Spero che questo sia ancora di comune sentire, così come spero anche di trovarvi in accordo sul fatto che la situazione può precipitare da un momento all’altro e che certamente in quella circostanza sarebbe velleitario pensare di usare solo l’entusiasmo di pochi e/o l’impegno di un gruppo di fantasmi per fermare un processo in cui gl’interessi sono tanti, e così forti.

Occorre uscire dai silenzi, dalle deleghe e soprattutto dagli equivoci!

Quella felice intuizione di Domenico Di Meglio di dare alla tematica marittima una risposta dal basso, collettiva ed unitaria, purtroppo drammaticamente affondata con la sua morte, può e deve rinascere! Spetta a tutti noi, ciascuno nella piena autonomia politica e di giudizio, indicare sul come e il da farsi. Lo stare insieme è un valore in ogni circostanza! Ma senza una unanime e concorde tensione lo stare insieme può diventare un’azione frenante utile solo al gioco dei monopolisti e dei faccendieri.

Un ultimo adempimento, permettetemelo. E’un riconoscente ringraziamento a Domenico Di Meglio per la fiducia che ha sempre riposto in me e per la lungimiranza che ha dimostrato nella scelta del Comitato come strumento politico e di lotta; propositivo e di pressione  per consolidare il servizio marittimo pubblico quale condizione essenziale e strategica allo sviluppo isole e per assicurare e rilanciare una politica dei diritti. In realtà, fu anche una scelta di autonomia rispetto al patteggiamento partitico ed agli interessi della sopravvivenza politico- istituzionale, a livello locale e quello regionale; fu una scelta coraggiosa e di dignità su un tema così accattivante, così attuale, .. e così scottante.

In attesa di tempi migliori, continuo come Autmare; cordialmente Vi saluto    Nicola Lamonica

http://www.ischiablog.it

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