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Procida, San Michele Arcangelo e la Porta Santa

porta-santa.jpgTra i tanti luoghi dove si venera San Michele Arcangelo come Santo Protettore c´è anche l´isola di Procida. Qui, sul promontorio di Terra Murata, c´è l´Abbazia che nata come Monastero di Benedettini, fu da questi dedicata al culto del Santo Arcangelo.
Il culto dell´Arcangelo Michele è giunto in Europa dall´Oriente dove era praticato fin dalla più remota antichità. Per gli ebrei, l´Arcangelo Michele, il cui nome significa: chi è come Dio?, era il principe degli angeli, protettore del popolo eletto nonché difensore dei deboli e dei perseguitati.
Per i Cristiani, l´Arcangelo Michele, oltre ad essere considerato il più potente difensore del popolo di Dio, è anche ,secondo l´evangelista Giovanni, il vincitore dell´ultima battaglia contro Satana.
Per questo motivo, nell´iconografia cristiana, l´Arcangelo Michele è raffigurato come un combattente con la spada o una lancia nella mano e sotto i suoi piedi un drago che simboleggia Satana sconfitto.
Gli abitanti di Procida attribuiscono molti miracoli al loro Santo Patrono.
Il miracolo più prodigioso fu senza dubbio quello operato dal Santo nel 1535, allorquando molti barbari , al seguito del Corsaro Barbarossa, sbarcarono sull´isola per saccheggiarla. Essi erano già nei pressi della Porta della cittadella quando, d´improvviso, tutto il promontorio di Terra Murata fu cinto di fuoco tra un vibrare di fulmini e saette. Presi da gran spavento si diedero a una fuga precipitosa e ripresero il largo senza nemmeno salpare le ancore. Fu a tutti evidente il soprannaturale soccorso del Santo Patrono .
Da allora il culto di San Michele Arcangelo si è indissolubilmente intrecciato con la storia e la cultura di Procida.
A Procida ogni anno, l´8 maggio, si celebra una solenne cerimonia in onore di San Michele Arcangelo. Anticamente questa festa fu mutuata da quella che si svolge sul Monte Gargano nelle Puglie dove nel 490 ci furono alcune famose apparizioni del Santo Arcangelo. Dopo il 1535 questa celebrazione ricorda anche la cacciata dei Saraceni.
Quest´ anno 2009, poiché ricorre il centocinquantesimo centenario delle apparizioni sul Monte Gargano, anche a Procida si è progettata una celebrazione eccezionale.
Nel mese di marzo, però, quando già fervevano i preparativi per l´eccezionale celebrazione, i ladri hanno profanato il Sacro luogo dell´Abbazia trafugandone il tesoro.
Sgomento, tristezza e rabbia ma, anche umana pietà per i ladri, hanno pervaso i cuori dei procidani.
Ancor più era la tristezza poiché, in quei giorni, il Curato e i suoi collaboratori stavano valutando il progetto di esporre proprio nell´Abbazia, l´antica Porta Santa del Vaticano.
Questa Porta Santa ha una storia ricca di molte coincidenze. Coincidenze che alcuni in passato hanno letto come segni.
Questa Porta Santa fu commissionata da Papa Benedetto XIV nel 1749 in occasione del Giubileo del 1750. Per 200 anni è stata collocata nel cuore della Cristianità all´ingresso della Basilica di San Pietro a Roma. I suoi battenti, rivestiti di Bronzo, sono stati aperti per ben sei volte in occasione dei sei Giubilei celebrati dal 1750 al 1933.
Nel 1750, quando la Porta Santa fu aperta per la prima volta da Papa Benedetto XIV ci fu già una curiosa coincidenza.
In quello stesso periodo, la cattolicissima Francia apriva le sue porte all´Illuminismo. Una dottrina che portò la cattolicissima Francia non solo a secolarizzarsi ma che la fece precipitare in un lungo periodo di terrore rivoluzionario.
La seconda coincidenza ci fu nell´anno 1933. In quell´anno la Chiesa indisse un Giubileo straordinario per celebrare il 19° centenario della morte di Gesù.
Il 30 gennaio del 1933 Hitler divenne Cancelliere della Germania e ci fu una nuova svolta storica: il Nazismo.
