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Procida: Voglia di cambiamento.

di Francesco Marino

L’isola di Arturo si avvia, con una lunga campagna elettorale, ad eleggere il nuovo Sindaco.
In quest’ultimo periodo estivo, la politica è tornata in primo piano con la forte iniziativa di “Procida insieme” che, con alcune riunioni al Number Two, ha cercato di illustrare le strade nuove da prendere nell’amministrare Procida.
“Procida insieme” ha coinvolto in un Assise cittadina anche alcuni autorevolissimi ospiti estivi procidani trovando ampio eco sulla stampa nazionale.
Insomma il polo culturale procidano è sceso in campo per tracciare le linee guida da seguire. Gli interventi sono stati tutti illuminanti e non si può, sulla carta, che condividere queste idee che vogliono ispirarsi ai dettami di “Agenda 21”.
Già, sulla carta, perchè tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare.Il mare del malcostume che non risparmia nessuno e il mare del caos comunale che tutto rende inutile, per esempio, che ci fa domandare se, realmente, i cittadini si sentono coinvolti in queste iniziative. Sulle prime, in verità, sembrano alquanto perplessi. Essi vorrebbero programmi chiari e brevi, vorrebbero, per esempio, che la prossima consiliatura avesse la durata di cinque anni, ovvero che i futuri amministratori “firmassero” davanti ad un notaio l’impegno di non ricandidarsi al termine del mandato così da evitare storture “acchiappavoti”.
Il politico nuovo non deve anelare al potere, ma ad amministrare partendo dalla rioganizzazione degli uffici comunali, con particolare riferimento all’ufficio tecnico. A tal proposito mi chiedo come sia stato possibile costruire manufatti davanti alle finestre comunali).
L’isola va sottratta ala lobby dei commercianti che premono sull’Amministrazione guardando solo ai propri interessi.
Le Forze dell’Ordine, a qualsiasi corpo appartengano, non devono solo disciplinare il traffico ma anche, per esempio, a controllare la vendita del pescato, il commercio ambulante, etc.
Oggi le uniche iniziative di successo a Procida sono legate al volontariato (vedi operazione terre aide che sottrae alle steppaglie orti e limoneti.
La macchina comunale deve essere guidata con fermezza ed alcuni personaggi non devono uscire dalla porta ed entrare dalla finestra. Basta con i politici di professione, ci voglio politici ed amministratori che lavorano con passione. Solo così le iniziative culturali avranno un senso e feste ed eventi vari avranno il supporto dei cittadini.
Il presidente di “Procida inzieme” Aniello Scotto ha sottolineato, nel suo intervento all’Assise Cittadina, che tutti i contributi che arriveranno, con idee e progetti, dovranno essere condivisi dai cittadini. Ed è qui che sta il problema. Rionquistare la fiducia dei cittadini che dovranno riconquistare la libertà che ora non hanno. Non fa piacere leggere su “Il Golfo” le irose stilettate lanciate nel mucchio dall’ARCIPROCIDANO che prima di ascoltare condanna calandosi nell’anonimato (ma sappiamo tutti chi è).
Insomma, partendo da chi scrive a suo tempo trombato alle elezioni comunali, facciamo un esame di coscienza (vero ARCIPROCIDANO?) e cominciamo insieme un percorso nuovo. Solo così le idee di alto profilo avranno un seguito e Procida, “l’isola minore” anche per il Presidente Napolitano il quale, pur invitato a visitarla non l’ha ancora fatto, avrà un futuro alla Capalbio.
Oggi tutto ciò che, forse, esplicitamente abbiamo esplicitato è solo una speranza. Noi vogliamo sperare che qualcuno raccolga la bandiera del cambiamento e pur tra mille avversità la faccia sventolare.

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