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Procida Urban Blog e "passaparola" di Marco Travaglio – Fahrenheit Calderoli

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dal blog beppegrillo.it
Buongiorno a tutti oggi volevo parlarvi di riforme, non di quelle che
servirebbero all’Italia perché di quelle sappiamo praticamente tutto,
basta guardarsi intorno per rendersi conto cosa ci servirebbe, ci
servirebbero, l’ha ripetuto anche Michele Ainis recentemente a
Annozero, leggi dure contro i conflitti di interessi, contro la
gerontocrazia nella pubblica amministrazione per il ricambio delle
classi dirigenti, servirebbero riforme per rilanciare la produzione
verso quella gigantesca prateria che è la green economy, tutto il
discorso che da anni sta facendo Beppe Grillo insieme ai suoi
collaboratori e consulenti, quindi non sto qui a ammorbarvi perché ne
sapete sicuramente più di me! E quello di cui si parla è l’ordine del
giorno in tutte le democrazie dove ci siano dei politici, non dico
giovani, almeno contemporanei e non fossili, volevo invece parlarvi
delle riforme che si stanno discutendo nei palazzi della politica e che
mobiliteranno l’attenzione della gente nei prossimi mesi perché c’è un
tale surplus di parole, soprattutto anche di parole d’ordine che alla
fine si rischia di non capire più di cosa stanno parlando.

Calderoli, il riformatore

La prima cosa che volevo sottolineare è che ancora una volta il king
maker delle riforme all’italiana è uno strano soggettino che si chiama
Roberto Calderoli, è stato lui l’altro giorno a essere ricevuto al
Quirinale dal Capo dello Stato per illustrargli gli orientamenti del
governo e della maggioranza, per consegnargli una bozza preliminare di
lavoro sulla quale si sta lavorando, è andato su al Quirinale senza
neanche avvertire Berlusconi, la Lega ormai si comporta da padrona
anche in casa d’altri, anche in casa del centro-destra, approfittando
del buon risultato elettorale che ha avuto.
Che
non deve però farci dimenticare una cosa, cioè che la Lega è forte in 3
o 4 delle regioni dove si è votato recentemente e ha raggiunto il 12%
nazionale che è un buon risultato, ma stiamo parlando di un partito che
ha meno voti del partito socialista di Craxi che già quando si gonfiava
come un pavone veniva invitato a abbassare la testa e a pisciare più
corto come si dice dalle mie parti, con il 12% sicuramente si ha voce
in capitolo ma non si può certamente passare per i padroni dell’Italia
e neanche del nord perché neanche nel nord la Lega può vantare né la
maggioranza relativa, né quella assoluta rispetto agli altri partiti.
Allora? Allora c’è una specie di incantesimo in cui sono piombati gli
altri partiti che sono profondamente in crisi, i quali si fanno
spaventare da un partito che è il 12% e che l’anno scorso aveva poco
più del 10, buoni numeri, soprattutto se rapportati a certi territori,
ma stiamo parlando comunque del 12% dei voti validi, calcolando le
ormai quasi la metà degli italiani non va a votare, oppure annulla la
scheda, oppure la lascia in bianco, ce lo siamo già detti tante volte,
quindi quel 12% non è il 12% degli italiani, è il 12% degli italiani
che sono andati a esprimere un voto valido, il 12% del 50% degli aventi
diritto al voto che non sono ancora neanche tutta la popolazione
italiana perché mancano i ragazzi fino ai 18 anni e va bene.
Perché  Calderoli è un personaggio curioso? Intanto perché Calderoli ha
una biografia piuttosto grottesca, chiunque la conosca sa che era il
più antiberlusconiano della Lega e è diventato il più
filoberlusconiano, era quello che ha accusava Berlusconi ben più di me
e di altri per i suoi rapporti con la mafia, per i suoi casi di
corruzione, era arrivato al punto di suggerire al Capo dello Stato di
non dargli l’incarico di fare il governo nel 1996 se Berlusconi avesse
vinto le elezioni, diceva delle cose terribili, le trovate in rete,si
presenta come il difensore della fede cristiana Calderoli contro
l’Islam ha chiesto addirittura l’istituzione di una chiesa cattolica
padana per dire il tipo, burlone, quando è stato eletto Papa Ratzinger
e scelse come nome Benedetto XVI, lui disse “preferirei un Papa Krautus
I” stiamo parlando di un buontempone che viene preso sul serio e
scambiato per uno statista, per un padre costituente, per un
riformatore, stiamo parlando proprio di un cazzaro da bar che fa
battute, ogni volta che le fa si apre un dibattito, invece di una
pernacchia arriva il dibattito.
