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“Procida seagull”. Serata evento presso la Luigi Nappa Art Gallery

luigi nappa mostradi Giacomo Retaggio

Può capitare a volte di vivere una vita intera, sia pure in maniera saltuaria, a fianco di una persona e non rendersi conto appieno del suo essere. E questo è ciò che è accaduto a chi scrive nei riguardi di Luigi Nappa, anzi del “maestro” Luigi Nappa. Sei passato e ripassato per anni davanti ai suoi quadri coloratissimi in cui i colori danno forma e sostanza ai personaggi, ai panorami, alle costruzioni, alle spiagge, in una visione personalissima e quasi onirica della realtà, e non ti sei reso conto, forse per un’inconscia prevenzione mentale, di trovarti davanti ad un artista, un grande artista.

Luigi Nappa è di sicuro un estro poliedrico che si estrinseca non solo nella pittura, ma anche nell’arredamento e nella moda. E da ultimo anche nello scrivere con la sua pubblicazione “Procida seagull” per i tipi della casa editrice “Fioranna”. Nel suo stile l’autore fonde la scrittura con la pittura ed il risultato è un’opera godibilissima in cui la prosa viene illustrata nella pagina di fianco dal pennello del “maestro”. Spirito inquieto e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e di emozionante il Nappa vive da anni a cavallo tra l’Italia (veramente Procida), l’Europa, l’Australia ed il sud-Pacifico ricavando da ciascuna di queste terre qualcosa che lo ha arricchito ed in parte trasformato, pur lasciando quasi del tutto inalterata la sua “pars”procidana. E quest’ultimo aspetto si evince dai soggetti della sua pittura, quasi sempre paesaggi ed architetture isolane, ma soprattutto dalla sua opera letteraria “Procida seagull”. Il racconto parte dal ritrovamento da parte del figlio di Luigi, Joseph, un bambino di pochi anni,  di un gabbiano con un’ala ferita che non può più volare sulla spiaggia del “Pozzo vecchio” a Procida. E si parla di “Pozzo vecchio” e non come si dice oggi “Spiaggia del postino” perché nella memoria di Luigi essa è rimasta quella di un tempo.

Il tempo della sua ( e della nostra) infanzia e dell’adolescenza. Il racconto è attraversato dalla presenza corposa e dominante della madre: una figura determinante, nella sua importanza ancestrale, nella vita di Luigi. Ed anche del figlio di lui, Joseph. La narrazione, semplice, piana, essenziale vuole essere una metafora: la metafora dello sviluppo del vivere di un ragazzo di Procida di modeste origini e con carenze educative (l’ala spezzata del gabbiano) che lascia la propria isola e va lontano, verso l’ignoto. E si realizza fuori dei confini angusti del luogo natìo pur portandosi sempre dentro, in una struggente e dolorosa nostalgia, i colori, i profumi, la musica delle parole del proprio paese. A proposito di quest’ultima riferiva a chi scrive Luigi di avere imparato, nel suo girovagare per il mondo, tante lingue ma di non saperne parlare bene nessuna, italiano compreso.

Questa affermazione suona come il grido disperato di una persona che, nella ricerca di varie identità, ha perso irrimediabilmente la propria. Chi è veramente Luigi Nappa? E’ molti e nessuno: è il sinonimo dell’uomo moderno, dell’Ulisse dantesco avido di conoscenza. E’ il paradigma dell’umanità del futuro sempre meno ristretta nei confini natali e sempre più proiettata verso nuove realtà. La presentazione del libro “Procida seagull”, nella elegante e luminosa veste tipografica approntata dalla casa editrice “Fioranna”, avverrà domani, ore 20, presso la Galleria Nappa, via Roma 56 Procida. In contemporanea si potrà assistere ad una sfilata di modelli creati dalla fantasia dello stesso Luigi ed indossati da splendide ragazze procidane. Vai Luigi: complimenti e “ad maiora”!

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Un commento

  1. Grazie Giacomo… non so con quale lingua scrivertelo, ma e’ proprio come tu hai detto…

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