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Procida. Riserva Naturale di Vivara: finalmente qualche azione di salvaguardia!

di Davide Zeccolella

Se si ricerca un pò indietro nel tempo, sono molto rare le notizie positive riguardanti l’isola di Vivara, e addirittura quasi inesistenti le opere e le attività di salvaguardia del patrimonio naturalistico, storico ed archeologico che la luniforme isola flegrea conserva ancora nonostante i lunghi anni di oblio.Certamente in questo percorso a ritroso negli archivi, vanno scartati automaticamente i tanti proclami propagandistici sventolati ai quattro venti dai vari “papaveri” di turno in occasione delle tante pseudo conferenze stampa, poiché mentre si “dichiarava” e si leggevano anche asinerie…l’isola restava nelle mani dei vandali che hanno devastato ogni edificio, dei bracconieri che sparavano e tagliavano piante, dei pazzi che dipingevano demoni e porcate sui muri e così via, contrastati soltanto dall’azione dei singoli cittadini onesti o di gruppi di volontari che in veste di custodi hanno impedito l’abbandono dell’isola alla completa inciviltà.
Lasciato volentieri alle spalle il triste passato, nelle ultime settimane stanno finalmente nascendo i primi risultati positivi riguardanti la Riserva Naturale di Vivara, al termine di un anno di intense attività che hanno visto interagire e confrontarsi attivamente (a volte anche in modo duro ma pur sempre spinti dalle migliori intenzioni) il Comitato di Gestione, la Commissione di Riserva e la Fondazione “Albano – Francescano” che sono i tre soggetti principali ai quali è affidata attualmente la gestione e il governo dell’isolotto.
Le problematiche sollevate all’inizio della scorsa primavera dall’avv. Fabio Procaccini, presidente della Commissione di Riserva di Vivara e anima organizzativa della LIPU di Napoli, riguardavano le azioni antincendio da intraprendere in vista del periodo estivo e le iniziative per porre fine agli ingressi abusivi che quotidianamente si verificano sull’isola pregiudicando la sicurezza della Riserva. A seguito della nota di Procaccini corredata da fotografie che denunciavano annose e gravi disattenzioni e della nota del Ministero dell’Ambiente che definiva la situazione dell’isola di Vivara “insostenibile e da superare il prima possibile”, è intervenuto il dott. Vincenzo Stabile – Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Napoli – invitando il Comitato di Gestione e la Fondazione Proprietaria a ripristinare il rudimentale sistema antincendio, a riparare il cancello d’ingresso all’isola e a ripristinare le recinzioni onde scongiurare l’ingresso di persone non autorizzate.
Trascorse alcune settimane, dopo aver avuto il parere favorevole della Commissione di Riserva e l’autorizzazione del Comitato di Gestione, la Fondazione “Albano Francescano” ha potuto adempiere alle richieste sopra citate risolvendo un problema che si trascinava da anni.
Dunque, il 26 giugno scorso alla presenza degli agenti del Corpo Forestale dello Stato, sono stati eseguiti i lavori di ripristino del cancello d’ingresso all’isola di Vivara e delle recinzioni laterali, messi in opera e finanziati dalla Fondazione proprietaria dell’isolotto e seguiti personalmente dall’inizio alla fine dal suo Presidente l’avv. Mariano Cascone.
In sostanza si è intervenuti per chiudere un piccolo sentiero che aggirava la casa detta “del Caporale”, creato abusivamente e lasciato aperto in maniera vergognosa da oltre un decennio!!!
“ Tali lavori si erano resi necessari – dichiara l’avv. Cascone – così come intimato anche dal Corpo Forestale, per evitare ulteriori scempi degli immobili ivi presenti e per fronteggiare il pericolo di incendi dolosi o colposi, dovuti al perpetrarsi di visite abusive che hanno apportato negli anni solo danni, furti ed anarchia, fatti salvi quei pochi che vi accedevano (sempre abusivamente) mossi da pacifiche intenzioni. Il prossimo obiettivo da raggiungere in tempi brevi e per il quale stiamo lavorando con i tecnici dell’acquedotto è il ripristino delle tubazioni e della vasca di raccolta idrica per l’antincendio.
Inoltre, dopo i tanti solleciti fatti dal sottoscritto alla Regione Campania, la notizia è che i lavori di ristrutturazione del ponte di collegamento dovrebbero partire entro la metà di luglio…forse aver alzato la voce è servito a qualcosa dopo anni di attesa immobile da parte di tutti. A tal proposito l’Amministrazione Comunale continua a dormire, l’ultima testimonianza da portare all’attenzione dell’opinione pubblica sono i centoventimila euro ricevuti dalla Provincia di Napoli per intervenire sulla discesa al ponte di Santa Margherita…dopo un anno nulla si è ancora mosso.
In ogni caso, il lavoro fin qui svolto ha portato al raggiungimento di questo piccolo ma importante intervento dopo anni di immobilismo…e di certo non ci fermeremo ora!”
Intanto il Comitato di Gestione, impossibilitato a gestire poiché è fuori dall’isola in assenza del contratto di fitto, contribuirà alle attività antincendio assicurando un minimo di sorveglianza, ma su questo punto sono ancora in corso le trattative con le associazioni interessate.
Soddisfazione è stata espressa dall’avv. Fabio Procaccini che ricorda: “è stato un anno di intenso lavoro per la Commissione di Riserva che ha contribuito non poco a smuovere una situazione che era di quasi assoluta stasi. Dopo le tante azioni repressive e di denuncia condotte negli anni con la LIPU a Vivara, oggi si vedono i primi basilari segnali di tutela della Riserva che con forza mi impegnai a chiedere già all’indomani della mia nomina a Presidente della Commissione, sostenuto da tutti i commissari. Non si deve mai dimenticare, infatti, che da quando il prof. Punzo ha lasciato Vivara, l’isola è piombata nel disinteresse generale, 15 anni di abbandono rappresentati simbolicamente da quel sentiero abusivo mai chiuso, attraverso il quale hanno avuto accesso tutti i protagonisti del vandalismo vincente su un territorio lasciato senza custodia. Se i varchi abusivi nelle recinzioni fossero stati riparati prontamente, garantendo un minimo di sorveglianza, quante cose si sarebbero salvate!”
Certamente è nota la pregressa mala gestione (sulla quale la giustizia farà luce) e non smetteremo mai di condannare i tanti responsabili che hanno lasciato solo macerie.
Per fortuna ci sono persone che lavorano anche sulle macerie lasciate da altri, sicuri che non tutto è perduto, anzi!

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