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Rifiuti e criminalità, allarme di Bassolino

Audizione in Antimafia: reati cresciuti del 61 per cento, crisi non ancora risolta.

(di d.d.p. da la Repubblica Napoli)

I reati nelle province di Napoli e Caserta sono in forte aumento, oltre il 61 per cento, e il problema dei rifiuti «non è ancora definitivamente risolto». Sono i due principali argomenti affrontati dal governatore Antonio Bassolino nell´audizione davanti alla commissione parlamentare Antimafia che si tenuta ieri. Il nodo dell´emergenza spazzatura, ha evidenziato Bassolino, non è ancora sciolto e di questo «bisogna avere consapevolezza. Per risolverlo serve il completamento del ciclo integrato che comprende un sistema di discariche, un numero sufficiente di termovalorizzatori (con impianti almeno a Napoli Est, Salerno e in provincia di Caserta dopo Acerra) e una crescita stabile della raccolta differenziata, anche a Napoli». Secondo Bassolino «solo così si potrà mettere fuori gioco quella camorra che non ha certo rinunciato a mettere le mani sul settore».
Il presidente della Regione ha ricordato le difficoltà incontrate per il termovalorizzatore di Acerra, «anche perché le resistenze sono state molto estese e con esponenti di tutti i partiti: in tante manifestazioni c´erano soprattutto cittadini onesti, ma trattandosi di un´opposizione contro tutto, a prescindere, è evidente che accanto alla componente in buona fede ci fossero anche una componente strumentale e in qualche caso forze della camorra».
Ieri intanto i giudici della undicesima sezione penale hanno escluso tutte le richieste di costituzione di parte civile, compresa quella della Regione Campania (e con l´eccezione di quelle presentate all´udienza preliminare) dal processo sui rifiuti (che non coinvolge Bassolino) scaturito dall´inchiesta denominata “Rompiballe”. I giudici dovranno anche decidere sull´istanza di trasferimento degli atti a Roma proposta dalla difesa di Impregilo. E sempre in tema di rifiuti è stata giudicata non manifestamente infondata l´eccezione di costituzionalità proposta dagli avvocati Elena Coccia e Annalisa Senese nel corso di un altro giudizio, della norma della legge sull´emergenza rifiuti che equipara le discariche a siti di intesse strategico.
Nel corso dell´audizione in Antimafia Bassolino ha lanciato anche l´allarme criminalità. In provincia di Napoli e Caserta, ha spiegato, i reati sono cresciuti di più del 61,5 per cento. Il governatore ha pertanto chiesto di procedere verso «una strategia differenziata, sia a livello nazionale che locale, contro i clan». Il presidente della Regione ha rimarcato come la pratica del racket delle estorsioni si stia sviluppando in modo preoccupante «soprattutto in alcune zone di Napoli e della provincia». E ha denunciato «il rischio sempre più grande costituito dall´allarme disoccupazione e dall´aumento dei ricorsi alla cassa integrazione, con entrate per le famiglie non superiori a 600 euro al mese. Da qui – ha evidenziato – il saldarsi e la contiguità fra clan e piccola criminalità con il relativo controllo sociale». E sui fondi comunitari, Bassolino ha aggiunto che i risultati sono stati inferiori rispetto ad altre regioni perché «quei soldi sono stati in realtà sostitutivi di fondi statali sempre in diminuzione e non aggiuntivi come invece dovrebbero essere». Considerazioni, queste, che vengono definite «un boomerang» dall´associazione “Napolipuntoacapo”: «Riteniamo – si legge sul sito internet dell´associazione – che questa del presidente Bassolino sia un´evidente autocritica sul fallimento della Regione in termini di sviluppo, occupazione, crescita economica e utilizzazione delle risorse disponibili.

mercoledì, dicembre 2, 2009

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