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Salerno, il sindaco De Luca prova ad “incenerire” Zanotelli

Le eleioni Regionali in Campania si avvicinano e allora vi invito a leggere questo articolo tratto dalla rivista Adista. Si commenta da solo direi. Lo condivido cono voi perchè bisogna conoscere chi sono gli aspiranti politici candidati al governo della nostra tanto bistrattata Regione.

di Luca Kocci, da Adista 19/2010

“Ma le pare che può andare a parlare di inceneritori questo p. Alex Zanotelli, ma faccia gli esercizi spirituali p. Zanotelli, ma vada ad insegnare il catechismo”. Sono gli sprezzanti giudizi di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e candidato del centro-sinistra alle elezioni regionali del prossimo 28-29 marzo, espressi a mezzo stampa contro il comboniano p. Alex Zanotelli e la sua battaglia ecologista contro gli inceneritori e le discariche in Campania.

Le parole di De Luca non sono recentissime – si tratta di diverse interviste rilasciate ad alcune emittenti televisive locali campane che risalgono al 2008 – ma sono state rilanciate in questi giorni di campagna elettorale su Youtube ed hanno collezionato oltre 120mila visualizzazioni. “Mi è capitato di sentire una dichiarazione di tale p. Alex Zanotelli, che sembra più un attore su un set cinematografico che un prete, parlare di questioni tecniche con una irresponsabilità che meriterebbe davvero una denuncia all’autorità giudiziaria”, dichiara davanti alle telecamere il sindaco di Salerno. “Questo signore parlava di impianti di trattamento di rifiuti citando tumori, deformazioni dei bambini… cose dell’altro mondo, di una tale idiozia e di una tale irresponsabilità che stiamo valutando se procedere con una denuncia per procurato allarme”.

La denuncia per procurato allarme, però, il candidato presidente della Campania per il centro-sinistra dovrebbe farla anche contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, in uno studio del 2007 sul trattamento dei rifiuti in Campania commissionato da Guido Bertolaso, certificò che nei comuni del casertano e del napoletano interessati dalla presenza di discariche si registra un aumento della mortalità per tumore del 9-12% e un incremento delle malformazioni neonatali dell’apparato uro-genitale dell’84% rispetto alla media nazionale (v. Adista n. 31/07).

“Padre Zanotelli ha una conoscenza sulle tematiche ambientali che lei e tutti i suoi portaborse vi sognate”, replica a De Luca, con una lettera aperta, Gianluca Ferrara, direttore della casa editrice Dissensi (v. Adista n. 13/10) e autore del volume Incenerire i rifiuti? No, grazie. “Quelli che lei, erroneamente, chiama termovalorizzatori sono solo degli inceneritori che, bruciando la spazzatura, si limitano a trasformarla in milioni di nanoparticelle che nessun filtro è in grado di catturare. Particelle talmente piccole che possono giungere addirittura al nucleo della cellula, agendo sul dna. Si legga qualche studio”. “Il compito di un vero prete”, prosegue, “non è tacere (il che farebbe comodo a gente di potere come lei) permettendo così che si facciano sfracelli sociali come è successo in Campania con i rifiuti, ma di denunciare e di farsi voce di chi subisce le ingiustizie da voi perpetuate a danni della collettività. Sì, proprio questo è il compito che dovrebbe avere un prete, proprio perché testimone di Gesù Cristo che sfidò l’arroganza del potere del suo tempo, un potere simile a quello che lei e i suoi compagni di partito per anni hanno esercitato in Campania rendendola una discarica e sperperando denaro pubblico. Un potere che ha reso una terra felix, infelix facendo lievitare i tassi di tumore. Tumori che con l’inceneritore di Acerra cresceranno ancor di più”. E proprio l’inceneritore di Acerra era stato scelto da Zanotelli come simbolo delle politiche ambientali italiane dell’ultimo ventennio che scelgono gli inceneritori e snobbano la raccolta differenziata: “L’inceneritore è tossico – scriveva Zanotelli citando l’economista ambientale Guido Viale (v. Adista n. 13/08) –, soprattutto perché inquina il cervello di molti amministratori locali e governanti nazionali che aspettano da quella macchina, e non dalla riorganizzazione del ciclo dei rifiuti attraverso la partecipazione e il coinvolgimento diretto dei cittadini, una miracolosa soluzione del problema”.

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