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Sanità – Carlo Massa: Il popolo di Procida “si è rotto” di essere bistrattato in questo modo

PROCIDA – Le problematiche che interessano il variegato e complesso mondo della sanità procidana, alle prese con questioni tecnico-legali che riguardano la riorganizzazione dell’intero sistema, ritornano prepotentemente all’attenzione della cronaca quotidiana, questa volta, attraverso le parole, come al solito sferzanti, del vulcanico ed arrabbiatissimo Assessore alla Sanità Carlo Massa.

«Nella tarda serata di domenica scorso – dice l’assessore Massa – al pronto soccorso del “Gaetanina Scotto di Perrotolo” è giunta una signora anziana portata dal 118 in codice verde con sospetto TIA (attacco ischemico transitorio). Dopo l’accesso al pronto soccorso ed espletate le relative indagini dal personale medico di turno (prelievo ematico, TAC e ECG) è stato diagnosticato un problema cardiaco serio (per gli addetti ai lavori BAV di II° grado). Nell’inoltrare le procedure per il trasferimento ad apposita struttura sanitaria in terraferma, si è appreso, dalla centrale operativa, che l’elicottero che avrebbe dovuto provvedere al trasporto “è rotto”. A questo punto i sanitari hanno deciso di trasferire il paziente a Pozzuoli utilizzando l’idroambulanza in dotazione all’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida. Tutto è bene ciò che finisce bene ma – continua l’assessore Carlo Massa – mi chiedo, e chiedo a chi di competenza, come sia possibile indire una gara di appalto per il servizio di elitrasporto sanitario senza rendere obbligatorio un mezzo sostitutivo in caso di avaria, altro soccorso, manutenzione dello stesso? E’ vero che i procidani sono un popolo di “santi, navigatori e poeti” ma siamo anche un popolo che, scusate l’espressione forte ma è l’unica che rende bene l’idea, “si è rotto” di essere bistrattato in questo modo.

Colgo l’occasione per denunciare anche altre situazioni di estrema pericolosità, così come nei mesi scorsi la stampa ha avuto modo di dettagliare, in cui pazienti restano fermi per ore nell’idroambulanza attraccata in banchina in attesa dell’arrivo dell’ambulanza che dovrà accompagnare il malcapitato nell’ospedale di riferimento. Sarà pur vero che qualche cosa per definire le procedure da adottare in questi casi si sta facendo ma tutto cammina troppo lentamente in quanto le urgenze non aspettano né danno un preavviso, accadono e basta ed ogni volta c’è una persona in carne ed ossa la cui vita è legata veramente ad un filo. Per ora siamo sui giornali – conclude l’assessore Massa – la prossima volta vedremo!!!».

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