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Procida. Silenzio venatorio violato. Le Guardie LIPU denunciano cacciatore.

In questi ultimi giorni è in atto nei cieli dell’isola di Procida la migrazione autunnale delle specie cacciabili come il Tordo Bottaccio e il Merlo cosa che caratterizza il periodo “caldo” della caccia movimentando le mattinate dei cacciatori, da un lato, ed i controlli delle associazioni ambientaliste, dall’altro, che, come ogni anno, si attivano per segnalare i comportamenti anomali ed illeciti.
Già nel 2005 l’attuale delegato isolano della LIPU, il prof. Costantino D’Antonio, inviò al primo Cittadino, al Prefetto e alla locale stazione dei Carabinieri un “esposto con richiesta di provvedimenti urgenti inerenti motivi di ordine pubblico, incolumità delle persone e rispetto della quiete pubblica, connessi all’attività venatoria”, ma non ha mai avuto risposta.
Tra le motivazioni addotte dal prof. D’Antonio il fatto che “ l’intero comune di Procida deve ritenersi zona soggetta a grave rischio d’incolumità per le persone, ovvero per le abitazioni civili, le strade comunali e poderali, in quanto, ai sensi della normativa che regola l’attività venatoria, i parametri generali minimi per cui è consentito sparare risultano essere 100 metri di spalle (a case, strade provinciali e comunali, ricoveri attrezzi e lavoratori agricoli) e m 150 in direzione di questi. Nello specifico, però, è da rispettare il parametro di una volta e mezzo la gittata del fucile e i 100/150 metri sono ascrivibili soltanto ai fucili meno potenti.”
Tra le limitazioni imposte dalla legge nazionale sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio (L. 157/92) vi è il divieto assoluto di caccia nei giorni di martedì e venerdì su tutto il territorio Italiano. Ed è proprio nella giornata di martedì scorso che le Guardie Venatorie della LIPU hanno sorpreso, in località “Capo Bove”, un uomo in evidente atteggiamento di caccia, identificandolo e denunciandolo all’autorità giudiziaria, mentre i Carabinieri del Comando Stazione di Procida hanno provveduto al sequestro dell’arma utilizzata per commettere il reato.
Nella stessa giornata i volontari della LIPU hanno udito e segnalato altri spari provenire da diverse zone dell’Isola, anche se va sottolineato che, in sostanza, si registra un discreto rispetto dei giorni di silenzio garantito dai cacciatori isolani.
A fronte di queste considerazioni, secondo il prof. D’Antonio, non mancano le osservazioni di fatti illeciti, sicuramente attribuibili a poche “mele marce” (che si spera vengono isolate sempre più) come, ad esempio, l’uccisione di specie non cacciabili in Campania (come fringuelli e storni) o le pesanti minacce ricevute da una Guardia LIPU nell’esercizio delle sue funzioni nei giorni scorsi a Procida.

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