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Procida: Petizione popolare per richiedere modifiche di legge in materia di edilizia.

A che punto è la vicenda legata agli abbattimenti di immobili nelle isole di Ischia e Procida?
Dopo il grande clamore mediatico suscitato dalla demolizione di un immobile nel Comune di Barano e la sospensione, “in zona cesarini”, di altri provvedimenti nei comuni schiatani, di cui due anche sull’isola di Procida, ci siamo lasciati, nei giorni scorsi, con i primi cittadini delle rispettive comunità e il segretario ANCIM ricevuti a Roma dal Ministro Altero Mattioli e salutati con l’impegno di convocare, a breve, un tavolo tecnico giuridico per affrontare la spinosa materia. Come si ricorderà oltre 1.000 abitazioni, con il numero che aumenta di giorno in giorno con il sopraggiungere di nuove ordinanze di demolizione, per le quali non è bastato, da parte dei proprietari, pagare decine di miglia di euro per il terzo condono edilizio in quanto, si è appreso in “corso d’opera”, quest’ultimo non è applicabile alle isole di Ischia e Procida.
Detto questo, ed in attesa che il tavolo si riunisca (una data presumibile è per l’indomani della prossima tornata elettorale europea ed amministrativa del 6 e 7 giugno) i proprietari degli immobili di Ischia e Procida soggetti a provvedimenti delle Autorità Giudiziarie, dopo essersi costituiti in comitato, hanno elaborato un documento/petizione da inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Gianni Letta, nel quale si richiedono urgentissimi interventi legislativi che facciano chiarezza, una volta per tutte, sulle controverse questioni dell’applicabilità del terzo condono nelle zone assoggettate a vincolo paesistico.
Da questo punto di vista, sottolineano tra l’altro i proponenti, “… qualsiasi progetto normativo in materia non può prescindere dalla previsione di adeguati ammortizzatori sociali senza i quali l’esperienza anche recente ha dimostrato non si possa procedere alla tutela effettiva degli interessi coinvolti. Le disposizioni contenute nei piani territoriali paesistici di Ischia e Procida non consentono, purtroppo, la realizzazione di opere di edilizia residenziale pubblica.
Alla disponibilità di alloggi potrebbe naturalmente ovviarsi, rendendo possibile, secondo un’interpretazione storica sistematica dell’art. 32 del d.l. n. 269/03, convertito in legge n. 326/03, la sanatoria per tutti i manufatti con volumetrie superiori ai 750 mc, ultimati al rustico entro il limite temporale di condonabilità”. A questo però “si frappone, tuttavia, l’orientamento decisamente restrittivo, ma non del tutto convincente ed avverseta in dottrina, della Corte di Cassazione, Sez. III penale, secondo cui nelle predette zone sarebbero sanabili solo gli interevnti edilizi minori (manutenzione strordinaria, restauro conservativo, ecc.) e non anche le nuove costruzioni, sia pure di limitatà entità e con caratteristiche dimensionali riconducibili ai parametri della edilizia economica e popolare.”
Altro aspetto rimarcato dai proponenti, che già hanno raccolto oltre 1.000 firme, è quello riguardante la formulazione del parere paesistico, come si sa oggi titolare della Soprintendenza ai Beni Ambientali su delega del Ministero, e per il quale esistono non poche interpretazioni.

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