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Procida. Per la riapertura dell’isolotto di Vivara tempi ancora lunghi.

Venerdì 13 marzo scorso si è svolto il primo sopralluogo ufficiale sull’isolotto di Vivara (primo di una serie già calendarizzata) tendente al rilievo dello stato dei luoghi, sia degli immobili ivi presenti che in generale della sentieristica che si sviluppa sull’isola, primo e concreto passo per la gestione e riapertura dell’isolotto.I sopralluoghi, promossi dal Presidente dell’Albano Francescano, Dott. Mariano Cascone, e dal Comitato di Gestione della Riserva, serviranno a rilevare tutti gli elementi tecnici e naturalistici necessari sia per la redazione del piano di gestione della riserva sia, soprattutto, per affrontare, speriamo in maniera definitiva, la questione del fitto dell’isolotto, vero nocciolo del problema per consentirne la riapertura al pubblico.
Da questo punto di vista i rappresentanti dell’Ente proprietario e del Comitato hanno infatti convenuto che, per dare una svolta seria alla questione Vivara c’è bisogno di affrontare con professionalità e realismo la questione fitto, anche perché solo in tal modo potranno essere pianificati i lavori di recupero dei tesori ivi esistenti quali, ad esempio, la casa del caporale e la magnifica tenuta borbonica, che necessitano di importanti opere di manutenzione prima di essere restituiti alla collettività.
I tecnici del Comitato e dell’Albano Francescano hanno rilevato come la sentieristica dell’isolotto, ed in generale le condizioni di calpestio, non creano grandi preoccupazioni, mentre particolare attenzione necessitano gli immobili presenti i quali, anche e soprattutto per i troppi ingressi abusivi che si ripetono in maniera sistematica, sono deturpati e stotto attacco di vandali. Nelle scorse settimane – ci dice il presidente Cascone – ho personalmente inviato copia delle chiavi di accesso all’isolotto a tutte le forze dell’ordine presenti a Procida ed alla Polizia Forestale di Napoli, così da consentire una piena funzione istituzionale di prevenzione e repressione di azioni delittuose, con particolare preghiera di prestare massima attenzione proprio agli ingressi abusivi che non sono più assolutamente tollerabili. Inoltre – continua il presidente – in accordo col Comitato abbiamo deciso, quanto prima, di montare una nuova cancellata, più grande e resistente di quella attuale, sull’ingresso laterale dell’isolotto proprio là dove si entra abusivamente tra l’altro rischiando di perdere l’equilibrio e cadere di sotto. In più, sempre nell’ottica di dissuadere e rendere più difficili gli ingressi abusivi, invieremo una lettera congiunta al Comune di Procida invitandolo, ad horas, a montare un nuovo cancello sulla discesa comunale di S. Margherita proprio in prossimità dell’inizio del ponte, rappresentando questo intervento quello determinante per vietare in modo definitivo l’accesso abusivo sull’isolotto. Se tutti, come penso, faranno la loro parte con serietà, gli ingressi non autorizzati potranno finalmente cessare e con essi gli scempi che si commettono su Vivara, nell’attesa di restituirla alla collettività. La tolleranza, per quello che ci riguarda, da adesso sarà zero.
In merito, poi, alla riapertura – conclude il dott. Cascone – non anticipo nulla, perché siamo in piena fase di discussione e trattativa; dico solo che stiamo facendo i salti mortali per fare presto e bene. In merito ai lavori che stanno per partire, osservo che per quanto riguarda il ponte (che è di competenza della Regione) la gara d’appalto è stata già espletata e i lavori affidati, ma ci sono i soliti e fisiologici problemi legati alle ditte non vincitrici che, mi dicono, vedranno la fine quanto prima. Per quanto riguarda, invece, i lavori alla discesa di S. Margherita, il finanziamento provinciale risale ad agosto scorso ma il progetto è ancora fermo al Comune che è l’Ente responsabile; c’è solo da augurarsi una accelerazione dell’iter che va avanti da ormai 8 mesi. Proprio in merito a questi due fondamentali lavori altro non posso che, anche a rischio di apparire petulante ed antipatico agli occhi di qualcuno, sollecitare gli uffici preposti poiché la competenza non appartiene alla mia Fondazione.

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