L’altro giorno è salito al Quirinale a parlare di riforme, tutti
l’hanno preso molto sul serio, la cosa più paradossale è che l’abbia
fatto entrare al Quirinale uno come Calderoli, nella sua qualità di
Ministro della semplificazione legislativa, aveva appena dato vita a
una sceneggiata abbastanza tragicomica con il lanciafiamme, aveva
bruciato a detta sua, 375 mila leggi inutili, pari al 70% delle leggi
esistenti, questo è quello che lui ha comunicato ufficialmente, dal che
si deduce che in Italia abbiamo quasi o almeno avevamo, prima del falò
di Calderoli, quasi 500 mila leggi, perché lui ha bruciato 375 mila
inutili, che sarebbe il 70%, poi ci sarebbe anche un 30% di leggi
utili, quindi mal contate avremo 500 mila leggi.
Tremonti che fa parte dello stesso governo di Calderoli, sono Ministri
entrambi anche se non si direbbe, nel 1994 ha fatto un bel libro,
andrebbe ripubblicato e poi bisognerebbe chiedere a Tremonti come mai
se l’è dimenticato, che si intitola “Lo Stato criminogeno” e che spiega
le varie ragioni per cui l’Italia era arrivata allo scandalo di
Tangentopoli, a un certo punto esamina il problema della pletora di
norme, normine, cavilli, commi, sottocommi, leggi quadro, decreti,
questa selva di norme una in contraddizione con l’altra che coesistono
nel grande casino italiano, precisando però che non è vero, anzi che è
– dice Tremonti – una leggenda giuridica che l’Italia abbia 150 mila
leggi, quindi non è vero che l’Italia ne ha così tante, quindi Tremonti
1994 minor sostiene che l’Italia ha molto meno di 150 mila leggi e che
questo dato delle 150 mila leggi era già una leggenda giuridica.
Adesso Calderoli dice di averne bruciate 375 mila, solo per quelle
inutili, perché poi speriamo che ne abbia lasciate in piedi qualcuna
utile, non sua naturalmente, perché lui produce porcate, ce lo ha anche
fatto sapere con il dovuto orgoglio, legge elettorale porcata fatta da
lui, quindi o Tremonti non sa fare di conto, o Calderoli non sa fare di
conto, non so chi dei due abbia ragione, potrebbe darsi che neanche
Tremonti sappia poi esattamente quante sono le leggi in Italia,
sicuramente non sono 500 mila o non sono neanche 375 mila, è molto
probabile che siano meno di 150 mila e allora la domanda è: cosa ha
bruciato Calderoli? Intanto lui è Ministro della semplificazione
legislativa da meno di due anni, vi pare possibile che uno riesca a
esaminare in meno di 2 anni, 500 mila leggi, a leggersele, a
studiarsele e a decidere quali sono utili e quali sono inutili e poi a
bruciare, su quelle 500 mila, 375 mila inutili, vorrebbe dire che ha un
sistema di lettura super rapido, una cosa tipo extratterreste, che
fosse un personaggio da fumetto l’avevamo capito, ma che fosse a questi
livelli, che gli basta dare un’occhiata a un foglio per risucchiare
quello che c’è dentro, 375 mila leggi inutili, non so quanto spazio
possano tenere.
Gianantonio Stella ha fatto un calcolo perché poi quando sono state
approvate queste 375 mila leggi inutili, oltre a quelle utili? Sapete
che la Repubblica italiana ha 63 anni, giusto? In più c’è stato il
periodo dell’Unità d’Italia sotto la Monarchia, noi abbiamo anche leggi
approvate sotto la Monarchia, lo Stato unitario italiano sta per
compiere 150 anni l’anno prossimo, cifra tonda, in 150 anni il
Parlamento italiano prima sotto la Monarchia e poi sotto la Repubblica,
avrebbe approvato mezzo milione di leggi, facciamo finta che abbiano
approvato solo leggi inutili e quindi teniamo a buono 375 mila leggi,
tutte quelle che adesso sono state bruciate, Gianantonio Stella ha
calcolato che il Parlamento italiano in questi 150 anni dal 1961 a
oggi, avrebbe dovuto lavorare quasi 24 ore su 24 per 4 giorni alla
settimana per ogni settimana di ogni anno, compresi i tempi di guerra
in cui era chiuso, compresi i tempi attuali in cui non lavora, 4 giorni
alla settimana ma soltanto 3, quando va bene e soprattutto non lavora
24 ore su 24, perché? Perché per fare 365 mila leggi bisogna pensare
che il Parlamento italiano ne abbia approvate 7,8 al giorno, immaginate
se il Parlamento italiano è in grado di approvare 7,8 leggi al giorno
inutili, perché poi deve avere il tempo anche di approvare quelle utili
che sono più o meno la metà di quelle inutili, quindi 7,8 più 3,5/4,
capite che siamo alla follia!
