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Procida: Non c’è più religione!

moto-san-michele.jpg“Non c’è più religione!”- Sergio Strudel, capitano marittimo in pensione, guarda esterrefatto la lunga fila di motorini che precede il camioncino addobbato con a bordo la statua di San Michele. “Sono indignato – continua- come tanti fedeli dell’isola. Penso che la Curia napoletana debba prendere provvedimenti, in modo che in futuro non abbiano più a ripetersi simili manifestazioni che nulla hanno a che vedere con le funzioni religiose!”.
Fa discutere l’iniziative voluta da Monsignor Michele Del Prete, curato dell’Abbazia di S. Michele, che ha organizzato il ritorno motorizzato della statua del santo Patrono, dalla chiesa di S. Giuseppe alla Chiaiolella, ove era stata portata l’8 maggio, in solenne processione. A “scortare” l’Arcangelo 111 motorini, ognuno munito di una bandiera gialla con lo stemma del Vaticano. Il singolare corteo ha attraversato il corso principale di tutta l’isola, tra spari di granate e gas di scarico delle marmitte, fino a Piazza dei Martiri. Qui i giovani hanno spento i motorini e dopo una breve omelia del Curato hanno issato la statua del Santo Patrono sulle spalle e, a piedi, sono saliti fino all’Abbazia di Terra Murata.
Nel mare di polemiche che hanno inondato l’isola Monsignor Del Prete mostra una convinta serenità. Non è per niente pentito, anzi passa all’attacco e spiega: “ Ho voluto rompere gli schemi per avvicinare i giovani, i quali sono il futuro anche nella chiesa. La scelta di far sfilare i giovani in motorino accanto a San Michele ben si sposa con il passato e la tradizione, rappresentato bene dai franco procidani che ogni anno ritornano nell’isola per onorare il santo, la cui fede li ha tenuti uniti, da 150 anni, prima in Algeria a Mers – el – Kebir e poi a La Ciotat, a Marsiglia. I giovani hanno risposto con entusiasmo. Gli adulti benpensanti mi criticano in nome dell’ecologia e del rispetto dell’ambiente? Lasciassero, loro per primi, dando l’esempio, le loro auto nei garage, andando a piedi e servendosi dei mezzi pubblici”.
Intanto le polemiche continuano. Eugenio Michelino, segretario isolano dell’Ascom Confcommercio, non ha peli sulla lingua. “L’iniziativa del Curato è assolutamente negativa. Da anni, stiamo conducendo una battaglia per una sempre maggiore pedonalizzazione dell’isola che significa qualità della vita e quindi un modello di sviluppo turistico legato all’ambiente e alla cultura.” . Non mancano le critiche sullo stesso versante religioso. “E’ stata una processione senza senso sacro. San Michele è stato ridotto ad un pezzo d’argento in un viaggio inquinato dai fumi e dai rumori dei motorini”, riflette un giovane di Azione Cattolica. Ma c’è anche chi difende Monsignor del Prete. “E’ un coraggioso – dice Ciro Massa, dirigente dell’associazione “I Ragazzi dei Misteri” che ha organizzato l’evento -, è un portatore di novità che riesce a porsi in sintonia con i mondo giovanile. Domenica sera, dopo la processione, ragazzi ed adulti hanno vissuto un grande momento di socializzazione. Sono stati distribuiti 800 panini con salsiccia, siamo stati insieme a parlare e festeggiare fino a tardi. Eravamo oltre mille persone”. Bruno Buonaiuto e Michele Loffredo che hanno lavorato duramente nell’organizzazione della processione motorizzata condividono con entusiasmo. Ritorna sulla negatività del messaggio il dottore Giuseppe Trotta, comandante dei Vigili Urbani dell’isola: “ A Procida – spiega – ci sono oltre 10 mila tra auto e motoveicoli. I motorini sono circa seimila. Una cifra impressionante se si pensa che siamo 10.500 abitanti che vivono su un’area di soli 3,7 chilometri quadri. Da tempo si sta cercando di scoraggiare la circolazione veicolare con una serie di divieti. Ora arriva la processione di San Michele che benedice i motorini. Si rischia di inquinare in un sol colpo la ventata di aria nuova e pulita che iniziava a circolare nella coscienza della gente”.
DOMENICO AMBROSINO da “Il Mattino”

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