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Procida: Primarie al più presto.

Questa la proposta di Raimondo (Dino) Ambrosino. Altrimenti, sostiene il capogruppo del PD, si corre il rischio di logorarsi in inutili riunioni.

Nella primavera del 2010 i cittadini procidani saranno chiamati ad eleggere i nuovi organi amministrativi e, dopo anni di contestazioni e movimenti critici, sottolinea il capogruppo del Partito Democratico, Raimondo (Dino) Ambrosino, finalmente ci sarà l’occasione per verificare la bontà della proposta politica alternativa. Lo scenario è ben più complesso di quello di 5 anni orsono. Nel 2005 si fronteggiarono gli schieramenti delle due principali coalizioni politiche nazionali. Oggi assistiamo ad un contesto frammentato in cui ci sono due poli di aggregazione: l’Amministrazione Lubrano da una parte ed il Partito Democratico dall’altra.
Nel mezzo una serie di gruppi politici orientati chi per il sostegno allo status quo chi per investire su un progetto alternativo. Il Partito Democratico, continua il consigliere Ambrosino, ha maturato in questi anni le idee e le competenze per proporsi con credibilità alla guida di un nuovo processo politico. Punto di riferimento fondamentale della nostra proposta è l’investimento su una migliore vivibilità dell’isola con particolare attenzione alle categorie sociali sinora trascurate. Bisogna recuperare il rapporto con le nuove generazioni dell’isola per dare loro la centralità necessaria. I lavoratori alle prime esperienze, i neolaureati, gli studenti, devono sapere di avere come riferimento una classe dirigente capace di creare opportunità a Procida.
La prossima amministrazione, continua Ambrosino, dovrà essere capace di intercettare la gran quantità di finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea per investire sui grandi attrattori culturali della Regione Campania. Procida è ricca di storia e di tradizioni, è l’ambito ideale per elaborare progetti di qualità capaci di orientarne lo sviluppo turistico. In questo processo è fondamentale il contributo delle tante professionalità maturate nel corso degli ultimi anni. I giovani laureati avranno la possibilità di lavorare a progetti da sviluppare nella propria terra contribuendo così al rilancio della sua identità.
Per investire sulla vivibilità dell’isola occorrerà puntare ad una drastica riduzione del traffico con la proposta di un nuovo piano di trasporti che rivoluzioni i percorsi stradali.
La raccolta differenziata porta a porta sarà uno strumento da attivare per arrivare ad una riduzione della produzione dei rifiuti con conseguente risparmio sui costi di gestione.
Per i debiti strutturali del Comune occorrerà richiamare alla responsabilità tutti i dipendenti al fine di ottenere maggiori servizi gestiti direttamente dall’Ente. Col passare degli anni i pensionamenti dovranno essere l’occasione per alleggerire il bilancio dai costi fissi e per avere una struttura più economica ed efficiente.
Le recenti vicende relative ai temuti abbattimenti di case abusive devono essere da monito e sprone per una più efficace lotta al fenomeno della costruzione senza regole. Va istituito un ufficio antiabusivismo capace di entrare in azione subito dopo le segnalazioni: la politica dovrà quindi spiegare in ogni sede che oggigiorno ogni minima infrazione ha conseguenze penali ed amministrative rigorosissime.
Questi, ribadisce Dino Ambrosino, sono solo alcuni spunti e rappresentano il minimo comune denominatore di chi vorrà aderire al progetto politico alternativo. Resta da sciogliere però il nodo di chi possano essere le persone in grado di declinarlo nel miglior modo possibile.
A questo proposito pensiamo che lo strumento delle elezioni primarie rappresenti un passaggio obbligato. Il metodo è una indicazione fondamentale per mostrare che si intende avere un diverso rapporto con la cittadinanza. Secondo la nostra opinione la partecipazione democratica alle scelte fondamentali della politica è un modo per ottenere risultati migliori. Nel caso delle primarie per la scelta del candidato Sindaco potremo realmente dimostrare la capacità di proporci in un modo alternativo.
Certo le difficoltà organizzative e i rischi non mancano, ma sono poca cosa rispetto alle sfide che ci attendono se saremo i nuovi amministratori dell’isola. Le primarie saranno un banco di prova per valutare le potenzialità dei diversi candidati e accendere la discussione nel merito dei problemi.
Diversamente, conclude l’esponente del Partito Democratico procidano, la prospettiva sarebbe di un lento logorio in continue riunioni in cui le tattiche dei protagonisti sarebbero incomprensibili ai più.
Bisogna avere coraggio: il futuro della nostra isola ne reclama una buona dose.

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