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Procida: Troppi costi nel bilancio comunale

Navigando nella rete non sempre ci si imbatte in argomenti sciocchi ed ameni. Prova ne è che, in una delle piazze telematiche maggiormente frequentate, dove si discute di cose dell’isola di Procida (procida.forumfree.net) in un post dove si “parla” di bilancio comunale, ad una precisa domanda di Geppino Pugliese circa lo stato del bilancio comunale, il consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico, Dino Ambrosino, esprime ragionevolmente la propria posizione, cosa che, a differenza di quanto accade nelle riunioni del civico consesso, dove le argomentazioni sono spesso farcite di troppo politichese, può rendere più semplice comprendere meccanismi alquanto complessi anche ai meno addetti ai lavori.
“Il problema del bilancio del Comune deriva innanzitutto dall’eccessivo peso dei costi per il personale. Questo fenomeno si è manifestato nel corso degli anni quando lo Stato ha smistato negli Enti Locali dipendenti di altre amministrazioni e contemporaneamente ha iniziato a ridurre i trasferimenti economici.
Di fronte a questa politica nazionale costante da quasi vent’anni, una Amministrazione virtuosa avrebbe dovuto organizzare meglio i propri dipendenti per svolgere bene una serie di servizi. In tal modo le scarse risorse date dallo Stato e le entrate proprie del Comune (tasse, tariffe e canoni) avrebbero potuto sostenere i costi.
Diversamente l’Amministrazione in carica dal 1996 ha tenuto il personale, ma ha concesso all’esterno una serie di servizi. Questo ha dato l’opportunità di fare nuove assunzioni finalizzate al consenso elettorale, ma ha creato un corpo pachidermico che si sostiene su piedi d’argilla.
Il caso acquedotto per esempio: prima del 2000 il servizio era svolto da dipendenti comunali, dal febbario fu affidato all’EVI con nuovi operai e nuovi impiegati.
Altro esempio la riscossione dei canoni per l’occupazione di aree pubbliche: per molti anni è stata affidata all’esterno e ha fruttato un minor gettito. Da circa due anni, grazie anche a una nostra battaglia in Consiglio Comunale, il servizio è tornato al Comune.
Il problema di fondo è che ci troviamo di fronte ad una struttura comunale che ci costa molto ma non è utilizzata bene, con tanti dipendenti a cui non è richiesto di dare il massimo.
Che fare a questo punto?
L’unica strada che mi sembra praticabile è quella di approfittare dei pensionamenti per snellire la struttura. Va studiata una pianta organica che consenta di attribuire le giuste risorse per i servizi richiesti. L’obiettivo deve essere il risparmio per liberare risorse a favore delle priorità che la nuova Amministrazione vorrà individuare.
Discorso a parte va fatto per la stabilizzazione degli LSU. Da quanto mi risulta ci sono contributi regionali che coprono i costi per diversi anni. In questo caso, quindi, va studiata bene la situazione.”

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