Sostenuta ufficialmente dal Ministro della semplificazione legislativa,
il quale ribadisce di avere bruciato 375 mila leggi, il Parlamento dal
1961 a oggi ha fatto una legge all’ora, viste le 8 ore di lavoro
giornaliere, questo continua a fare il Ministro, nonostante che abbia
detto e fatto una vaccata di questo genere e questo è quello che sale
al Quirinale per spiegare al Capo dello Stato quale sarà la riforma,
non la riforma del Codice della strada, la riforma della Costituzione
della Repubblica italiana che dovrebbe cambiare addirittura lo Stato da
unitario a federale e la Repubblica da parlamentare a presidenziale,
con uno sconvolgimento nei rapporti tra i poteri che pochi hanno
intuito, visto che c’è sempre questo chiacchiericcio, grande riforma,
bozza Violante, federalismo… non si capisce mica bene cosa stanno
facendo, Calderoli, poi c’è Bossi etc., è in queste mani che siamo,
quindi siamo veramente in buone mani.

La decomposizione dello Stato

Mi è  capitato, trafiletto, che trascrive una frase che disse
Montanelli a Telemontecarlo pochissimi mesi prima di morire, il 7
aprile del 2001, lui disse, la devolution mi preoccupa molto, perché la
decomposizione della Jugoslavia cominciò esattamente così: reclamata e
imposta dai due grandi compari e Milosevic che distrusse l’unità del
paese, per restare padroni in casa propria, la Juogoslavia si
decompose, questo spiegava Montanelli, noi stiamo andando verso la
decomposizione dello Stato che viene chiamato federalismo fiscale,
cos’è?Gran
parte delle tasse verranno prelevate a livello locale e gran parte di
quel prelievo resterà a livello locale, non si capisce perché gli
stessi che vogliono fare questa roba hanno abolito l’Ici che era
l’unica tassa prelevata a livello locale che restava ai comuni, per cui
adesso non c’è più l’Ici e i comuni devono chiedere l’elemosina a Roma
allo Stato centrale, ma lasciamo perdere perché si tratterebbe di
parlare di coerenza e questi non sanno neanche dove sta di casa.
Vediamo di capire se il federalismo fiscale ci conviene o non ci
conviene, si fa il federalismo fiscale se in prospettiva ci aiuta a
incassare più  soldi dalle tasse, oppure a spendere meno soldi nella
spesa pubblica, trasferendo le competenze e i capitoli di spesa,
direte: avranno fatto questo calcolo? Lo sapranno che ci contiene,
altrimenti non lo farebbero, non è così, il calcolo hanno provato a
farlo ma non ci sono riusciti, tant’è che interpellato dal Parlamento
Tremonti disse: è imponderabile, non lo possiamo sapere prima se il
calcolo dei costi – benefici è a nostro vantaggio o svantaggio,
proviamo e vediamo, quindi noi stiamo andando fischiettando dallo stato
unitario, allo stato federale, rarissimo caso di stato unitario che
diventa federale, di solito è il contrario, di solito c’è una
decomposizione, poi c’è una federazione e poi c’è uno stato unitario,
uno stato che si autodecompone, raramente lo si è visto, in ogni caso
stiamo andando in quella direzione, senza sapere se ci contiene oppure
no, senza sapere se quando le competenze e i prelievi saranno
trasferiti dal livello centrale al livello regionale, noi dovremmo
pagare più tasse perché avremo più spese o dovremo pagare meno tasse
perché avremo meno spese o più recupero dell’evasione fiscale.
