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Procida. Primarie e principi

di Basilio LuoniSulle Primarie farò alcune considerazioni alla fine, ma prima vorrei articolare una breve riflessione sui principi che a mio avviso dovrebbero presiedere  alla scelta del candidato sindaco e alla selezione della squadra più convincente per guidare questo processo di cambiamento politico-amministrativo  a cui stiamo lavorando e per cui continueremo a lavorare.

Premesso che chiunque abbia contribuito o condivida il progetto fin qui elaborato ha diritto di candidarsi, qualora lo spingano a ciò passione, dedizione e perché no, anche ambizione, l’obiettivo da raggiungere è un gruppo coeso e vincente,  dotato della duplice qualità di credibile garante del programma di rinnovamento e di potenzialità rappresentativa.

Soprattutto il candidato Sindaco dovrebbe possedere queste due qualità: credibilità riconosciuta ed evidente nella società procidana e forza propulsiva, energia creativa garante del programma di rinnovamento.  E aggiungerei  capacità di leadership democratica e di ascolto, autorevolezza e non autoritarismo, che sappia leggere i differenti accenti non come contrapposizioni, ma come apporti arricchenti e generosi. Leadership tanto più importante, quanto più ad unirci non è un’appartenenza partitica,  ma nelle differenti culture politiche di provenienza, la visione della politica come servizio per il bene comune.

Qualità sicuramente presenti in diverse persone delle forze che hanno dato vita alla discussione e al comune progetto, in qualcuno può prevalere la rappresentatività, in qualcun altro la credibilità innovativa,  in qualcun altro l’autorevolezza, si tratta di individuare la figura che esprima la sintesi più convincente tra queste qualità e non è ovviamente un processo di alchimia chimica , ma il frutto, una volta esplicitate le candidature, di una franca discussione.

Per quel che riguarda l’insieme della compagine, dovrebbe a mio avviso presentarsi, oltre che credibile garante del programma di rinnovamento, come dotata di onestà, competenza, generosità, determinazione. Sull’onestà va da  sé. Ma mi sentirei di spendere una parola a favore della passione e generosità, più che sulla competenza. Perché quest’ultima se non la si possiede la si acquisisce, anche e soprattutto nel campo amministrativo, mentre diffido di una competenza fredda non mossa anche da idealità . (Ne abbiamo avuto un buon esempio sulla questione del dissociatore, dove i presunti “esperti “  erano uomini d’affari . Ovviamente non ho nulla contro chi persegue i propri interessi  quando non contrastino o addirittura danneggino, come in quel caso,  gli interessi  della Comunità.)

La compagine dovrebbe anche essere il risultato di uno sforzo di fondazione di una nuova classe dirigente procidana, giovane e motivata. Però su una cosa sarei rigido, metà della nostra squadra dovrebbe essere composta da donne, a cui affidare nel caso si vincesse, importanti compiti di responsabilità amministrativa.  E non solo per un principio, anche se giusto, di  astratta eguaglianza, ma proprio per una scelta di profonda corrispondenza con il nostro  programma fondato sull’identità procidana. Chi può negare la centralità che la figura femminile, per motivi  oggettivi, ha sempre avuto ed ha nella società procidana? Chi può negare come siano state protagoniste importanti  delle ribellioni più recenti e perciò portatrici di un nuovo modo di far politica, pragmatico e concreto.

Io credo che nel progetto che stiamo costruendo, proprio perché ambizioso e proiettato nel futuro, c’è spazio per tutti , uomini e donne, giovani di buona volontà.  Il non partecipare direttamente a responsabilità amministrative   non significa esimerci da responsabilità  che saranno tanto più ampie, quanto più sapremo far diventare il nostro progetto, progetto dei cittadini. L’esercizio della sovranità e dell’autonomia, il governo e la riqualificazione del territorio e delle sue risorse, la Procida Risorgente  che vogliamo richiedono un di più, non un di meno, di energia  e di generosità.

Primarie.

Sul percorso pratico vedo un primo incontro di confronto sui principi, seguito dall’esplicitazione delle candidature a sindaco e una discussione il più possibile corretta e priva di pregiudiziali, alla luce dei principi condivisi. E’ importante spiegare perché si e perché no si considera una personalità più rispondente alla funzione di sindaco di Procida, di un’altra.

Se dalla discussione, risolvibile in un settimana, non scaturisce una figura da tutti  condivisa è logico  delineare altri percorsi. In questo caso l’esperienza ha dimostrato la bontà delle primarie come lo strumento più efficace e democratico di selezione di un candidato vincente, anche in comuni piccoli.

Sul tempo necessario a praticarle, non credo che siamo fuori tempo massimo, siamo un piccolo comune e un mese sarebbe sufficiente, o anche meno  per una campagna  ben organizzata, preceduta da un incontro pubblico i cui le differenti personalità discutono e presentano il comune programma politico.  E spiegano il senso del loro impegno. Non è necessario arrivare a mozioni politiche diverse (non da scartare, diverse non vuol dire contrapposte),  ma si tratta di un confronto tra sensibilità politiche diverse che hanno un programma comune –Successivamente ogni candidato organizza la campagna come meglio crede, ma la conclusione, prima del voto, dovrebbe vedere un altro incontro comune.  Un percorso così congegnato non credo che scoraggerebbe e dividerebbe gli elettori, ma ne stimolerebbe la partecipazione, unita ad una prima diffusione e conoscenza del progetto di rinnovamento.

Sul rischio di un condizionamento dall’esterno, teoricamente sempre possibile, è vanificabile con misure minime di vigilanza e dallo stimolare la più ampia partecipazione. Va innanzitutto distinto tra semplici elettori  e gruppo o gruppi  dirigenti del campo avverso e rispettivi galoppini. Sugli elettori occorre invitarli a partecipare, usciamo una volta tanto dallo schema dell’elettore -bambino manipolabile a proprio piacimento dal potente di turno. Se non è convinto non voterà e se viene a votare non può che essere positivo, significa che sta prendendo in considerazione modi di far politica finalmente diversi.    Non scordiamoci che si sta lavorando ad una lista civica, trasversale e in questo caso una gestione delle Primarie efficace risulterebbe un segnale fortissimo per rafforzare questa convinzione. Su gruppi dirigenti e galoppini ( iperconosciuti ) non penso che si presenteranno al seggio, se lo faranno una dissuasione democratica potrà impedire loro di votare.

Un ultima considerazione: Magari si possono inventare altre soluzioni, efficaci e democratiche, La cosa secondo me da evitare è una discussione lunga ed estenuante tra gruppi ristretti, che come precedenti esperienze hanno dimostrato finiscono per installare diffidenze e cristallizzazioni, queste si personalistiche, che poi per forza di cose vengono risolte, se vengono risolte, all’ultimo momento con la solita mediazione pasticciata che non convince nessuno e quindi ostacola anche una campagna elettorale convincente.

 

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