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Procidani: "ci hanno tolto pure il Divieto"

Riceviamo e pubblichiamo da Arcangelo Lubrano

Ogni anno ad Agosto, un ordinanza anche se un po alla carlona , ci permetteva di vivere la vita e l’isola con un po di pace. La sera si poteva passeggiare tranquilli, per le nostre piccole strade. “Ascoltare” la voce del silenzio, respirare un po’ di aria buona e il forte profumo dei gelsomini.
Ma per uno sconosciuto strategico motivo, questo piccolo spazio di bene ci è stato vietato.

Caro sindaco,cerco di comprendere che il suo ruolo non è poi così semplice, ma non può starsene tranquillo nel bel fresco della sua stanza e insieme ai suoi collaboratori lasciare che si continui ad autorizzare la libera circolazione a Tir, grossi automezzi, a tantissimi mezzi inquinanti, a far sostare le auto in parcheggi abusivi, a dare in concessione tutti gli arenili ai privati e i cittadini (poveri) come sardine in scatola, ridotti in pochi metri quadrati attendono che il vicino smonti per piantare il proprio piccolo ombrellone e così non farsi arrostire dal sole.

Non può far finta che tutto funziona e che il carcere risolverà i nostri problemi come la panacea per tutti i mali di Procida.

A quando un piano traffico senza auto, e senza Tir?

A quando una raccolta differenziata senza finzioni?

A quando un paese legale?

A quando un paese con un po’ di giustizia?

A quando un paese investito di corresponsabilità , di conseguenza civile?

I cittadini meritano risposte e non silenzi.

Arcangelo Lubrano

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