Home > Procida. Pesca ai Tonni rossi. Vietata la mattanza nel Parco Marino. Pellecchia: “una farsa”. Troiano: “atto dovuto”

Procida. Pesca ai Tonni rossi. Vietata la mattanza nel Parco Marino. Pellecchia: “una farsa”. Troiano: “atto dovuto”

PROCIDA, 22 NOV  –  Ennesimo colpo di scena nella vicenda della mattanza dei “tonni rossi” al largo dell’isola di Procida (Napoli). In conseguenza del peggioramento delle condizioni meteo marine la società Akua Italia ha chiesto “per motivi di sicurezza” di poter dislocare la vasca contenente i tonni vivi, in attesa di essere uccisi, rientrando all’interno del perimetro del Parco Marino “Regno di Nettuno”. Come spiegato dal Comandante della Guardia Costiera di Procida, il tenente di Vascello Gianluca Oliveti, il direttore del Parco, Riccardo Strada, ha concesso il rientro ed ha vietato la mattanza all’interno dell’area marina protetta. Solo se le condizioni meteo marine lo permetteranno il personale italo-turco riposizionerà la vasca con i tonni all’esterno del parco marino “Regno di Nettuno” e la mattanza potrà riprendere. “La farsa diventa tragedia” ha dichiarato Nicola Pellecchia rappresentante dell’Adiri Pesca di Procida. “In attesa del dissequestro delle aste a cartuccia esplosiva – sequestrate dalla Polizia di Stato mercoledì scorso – chiesto da parte degli avvocati alla Magistratura, si riteneva di poter procedere nei confronti degli animali di pezzatura normale, ma è giunto l’inatteso divieto di prosecuzione delle operazioni da parte del direttore del parco marino. Mi sembra – conclude Pellecchia – che siamo ad un accanimento eccessivo che lascia adito a qualche sospetto”. “Il diniego da parte del direttore del parco è un atto dovuto” ha dichiarato Ciro Troiano, responsabile Tutela Ambiente della LAV, che quest’estate ha presentato alcuni esposti alla Polizia di Stato di Ischia per il rilascio del nulla osta all’allevamento e per l’uso di armi con materiale esplodente durante la mattanza. “Ad onor del vero – prosegue Troiano – ci saremmo aspettati un divieto già per quanto riguarda l’allevamento all’interno delle acque marine protette. Se di accanimento si tratta – conclude Ciro Troiano – questo sicuramente è a carico dei tonni, che vengono sballottati da un’area marina all’altra in attesa di essere massacrati”.

Mauro Iovino

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