Nel 1933 la Germania apriva le sue porte a una ideologia che arrivò al punto di eliminare milioni di esseri umani perché ritenuti superflui.
Alla fine del Giubileo del 1933, la Porta Santa commissionata da Papa Benedetto XIV fu chiusa per l´ultima volta.
Per uno strano destino questa Porta Santa fu simbolo e cessò di esserlo in concomitanza di due svolte storiche di portata epocale: Illuminismo e Nazismo.
Forse non solo ai semplici di cuore certe coincidenze possono apparire come segni.
Fatto è che la Chiesa , in occasione del Giubileo del 1950, sostituì la Porta Santa di Benedetto XIV con quella che ancora oggi si ammira.
Per 55 anni sulla Porta Santa del 1750 è sceso l´oblio.
Per decenni, la Porta Santa del 1750 è stata custodita dai Nobili Ottolenghi a cui il Vaticano l´aveva donata.
Nel 2005 un bergamasco e un procidano convinsero i Nobili Ottolenghi a cercare per la Porta Santa di Benedetto XIV una collocazione più consona al suo grande valore storico e simbolico.
I due, concordarono altresì, che prima di dare alla Porta Santa una collocazione definitiva, essa doveva essere esposta per un periodo limitato nei loro rispettivi luoghi d´origine.
E, forse ancora una volta il destino ci mise del suo.
Durante la Pasqua del 2005, la Porta Santa di Papa Benedetto XIV venne esposta nella Cattedrale di San Vittore a Terno d´Isola in provincia di Bergamo.
Erano i giorni dell´agonia di Papa Giovanni Paolo II.
Erano i giorni della “supplenza” del Cardinale Ratzinger .
Divennero i giorni di Papa Benedetto XVI.
A pochi giorni di distanza dal “ritorno” in luogo Sacro della Porta Santa di Papa Benedetto XIV, Papa Giovanni Paolo II muore e il Cardinale Ratzinger diventa Papa col nome di Benedetto XVI.
Ancora una coincidenza quindi.
Come nel 1933 un altro tedesco era alla ribalta del mondo. Al mondo questo” tedesco” ha mandato un monito circa una nuova dottrina che solo apparentemente è poco pericolosa: il relativismo.
La prima enciclica promulgata dal Papa Tedesco aveva per titolo : Dio è Amore.
Dio è Amore e Gesù, come Egli stesso disse, è la Porta da attraversare per arrivare a quel Dio d´Amore .
Gesù è vera Porta. Porta Spirituale.
La Porta Santa, quella di bronzo, è solo un simbolo, certo. Simbolismo e religiosità hanno da sempre, però, legami strettissimi nella storia dell´Umanità. Forse perché la religiosità ha bisogno anche di fisicità.
Nel periodo dell´esposizione della Porta Santa nella Cattedrale di San Vittore, migliaia i fedeli l´hanno toccata e baciata e, dall´emozione che appariva sui loro volti quei gesti non erano semplicemente rituali.
Scaduti i tempi dell´esposizione della Porta Santa nella Cattedrale di San Vittore, giungeva il tempo per la sua esposizione nell´Abbazia di San Michele a Procida.
Questo evento molto atteso, giunto in concomitanza con il trafugamento del tesoro dell´Abbazia, si è rivelato, a posteriori, come un segno di buon auspicio poiché, a distanza di pochi giorni dall´avvenuto furto, il tesoro dell´Abbazia è stato ritrovato.
Forse, questo nuovo miracolo del Santo Patrono è stato, tra l´altro, un segno perché non si interrompesse quell´ ideale percorso spirituale immaginato per legare insieme due tradizioni che riguardano appunto il Giubileo e il Santo Arcangelo.
Secondo la tradizione giubilare risalente al primo Giubileo indetto da Papa Bonifacio XIII nel 1300, ai pellegrini che si recano in San Pietro durante il Giubileo, vengono rimessi tutti i peccati e cancellata la macchia di ogni colpa, previo un sincero pentimento.
Uno dei gesti fondamentali che ogni pellegrino è chiamato a compiere durante i Giubilei, è proprio quello di passare attraverso la Porta Santa

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