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PROCIDA PRIMA!

Luigi Murodi Luigi Muro
Il dibattito politico procidano in questi ultimi tempi, fisiologicamente, si è animato in vista delle prossime scadenze elettorali facendo registrare alcune novità e tante vecchie conferme.

La prima novità è che è tornato in pista un “antico” protagonista della politica procidana storico rappresentante della DC di Gava e di una politica subalterna finanche alle scelte prese nella vicina Isola di Ischia che imponevano anche le canditature tant’è che mai Procida è riuscita prima di oggi ad avere ruoli decisivi negli organismi provinciali e regionali.
La seconda novità è che l’associazione denominata “ Procida insieme” dichiara di voler cambiare il paese partendo dal “ basso ” proponendo quale metodo di lavoro un vecchio programma denominato Agenda 21.
La terza novità è che il PD rinuncia a presentare una lista ed un programma che, pur con le necessarie esigenze di coalizione, siano frutto di una scelta di partito forte, coeso e coerente con le proprie radici e tradizioni.
La quarta novità che il centrodestra dopo quindici anni ha la consapevolezza che è necessario ricercare energie nuove che vogliano lavorare unite ed entusiaste senza negare gli errori fatti ma senza nascondere le tante realizzazioni.
Bene, se queste sono le novità quali sono le vecchie conferme?

La prima è che Aniello Scotto di Santolo vuole rifare il Sindaco dopo circa 20 anni di totale assenza dall’impegno civico ritenendo che un cosi lungo periodo di disinteresse dalle “ cose procidane” lo legittimi a presentarsi come il “ rinnovatore” della politica procidana.
La seconda vecchia conferma è che la sinistra pur di sconfiggere l’avversario sceglie di tapparsi il naso, di fare una ammucchiata elettorale e combattere una battaglia politica tendente alla mera sostituzione personale degli attuali amministratori rischiando di scomparire dal Consiglio comunale.
I fautori dell’abbraccio “mortale” pongono in rilievo la necessità di vincere anche a costo di sacrificare le battaglie politiche e la visibilità del partito.
Ad avviso di chi scrive, in caso di vittoria, il PD non conterà nulla per essere subalterna sin d’ora alle scelte di Aniello Scotto che,come è nella sua tradizione, ha offerto alla frettolosa e paurosa sinistra procidana il pacchetto “ prendere o lasciare”.
Procida insieme afferma di voler cambiare il paese partendo dal basso, come inizio non è male :
no alle primarie e si alle scelte di vertice ed alla cooptazione dei consiglieri comunali (potenziali portatori di voti)!
Se Procida insieme avesse voluto veramente essere una forza di cambiamento avrebbe dovuto compiere uno sforzo programmatico verso tutte le forze politiche ed amministrative e verificare se c’era la volontà di far vivere al paese una fase costituente soprattutto dopo la mia pubblica dichiarazione che metteva fine al ciclo politico di “ Procida in progresso”.
Invece si è scelto si spaccare il paese ritenendo che, nel centrodestra, non vi fossero persone capaci di cogliere la necessità di dare una forte sterzata alla vita politica procidana.
La terza conferma, mi si scusi se lo sottolineo,è che la politica procidana, non più subalterna a nessuno, riesce ad esprime nella mia persona e grazie all’aiuto di tanti procidani l’unico rappresentante che possa avere una interlocuzione esterna per avere ruoli importanti e decisionali nelle realtà istituzionali napoletane.
Se si vorrà, in questa come in altre sedi, potrò elencare le risorse indirizzare verso Procida nei soli 5 mesi di assessore provinciale.
In un momento cosi difficile non riconoscere tutto quanto innanzi significa mistificare la realtà.
Cosi come è evidente che il centrodestra procidano deve avere la capacità di comprendere che a fronte di una fase conclusa, che tanto ha dato in termini di governabilità e progresso, non può pensare di lasciare tutto immutato ma deve avere il coraggio di sapersi rinnovare non solo nella proposta delle persone ma anche negli atti necessari ad un miglioramento dell’azione di governo che deve riacquistare smalto, forza e rappresentatività.
Per tali motivo non comprendo, vedremo cosa penserà la gente al momento del voto, alcuni amici che vogliono a tutti i costi dissociarsi per dimostrare (a chi ?) di essere più realisti del re!
Se la questione centrale fosse la discussione su cosa e come fare passando da una fase dell’uomo solo al comando (che ha fatto comodo a tanti……) ad una fase di discussione schietta ma non preconcetta si facciano avanti troveranno porte aperte.
Se il problema viceversa dovesse essere quello di risolvere questioni di antipatia personale ammantandole di esigenze programmatiche troveranno portoni sbarrati ed una ferma e pubblica condanna!
Il fatto che nel centrodestra ci siano più persone che abbiano dichiarato di essere disponibili a candidarsi a Sindaco non è un fatto negativo anzi dimostra che c’è dibattito interno e crescita di classe dirigente.
Vi posso garantire che, iniziando da chi scrive, nessuno farà prevalere interessi ed aspettative personali rispetto al gioco di squadra ed alla necessità di dare al paese una guida sicura e rappresentativa.
Apprezziamo sinceramente lo forzo dei riformisti che per anni anche se su posizioni diverse alle nostre hanno tentato di spostare il discorso sulla politica del fare trovando negli alleati della sinistra posizioni discriminatorie e personalistiche che mal si sposavano con le coalizioni elettorali anti Muro (sempre perdenti perché prive di vera proposta politica e di leadership) simili a quella che sta nascendo oggi con l’aggregazione Procida insieme –PD.
I riformisti oggi sono centrali nel dibattito politico perché continuano coerentemente a portare aventi alcune idee amministrative in maniera sobria, laica e aperta al confronto e perciò hanno trovato massima attenzione da parte nostra.
Ed allora: PROCIDA PRIMA!!!
Prima degli interessi oscuri che ritornano dal passato, prima delle aspirazioni personali, prima nel rappresentare una proposta di sviluppo di nuovo forte, visibile e che possa trovare uno slancio grazie al centrodestra che già governa l’ Italia, la Provincia di Napoli e si appresta a governare la Regione.

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