L’altra sera a Annozero Tremonti spiegava che il federalismo è meglio
del centralismo perché se la spesa la fa un politico, un amministratore
pubblico che è più vicino ai cittadini in quanto lo conoscono tutti
perché è il prodotto del territorio nel quale lui opera, il controllo
dei cittadini su quella spesa migliora e lo stesso vale per il
controllo del politico sull’evasione fiscale, dove spesso l’evasore
fiscale lo conosci fisicamente, vero? Il problema è: è meglio far fare
la lotta all’evasione fiscale da uno che conosce l’evasore fiscale,
anche fisicamente oppure no? E’ meglio far controllare la spesa da uno
che conosce quello che spendi oppure da uno che non lo conosce?
L’esperienza insegna che sarebbe meglio che a combattere gli evasori
fossero persone che non li conoscono e soprattutto che a combattere gli
evasori fossero persone che non devono prendere i voti degli evasori,
perché se devo prendere i voti dagli evasori fiscali, non li combatto,
se gli evasori fiscali devono controllare che io combatta l’evasione
fiscale, beh faranno in modo di controllare che davvero io non la
combatta, perché se il combatto votano per un altro, che andrà
immediatamente a chiedere i voti degli evasori fiscali.
Per conquistare il consenso e spesso per comprarselo, il politico più
vicino è al territorio e più è condizionato dalle deviazioni di quel
territorio e quindi pur di compiacere i suoi elettori o i suoi futuri
elettori, oppure pur di avere la conferma dei voti avuti dai suoi
elettori, con il cavolo che si mette a tartassarli per fargli pagare le
tasse, con il cavolo che riduce la spesa clientelare, l’altra sera
Tremonti citava le pensioni di invalidità, le pensioni di invalidità in
Campania e in Calabria e in Sicilia che sono tra le regioni che ne
hanno di più, false, perché poi ci sono i veri invalidi che ci vanno di
mezzo, per sbaraccarle non possiamo mica affidarci alla classe politica
campana, calabrese e  siciliana, ci vorrebbe un Prefetto del Brennero
che va a commissariare queste 3 regioni e a disboscare, senza pietà,
tutte le sacche di clientelismo, perché? Perché non ha bisogno di
comprarsi quei voti con misure clientelari, lo può fare soltanto se è
estraneo a quei territori, quindi vedete che poi alla fine non è vero
niente che il federalismo ci darà automaticamente meno spesa sperperata
e più controllo su un fisco giusto e equo e su una spesa oculata, è
esattamente il contrario, soprattutto in un paese che non ha una
cultura e un senso dello Stato, perché è uno Stato troppo recente e è
uno stato, lo sappiamo bene, nato per iniziativa di una ristretta élite
che ha di fatto imposto l’Unità d’Italia a un paese che non la voleva,
esattamente come poi una ristretta élite, di chi voi ha letto il
ritorno del principe di Roberto Scarpinato e Saverio Lodato lo sa, una
ristretta élite nel 1946/1948 impone di fatto al paese una Costituzione
molto più avanzata  delle culture dominanti di quel paese, la nostra
Costituzione è una specie di camicia di forza, è una specie di smoking
elegantissimo messo indosso a un maiale che sta cercando infatti di
liberarsene da 63 anni di principi altissimamente liberali, come quelli
contenuti nella nostra Costituzione.
Quindi noi non sappiamo se il federalismo ci conviene o non ci conviene
e si dirà: beh allora staranno valutando, no, è già legge il
federalismo fiscale, un anno fa nell’aprile dell’anno scorso il
Parlamento ha licenziato questa mastodontica legge delega al governo,
per cui adesso il governo deve soltanto far partire i decreti delegati
e Tremonti ha promesso o minacciato, a seconda dei punti di vista, che
già entro la fine di quest’anno arriveranno i primi, quindi si
cominceranno i trasferimenti di poteri che dato che siamo in Italia mi
fanno prevedere non i trasferimenti, i raddoppi, noi siamo abilissimi a
non trasferire i poteri dal centro alla periferia, ma a duplicarli, noi
duplichiamo, quando furono varate le regioni nei primi anni 70, quasi
30 anni dopo il varo della Costituzione che le prevedeva, finalmente
furono varate le regioni e si disse: bene a questo punto le province
non hanno più ragione d’essere, avremo i comuni e avremo le regioni,
no, hanno lasciato anche le province, perché? Le province sono una
mangiatoia meravigliosa, le province ci costano 17 o 18 miliardi di
Euro all’anno, pensate che hanno fatto lo scudo fiscale per fare cassa
e hanno incassato 3, 4 miliardi, le province se venissero abolite ci
farebbero risparmiare ogni anno il quadruplo di quello che abbiamo
incassato con quella vergognosa manovra di riciclaggio del denaro
sporco fatta dalla Stato, avremmo 17/18 miliardi di Euro in cassa in
più ogni anno, pensate cosa ci si potrebbe fare.
