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Procida. “Un sogno in… Comune”, le impressioni di organizzatori e protagonisti ai margini del convegno

Procida – Si è conclusa la due giorni di full immersion nei percorsi virtuosi delle pubbliche amministrazioni. Sono intervenuti ospiti di eccellenza come Marco Boschini, coautore del libro “l’Anticasta” e amministratori e sindaci di 4 dei 29 comuni virtuosi facenti parte dell’ omonima associazione come il suo presidente, Luca Fioretti Sindaco del Comune di Monsano (AN), Alessio Ciacci, Assessore all’ambiente del Comune di Capannori (LU), Domenico Finiguerra Sindaco del Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI). Insieme a loro il gesuita Gianni Notari, direttore dell’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe di Palermo”, Salvatore Amura, Assessore al Bilancio e alle Finanze del comune di Canegrate (Mi) e vicepresidente dell’Associazione Rete del Nuovo Municipio. Marco Boschini è coordinatore l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi ed è anche autore di diversi volumi quali “Caro sindaco new global. I nuovi stili di vita nella politica locale”,“Comuni virtuosi. Nuovi stili di vita nella pubblica amministrazione”,“In Comune. Idee semplici, concrete ed efficaci” e ha da poco pubblicato insieme a Michele Dotti “L’Anticasta: l’Italia che funziona”.  Marco ha risposto alle domande del pubblico presente e a noi, che gli abbiamo chiesto secondo la sua esperienza: Chi vince tra la casta e l’anticasta? – “ Vince l’ anticasta. Ce lo dicono le realtà possibili e in crescita nel nostro paese, luoghi esemplari, quali i comuni virtuosi, da cui, come scolari che disobbediscono alla maestra, tutti gli amministratori dovrebbero voler copiare…”. L’associazione dei Comuni Virtuosi nasce nel maggio del 2005, nella sala consiliare di Vezzano Ligure, su iniziativa di quattro comuni: Monsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE).oggi sono 29, di diverso colore politico ma con caratteristiche comuni: il modello di sviluppo, ispirato alle “buone pratiche”, la concretezza e la partecipazione dei cittadini nelle scelte amministrative. Boschini, che è assessore al comune di Colorno ci porta alcuni esempi sostenibili: il Progetto per la diffusione di pannelli solari, il progetto x la sensibilizzazione all’ uso dei pannolini ecologici, “Riducimballi” che è un progetto per la riduzione dei rifiuti alla fonte: “Interveniamo nelle strutture pubbliche, private e commerciali per cercare ambiti in cui è possibile ridurre la produzione di rifiuti da imballaggio. In questo modo vogliamo promuovere una nuova “cultura della riduzione” che non limiti le persone ma che ponga le basi per una mentalità di consumo e acquisto sostenibile..” continua Boschini. Soddisfatti seppur con qualche perplessità i nostri amministratori. Il Vice Sindaco Luigi Muro intervenuto al convegno per portare il saluto in qualita di assessore della Provincia di Napoli e dell’amministrazione comunale di Procida ci dice: “ L’ esempio dei comuni virtuosi ci insegna che  le buone pratiche non sono un’ utopia, ma per una realtà come la nostra “copiare” non basta, bisogna adeguare queste pratiche al territorio,alle sue peculiarità e criticità… i pannelli solari sui tetti del comune e la raccolta differenziate rappresentano solo la punta di un iceberg che è il progetto a cui mirare…”. Interessante è la risposta del Presidente del Centro Studi Internazionali sul Mediterraneo, dott. Leonardo Pugliese, alla domanda : Quali le sue impressioni al margine del convegno appena concluso “Un sogno in comune”, da organizzatore e spettatore? applicare le Buone Pratiche come condicio sine qua non la combinazione fra conoscenza e azione .Non basta “saper” costruire un progetto, è essenziale “farlo” e documentare ciò che si è appreso nel processo di interazione fra teoria e pratica. Si può dire che non esiste un “modello” da copiare ma un’esperienza contingente, un’ idea a cui attingere. Per questo la buona pratica funziona in un determinato contesto locale e temporale. Può essere esportata solo se non riproduce se stessa, solo se assume la funzione di supporto e di facilitazione per la produzione di una nuova buona pratica. Ogni Buona Pratica traccia un “canovaccio”, su cui lavorare da attori protagonisti. le Buone Pratiche sono trasferibili laddove ci sia  piena conoscenza del luogo e il progetto risulta concreto..”. È questo forse l’aspetto che più merita attenzione: individuare e descrive gli obiettivi e i risultati, i punti di forza, di criticità e i processi di un progetto locale;nelle sue linee operative, nell’efficacia dello svolgimento e nella sua realizzazione…ovviamente l’ invito è rivolto ai nostri futuri amministratori.

Manuela Intartaglia

Fonte IL GOLFO



 

 

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