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Procida. Proposta di linee programmatiche di base per la prossima campagna elettorale e la prossima consiliatura

Nell’arena politica degli ultimi giorni registriamo, e di seguito pubblichiamo, un documento d’intenti proposto da Franco Cerase e Peppino Capobianchi, rivolto alle forze politiche ed ai politici che intendono proporsi al giudizio popolare alle elezioni comunali programmate per la primavera del 2010.

“Cari amici,

Per costruire un edificio stabile sono necessarie fondamenta solide: per costruire una amministrazione sana è necessario gettare  fondamenta solide: le fondamenta di una collettività moderna e veramente democratica sono i suoi cittadini. Questi devono essere con la C maiuscola, devono cioè possedere senso del dovere,  educazione civica e  senso solidaristico della comunità che sono  premesse primarie per una gestione sana ed equa della cosa pubblica con i cittadini pronti a partecipare alle scelte, collaborazione alla gestione, reagire opportunamente ai momenti di difficoltà.
Purtroppo nella nostra isola queste premesse primarie non solo mancano ma sono in parte completamente rovesciate. Tempi e delusioni continue hanno portato molti a disinteressarsi della cosa pubblica, disincantati ci si è rifugiati nel privato, e in buona parte dei cittadini si è creato e diffusa una concezione della cosa pubblica intesa come qualche cosa da depredare e non tutelare, una visione delle regole come fastidi da eludere e non condizioni essenziali per una corretta e pacifica convivenza. Tutto ciò è stato determinato da una  un insieme di circostanze contingenti ma sulle quali ha avuto un grosso ruolo una meschina concezione della politica che per lucrare voti ha alimentato bassi istinti e mediocrità, riducendo a valori nulli ciò che invece deve essere fondamenta solida di ogni collettività.

Serve a poco parlare di programmi se non si smantella l’apparato clientelare ed il sentimento diffuso tra i cittadini che le leggi sono ostacoli da superare con la furbizia,  magari con il ricorso al padrino di turno.
Compito di un  amministratore deve essere invece non solo quello di resistere alla pressione di una cittadinanza che chiede privilegi e non regole ,ma di svolgere un azione “pedagogica”di incoraggiamento di comportamenti legali e virtuosi, per convincerli che su questi si costruisce la fortuna di una collettività.

DOVERI da cui  scaturiscono poi i DIRITTI, e fortune anche economiche

Condizione essenziale per voltare pagina è quindi quella di “riformare”amministratori e cittadini , cosa non facile visto che  malgoverno e malamministrazione sono conseguenza della  scarsa sensibilità civica  dei cittadini, e dalla convinzione che il piccolo vantaggio individuale sia un beneficio effettivo e non preluda invece ad un maggiore danno collettivo. Si crea un rapporto miope  di interdipendenza tra amministratore ed amministrato con il cittadino che chiede piccoli privilegi in deroga alle regole convinto di ottenere dei vantaggi ed amministratore che lo accontenta a fini elettorali entrambi non capiscono come così  ci si danneggia entrambi: il primo risulta male amministrato il secondo di fatto ostaggio del primo alimenta solo il proprio narcisismo e desiderio  di potere. Questa caratteristica non è “appannaggio” esclusivo di Procida ma si estende a tutto il meridione e a tutta l’italia, ma ciò non annulla le responsabilità di nessuno.

Come si può dunque fare questo lavoro di rieducazione ? E’ lavoro difficile ed a lungo termine che si basa su messaggi chiari e sull’esempio: ma bisogna cominciare.

Il nostro obiettivo per la prossima consiliatura non può essere che questo, e potremmo pensare di intervenire CONCRETAMENTE in poche questioni che sono però  questioni chiave:

  • Trasparenza: gia dalla campagna elettorale, senza tatticismi si faccia un discorso chiaro ai cittadini. Successivamente come amministratori ci si impegni a rendere pubblica, almeno per via telematica, ogni sua iniziativa con finalità, costi, logiche di scelta, finanziamenti, scelte di società appaltatrici, consulenti ecc; come oppositori ci si batta affinchè ciò avvenga.
  • Lotta al clientelismo: gli interessi della comunità tutta prima degli interessi di privati, di categorie o  di lobbies)
  • Oculatezza e trasparenza nel bilancio: la cosa pubblica ci appartiene, sono soldi nostri che si spendono, (anche se arrivano dalla cee) sono risorse pubbliche appartengono cioè a tutti e non a nessuno e bisogna spenderli bene e per cose che funzionino !
  • Amministratori della cosa pubblica e non di voti. Se ci sono persone capaci di coagulare  consensi non necessariamente devono essere amministratori. Identificare i futuri assessori, cioè amministratori in base alla loro capacità di coagulare voti non necessariamente porta alla scelta di persone idonee per competenza e capacità; anzi può determinarsi e nel passato si è determinato che  per gestire il parco voti si amministra malissimo. Le deleghe non sono feudi personali inviolabili alle scelte collettive condivise. Sarebbe il caso di prevedere amministratori esterni al consiglio  comunale, di chiara e indiscussa personalità e professionalità, in modo da sottrarli alle pressioni ed ai ricatti degli elettori. Questo potrebbe sganciare gli amministratori da quello che noi definiamo il ricatto del voto, scoraggiare l’ intrapresa di carriere politiche su basi esclusivamente narcisistiche o speculative e dare al contempo un segnale inequivocabile di cambiamento.

Solo avendo fissato con chiarezza tali fondamenta essenziali si possono  affrontare le linee programmatiche riguardo i problemi contingenti dell’isola. Bilancio (ed eventuale dissesto se necessario viste le condizioni economiche dell’ente , da annunciare a chiare lettere), rifiuti, traffico, abusivismo, portualita, trasporti ecc.

Appena per inciso si fa osservare che in un paese che funziona anche Il turismo , essenziale motore di sviluppo economico, riprenderà quota automaticamente.

I sottoscrittori si impegnano a sostenere chiunque sottoscriverà e si impegnerà ad applicare VERAMENTE nella prossima consiliatura a Procida i principi sopracitati.”

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