Pensate perché  non lo facciamo, non lo facciamo perché bisogna dare da
mangiare a 65 mila tra dirigenti e impiegati degli enti provinciali,
più  amministratori delle società partecipate, più i consiglieri, gli
assessori e i Presidenti delle province che sono più di 4 mila, perché
le province in Italia sono 110 e tendono a aumentare visto che i
politici per motivi clientelari continuano a proporre l’istituzione di
nuove province. A questo punto qualcuno dirà: ma le province devono
fare le scuole e le strade, quindi quelle spese che le facciano le
province o che le facciano le regioni, comunque ci sono, verissimo, ma
se non ci fossero le province, almeno risparmieremmo i costi del
personale e degli immobili, degli affitti, delle manutenzioni, degli
stipendi e delle pensioni e delle buone uscite, capite che se ci sono
65 mila dipendenti, 4/5 mila consiglieri, mettete anche che prendano
poco, dategli 80 mila Euro lordi all’anno, fate il calcolo… 70 mila per
80 mila quanto viene fuori, 5/6 miliardi all’anno, quindi vedete che
soltanto per i costi del personale, se ne va più di 1/3 del bilancio
delle province, se già avessimo possibilità più gli affitti etc. di
risparmiare questi 6/7/8 massimo 10 miliardi all’anno, grasso che cola,
visto che non c’è una lira, pensate cosa risparmieremmo se avessero il
coraggio di fare, cosa? Quello che hanno promesso agli elettori, perché
Berlusconi nell’aprile 2008 disse ufficialmente: le province vanno
abolite, se facesse quello che dice una volta nella vita,
risparmieremmo una montagna di soldi, ma quella è la dimostrazione che
il federalismo non lo vogliono fare, vogliono aggiungere burocrazie
locali alla burocrazia nazionale per avere più gente da pagare con
denaro pubblico, quindi noi di tasse, probabilmente ne pagheremmo di
più e del resto quando si dà più autonomia a una Regione, noi abbiamo
degli esempi nell’estremo nord e nell’estremo sud dell’Italia, perché
noi abbiamo le regioni a statuto speciale e sappiamo come vengono
gestite regioni come la Valle d’Aosta, in Valle d’Aosta ci andate e
trovate delle ville che sono state fatte con i contributi pubblici,
previsti per la ristrutturazione delle stalle, invece delle stalle si
sono fatti le ville, molti, andate in Sicilia a vedere come vengono
spesi i nostri soldi, quanti sono i dirigenti, non si sa più quanti
siano, quanti sono i dipendenti della Regione, la Calabria non ha
l’autonomia, ma immaginate quando avrà l’autonomia della Sicilia cosa
riuscirà a fare la classe politica calabrese senza più alcun controllo,
tra i pochi che ci sono ancora da parte del potere centrale.

Lo spreco federale 

Sarà  un paese balcanico, dove ciascuno si farà i fatti suoi e dove ci
sarà uno sfondamento incredibile della spesa pubblica, perché? Perché è
sufficiente vedere le reazioni, l’anno scorso all’approvazione della
legge sul federalismo fiscale.Se
come ci dicono, la legge sul federalismo fiscale, premia le regioni
virtuose e punisce le regioni spendaccione, con le mani bucate, dato
che la maggior parte delle nostre regioni è spendacciona e con le mani
bucate, tant’è che regioni che non abbiano una voragine nei conti della
sanità che è la prima voce di bilancio delle regioni, sono 3 o 4 su 20,
noi dovremo avere avuto la rivolta delle regioni che sono in perdita e
il consenso a questa riforma del federalismo fiscale, soltanto da parte
delle regioni che invece sono in attivo, hanno bilanci in bianco e non
in rosso, invece non si è lamentato nessuno, c’è qualche vagito di
partito del sud affidato a Raffaele Lombardo, non contro la riforma del
federalismo fiscale, ma per fare pressione su Roma affinché allenti
ulteriormente le già generosissime concessioni che sono state fatte
alla Sicilia, che se la Sicilia dovesse rientrare dei suoi debiti,
oppure dovesse pagarseli lei, invece di essere come al solito salvata
da mamma Roma, sarebbe una tragedia.
