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Procida: Riflessioni sul servizio sanitario

di Michele Romano

Uno degli aspetti fra i tanti da mettere maggiormente in risalto, e che purtroppo chi ha governato l’isola negli ultimi tre decenni ha colpevolmente trascurato, è quello dell’organizzazione del servizio sanitario, elemento vitale ed essenziale per la peculiare situazione di un’isola.
In tal senso, posso dire, per l’esperienza che sto vivendo nel settore dal 2003, d’aver trovato uno stato confusionale in cui tutto il sistema è sottoposto a spinte individualistiche e, talvolta, schizzofreniche creando disordine e confusione con riflessi spesso negativi nel rapporto con i cittadini.
Certamente qualche passo avanti è stato fatto in questi anni, grazie all’oscuro contributo e alla generosità di chi lavora lontano dalla luce dei riflettori, soprattutto nell’ambito del Distretto dove, per esempio, finalmente, si è riuscito a costruire la rete di collegamento che consente a tutti i nostri concittadini di essere meno isolati prenotando dal C.U.P. della struttura visite specialistiche di vitale importanza presso tutte le strutture sanitarie della Regione Campania.
Detto ciò, la mia riflessione non vuole essere una mera ed estemporanea valutazione sociologica ma vuole essere inserita nell’ambito di una trasformazione in atto delle aziende sanitarie locali in megastrutture in cui c’è il rischio fondato che piccole realtà come la nostra vengano fagocitate creando ulteriori danni alla comunità isolana. Pertanto, è cosa opportuna che, da una parte, ci sia un salto di qualità degli operatori del settore nell’indirizzarsi verso la cultura della sinergia uscendo dal proprio guscio e dal proprio orticello, dall’altra parte, ci sia in coloro i quali si propongono, nell’immediato futuro, la giusta e sana ambizione di govenare Procida nonché la determinata consapevolezza di ritenere un punto prioritario della propria azione di governo, insieme ad un reale e mirato sviluppo delle risorse dentro un nuovo assetto territoriale che elimini sprechi ed abusi, la definizione di un migliore e qualificante organizzazione sanitaria in cui prevedere una ben strutturata attività della medicina della quotidianità. Questo per colmare carenze non più rinviabili alle calende greche (prevenzione collettiva, cardiologia, oculitica, pediatria, endocrinologia, reumatologia, oncologia, etc.) insieme ad un pronto soccorso efficace ed efficiente che funga da decisivo salvavita e a tutto ciò che porta benefici alla salute dei cittadini e renda ampiamente produttive e motivate le risorse economiche della spesa sanitaria.
Per concludere resta inalterato ciò che dissi nella seduta del Consiglio Comunale del 21 dicembre 2005 per l’inaugurazione della struttura di via Alcide de Gasperi alla presenza del presidente Bassolino e dell’allora Direttore generale dell’ASL NA2, Cerato: Grazie della struttura ora bisogna riempirla di contenuti seri insieme ad un salto di qualità degli operatori socio-sanitari a tuti i livelli di responsabilità.
Da circa quattro anni tutto tace sotto il cielo stellato!!!

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