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Procida tutela il suo patrimonio religioso, storico, culturale.

di Domenico Ambrosino – IL MATTINO

A Terra Murata sono partiti i lavori inerenti il consolidamento dell’Abbazia di San Michele Arcangelo.

Sono opere di somma urgenza che riguardano il restauro del campanile della chiesa benedettina e delle cappelle laterali di san Porfirio e del Monte dei Poveri.

Sarà anche realizzato un caveau blindato ove conservare il prezioso “tesoro” di San Michele (pezzi in oro e in argento, ex voto di valore, arredi sacri, pitture e sculture del XVII secolo, reliquiari artigianali napoletani, intagliati in legno, del 1800, etc.), oggetto del raid dei ladri venuti dal mare, nel marzo dello scorso anno, e successivamente, parzialmente, recuperato dai Carabinieri presso un ricettatore di Pomigliano d’Arco.

L’operazione sarà completata con la cura e la riparazione di alcune feritoie, prodottisi sul tetto della navata centrale dell’Abbazia, attraverso cui i rivoli di pioggia, nel corso degli anni, hanno intaccato – anche se non in maniera irrimediabile – il prezioso soffitto a cassettoni risalente al 1690, in cui spicca il celebre quadro di “San Michele che sconfigge Satana”, attribuito a Luca Giordano.

Sarà inoltre messo in sicurezza il loggione della sagrestia , l’ampio belvedere che, a 91 metri sul livello del mare, offre una veduta mozzafiato sul golfo di Napoli, dal Vesuvio, i Campi Flegrei, la penisola Sorrentina, Capri.

La loggia, sulla quale venivano celebrate le feste di nozze delle coppie di sposi provenienti da tutto il mondo,  è tuttora interdetta, perché dichiarata pericolante da un’ordinanza dell’Ufficio Tecnico Comunale, dall’8 gennaio 2001.

I lavori si svolgono sotto la direzione dell’ingegnere Giuseppe Cantucci e costeranno all’incirca 90.0000 euro. Il finanziamento è stato disposto dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania, retto dal dottor Renato Carneo. Decisivo è risultato l’interessamento dell’architetto Liviana Buono, responsabile della sezione edilizia del Provveditorato, che ha seguito il progetto redatto dal prof. Luigi Guerriero. L’occasione dei lavori consentirà di portare a restauro, sotto la cura e la vigilanza della Soprintendenza ai Beni Culturali di Napoli,  alcuni quadri del XVI secolo, conservati nei due “cappelloni” laterali dell’Abbazia. Si tratta di due dipinti raffiguranti la Pentecoste e La deposizione di Cristo, e di un trittico con l’Incoronazione della Vergine, la disputa del SS. Sacramento e l’Ultima Cena. L’operazione è stata finanziata con un contributo di 50.000 euro, predisposto dall’assessorato provinciale ai beni culturali, retto da Luigi Muro.

Non nasconde la propria soddisfazione il curato dell’Abbazia, monsignore Michele Del Prete, che vede prendere sostanza i suoi tanti sforzi dedicati al problema. “ Non sapevo più a che santo votarmi – dice – Ora si apre uno spiraglio di luce. Il Provveditorato alle Opere Pubbliche mostra sensibilità alle nostre richieste e apre la strada, con questo primo finanziamento, al progetto generale di restauro di tutta l’Abbazia. Conferma il prof. Guerriero, redattore del progetto : “Questo progetto è già stato approvato dal Ministero dei Beni Culturali e, a breve, arriverà il già disposto finanziamento da parte del Ministero alle Infrastrutture. Esso prevede, tra l’altro, la realizzazione di un vero e proprio museo abbaziale. Nei locali dei sotterranei della chiesa, ov’erano ospitate le Congreghe dei Rossi, del Turchini e dei Gialli, saranno predisposti ben 13 ambienti che raccoglieranno tutto il grande patrimonio storico – culturale dell’Abbazia, in gran parte risalente ai secoli XVII e XVIII: arredi, candelabri, statue, i preziosi “Status animarum”, cioè i libri dei matrimoni, delle nascite e dei morti risalenti alla metà del XVI secolo”.

DOMENICO AMBROSINO

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