Quindi il fatto che non si lamenti nessuno, neanche le regioni
più spendaccione e più male amministrate, fa pensare che alla fine si
troverà il modo di salvarle tutte, ma se si troverà il modo di salvarle
tutte, vorrà dire che ci rimetteremo noi che dovremo ripianare quei
buchi di tasca nostra, ancora più di oggi, mica perché uno debba essere
filofederalista o antifederalista, ma proprio perché bisognerebbe
sapere quanto ci costa o quanto ci guadagniamo e del resto lo dice la
nostra Costituzione, non vorrei fare un errore, vado a memoria, credo
che l’Art. 81 della Costituzione raccomandi che ogni legge deve avere
una copertura finanziaria, come si fa a sapere se il federalismo
fiscale ha una copertura finanziaria se lo stesso Tremonti che è quello
che dovrebbe fare i conti, ci ha detto che lui non lo sa? Ci ha detto
che lui non sa, bisogna approvare e poi si vede? Del resto tu fai
un’operazione per vedere se il paziente è malato o è sano o fai
un’operazione solo dopo avere saputo cos’ha questo poveraccio? E’
quello che stanno facendo in questi giorni, stanno dando per scontato
che bisogna operare e non ci hanno ancora detto se il paziente era
malato o era sano e quindi cosa potrà uscire dall’operazione, il
paziente siamo noi e quindi vedremo quando arriveranno i decreti
attuativi, se avevano ragione i pessimisti che sono pochissimi, vi
assicuro o se invece avevano ragione gli ottimisti, questi dementi che
se ne vanno in giro fischiettando: evviva il federalismo fiscale, tanto
atteso etc., non sappiamo quanto ci costa.
In queste stesse mani sono le altre riforme che non sono cose da poco,
perché quando voi sentite parlare di bozza Violante, la bozza Violante
contiene in soldoni la previsione di più ampi poteri per chi governa,
per il Premier anche se adesso Berlusconi sta di nuovo deragliando al
presidenzialismo, a dare all’Italia non un premier più forte ma un
Presidente della Repubblica più forte che sia anche il capo del governo
com’è in Francia, in Francia ci sono dei contrappesi enormi, per
esempio c’è addirittura la possibilità che il Parlamento non sia dello
stesso colore del Presidente, per cui spesso il Presidente è di
centro-destra e nomina un primo Ministro di centro-destra e dei
Ministri di centro-destra e poi in Parlamento deve fare i conti con una
maggioranza di centro-sinistra, la famosa co-abitation, che è un po’
quello che succede in America quando può capitare che il Presidente, il
capo dell’amministrazione, del governo federale abbia una o due o
addirittura tutte e due le camere a maggioranza dall’altra parte,
Presidente democratico, maggioranza repubblicana, Presidente
repubblicano, maggioranza democratica, quindi bisognerà vedere cosa
decide Berlusconi di fare da grande e cioè se vuole continuare a fare
il Presidente del Consiglio o se vuole fare il Presidente della
Repubblica, nell’uno o nell’altro caso aumenterà i poteri al Presidente
del Consiglio o al Presidente della Repubblica.

Delirio Violante

Nella bozza Violante, Violante in teoria sarebbe uno del PD, invece di
esserci scritto che bisogna togliere poteri al Capo del Governo che ne
ha già  troppi e stabilire finalmente dei paletti e un reticolato di
controlli terzi per evitare ancora gli abusi, conflitti di interessi,
la decretazione d’urgenza, le fiducie messe su tutto, le leggi ad
personam etc., cosa prevede?Che
è giusto rafforzare i poteri del Premier nella bozza Violante, il fatto
che poi il Premier abbia anche le televisioni e i giornali, secondario,
si provvederà a parte.
