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Procida. Pontile degli aliscafi: la storia infinita.

Un’altra estate sta per prendere definitivamente possesso del calendario ma i lavori del nuovo pontile degli aliscafi, iniziati nell’autunno del 2007 l’oramai lontano 18 ottobre, e che dovevano essere ultimati entro sei mesi, proseguono tra una “pittata ed una rilassata”, o meglio tra una “pittata e svariate rilassate” a passo di lumaca creando non poche difficoltà sia a terra che nello specchio acque del porto di Marina Grande. La riprova ci è offerta dall’ultima nota inviata dall’assessore ai lavori pubblici del Comune di Procida, Vincenzo Capezzuto, alla Regione Campania (committente dei lavori) all’attenzione dell’assessore all’ambiente, prof. Walter Ganapini. In questa, l’assessore Capuzzuto tende a puntializzare come “ a quasi due anni dalla data di inizio lavori e nonostante le varie istanze di sollecitazioni tali lavori non risultano ancora ultimati. Sia la CAREMAR che la SNAV hanno già comunicato che, a breve, sospenderanno le corse da e per Procida. E’ nato anche un movimento popolare di protesta, composto in particolare di pendolari che lamentano forti ritardi nel raggiungere il posto di lavoro a causa delle disfunzioni orarie degli aliscafi, dovute alle difficoltà di ormeggio nel porto di Procida.
A tutt’oggi risulta incomprensibile la gestione a livello amministrativo della procedura per l’esecuzione dei lavori, che pare non veda applicate le penali di legge per i ritardi denunciati. Inoltre pare che sui fondali, ove insisteva il vecchio pontile rimosso, sono tuttora presenti putrelles d’acciaio che potrebbero causare seri danni ai mezzi marittimi in manovra di ormeggio. La prego di intervenire, esercitando tutti i poteri conferiti dalla legge per accelerare l’ultimazione dei lavori e l’acquisizione delle necessarie certificazioni di agibilità.”
Sin qui la lettera piuttosto “pesante” dell’assessore Vincenzo Capezzuto nella quale appare evidente il senso di comune frustrazione per un lavoro pubblico nato male e continuato, se possibile, anche peggio a partire dal cambio di ditta in corso d’opera, per passare all’obbrobriosa ed allucinante rampa di accesso al pontile prima realizzata in calcestruzzo armato poi, a seguito di vibranti e più che giustificate proteste popolari, demolita e realizzata in acciaio, per finire ai lavori a mare ancora da completare, e così di questo passo.
Resta lo sguardo attonito ed amaro dell’uomo della strada che passa ogni giorno davanti a quest’opera faraonica e non riesce a comprendere il perchè, da queste parti, le cose funzionino (si fa per dire) in questo modo.

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