Poi c’è la fine del bicameralismo perfetto, vogliono cambiare le
competenze alla Camera rispetto al Senato che dovrebbe diventare una
specie di assemblea dei rappresentanti delle regioni e vogliono anche
ridurre il numero dei parlamentari che dovrebbero scendere di circa 300
unità, oggi sono 950 e dovrebbero scendere in tutto a 650 più o meno
quanti ne ha oggi uno dei due rami del Parlamento, la Camera, dico
subito che è una mossa propagandistica, il problema, sì, ci può stare
anche la riduzione del numero dei parlamentari, ma non illudiamoci che
tagliando i parlamentari anche di qualche centinaio, anche di 300
unità, avremmo risolto il problema, se i parlamentari fossero dimezzati
e invece di mille fossero 500, si risparmierebbero 100 milioni di Euro
all’anno che sono tanti, intendiamoci, si saprebbe a chi darli, ci
sarebbe solo l’imbarazzo della scelta, ma attenzione, con un risparmio
di 100 milioni si fa poca strada, abbiamo detto quanto risparmieremmo
se abolissero le province, una decina di miliardi all’anno, 100
milioni.
Risparmieremmo 100 volte tanto, quindi il sospetto è che ci buttino un
po’ di fumo negli occhi, illudendoci che i costi della casta  li
abbiamo risolti tagliando un po’ di parlamentari, mentre in realtà
stanno preparando qualcosa di gravissimo dietro e cioè un Parlamento
che proprio perché Camera farà una cosa e Senato ne farà un’altra, non
sarà più un freno o un controllo o lo sarà ancora meno di quanto già
poco non lo sia oggi nei confronti delle leggi, anche qua siamo
favorevoli o contrari alla fine del bicameralismo perfetto Camera –
Senato? Se ci conviene sì, siamo favorevoli, se non ci contiene no,
dovrebbero dimostrarci che ci conviene, dovrebbero dimostrarci che oggi
il problema delle leggi è quello che sono troppo lente e che in questo
palleggio Camera – Senato, emendamento di nuovo Camera – Senato,
abbiamo poche leggi, le abbiamo lente, ci hanno appena detto che
abbiamo 500 mila leggi, che ne abbiamo bruciate 375 mila, che ce ne
restano ancora tipo 150 mila e poi tolgono il potere di esame delle
leggi a uno dei due rami del Parlamento, per avere più leggi e più
rapidamente? Ma se il problema è che ne abbiamo troppe, più di ogni
altro paese del mondo, allora non è il caso di fare in modo che le
leggi vengano meglio controllate e che soprattutto quelle che non vanno
vengano stoppate? Allora se è questo il problema, invece di ridurre il
numero delle camere e dei rimbalzi bisognerebbe aumentare i freni,
diminuire la possibilità di fare leggi, del resto che le alcuni possano
essere anche velocissime lo dimostra il lodo Alfano, quest’ultimo è
stato approvato in 25 giorni tra Camera, Senato e promulgazione del
Presidente della Repubblica e non era un decreto, era un Disegno di
Legge.
Allora vedete che quando gli interessa a lor signori le leggi riescono
a farle subito, il problema è che sono delle porcate, perché il
Parlamento è diventato un’assemblea di Yes man che si alzano a comando
delle esigenze private del Presidente del Consiglio, allora
bisognerebbe rafforzarlo il potere di interdizione del Parlamento, non
diminuirlo e invece è così, fischiettando allegramente PD e Pdl bozza
Violante sono tutti d’accordo per: aumentare i poteri del Premier,
nello stesso tempo ridurre il filtro del Parlamento con la
diversificazione dei compiti di Camera e Senato, a questo punto cosa
avremmo? Avremmo una dittatura, già oggi si parla, molti esperti
parlano di regime, figuratevi quando a Palazzo Chigi l’inquilino, non
voglio neanche nominarlo, avesse ancora più poteri di quelli che ha
oggi, cosa gli manca? Lo ius prime noctis, è un po’ questo quello che
si sta apparecchiando, per non parlare naturalmente della riforma della
giustizia, della quale però ci siamo occupati diverse volte e sulla
quale torneremo perché non basta la legge contro le intercettazioni,
vogliono proprio cambiare l’impalcatura costituzionale della
Magistratura, c’è un progetto atroce presentato da Alfano e c’è un
balbettio del responsabile giustizia del PD, tale Orlando se su Il
Foglio, il giornale di Berlusconi, ha fatto delle proposte che vanno
più o meno sempre in forma di berlusconismo light nella stessa
direzione della riforma Alfano, si va, come annunciato anche da Maroni,
verso la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale che è l’ultimo
scudo che hanno i magistrati contro le intromissioni del potere
politico, ma soprattutto è l’ultimo scudo che abbiamo noi cittadini,
contro il fatto che qualche politico decida al posto della
Costituzione, su quali reati i magistrati devono indagare e su quali
no, ma di questo parleremo la prossima settimana.

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