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To be or not to be “Titolo V della Costituzione” without Portfolio

Ancor prima della Riforma del Titolo V della Costituzione, il turismo era largamente assegnato alle competenze regionali ed esattamente il turismo e l’industria alberghiera costituivano già l’autonomia in quanto venivano specificatamente considerate dal precedente testo dell’art. 117 della Costituzione appunto come materie disciplinate che in sostanza attribuivano alle Regioni la maggioranza delle competenze in merito al turismo, lasciando allo Stato un numero minore di funzioni.
Quindi la riforma del Titolo V oltre ad attribuire il turismo alla competenza legislativa esclusiva delle Regioni (fatti sempre salvi i limiti del rispetto della Costituzione delle norme comunitarie e degli obblighi internazionali e quelli che derivano dalla tutela della concorrenza e dalle competenze statali in tema di ordinamento civile e penale), ha attratto nella sfera delle competenze regionali un’ampia serie di materie strumentali, collegate o comunque connesse a quella del turismo; basti pensare alla competenza in materia di trasporti (porti, aeroporti civili, grandi reti di trasporto e navigazione), in tema di infrastrutture, alimentazione ed ordinamento sportivo.
Cambiare il Titolo V della Costituzione non credo sia cosa impossibile o perlomeno risulta facilmente fattibile adeguarlo ad una centralità del Ministero del turismo garantendo però un federalismo per una maggiore integrazione ed una visione finalmente omogenea delle politiche del turismo, come a dire; tutto uguale per tutti.
I dubbi nascono su cosa potrà e dovrà fare questo Ministero in termini di risorse, competenze e strumenti considerando il vigente quadro istituzionale che quindi potrà portare ad allontanarsi dai dicasteri che più contano, come quello dello Sviluppo Economico e quello dell’Economia per il motivo che è senza portafoglio.
Servirà quindi una grande coesione, attento studio ed organizzazione tra questi come un’attenta esamina dei principali Ministeri per non distogliere finanze già programmate a priori.
Le conseguenze di un’eventuale non omogeneità sarebbero catastrofiche e porterebbe nuovamente il neonato ad essere escluso e poco considerato rimandando nuovamente e forse per sempre i provvedimenti alle regioni.
Personalmente auguro che questo sia solo un breve passaggio per raggiungere in modo definitivo l’ottenimento del portafoglio ministeriale, ma servono però politiche certe e soprattutto la certezza dei ricavi monetari per convincere che il turismo è parte integrante dell’economia nazionale, e non solo a parole o gadget pubblicitari per elezioni politiche in considerazione dell’alto numero degli impiegati nel settore ed indotto.
Gli stessi primi passi della Brambilla che si stanno alternando in questo settore hanno finora dimostrato un’agitazione insolita per l’ultimo trentennio; però mal supportata, oltre che dalle presenze turistiche in calo per motivi di crisi internazionale, anche dalla poca professionalità del rinnovamento, del modo caotico, disorganizzato e dispersivo; con scelte che hanno avuto più la sensazione di proclami per distogliere l’imbarazzo degli operatori che quello di dare maggior autenticità alle scelte finora estratte ed elencate.
Non dimentichiamo che qualsiasi cosa fatta sarà sempre meglio del nulla del passato ma se questo poteva andare bene molti anni addietro, ora non si può più perdere tempo per improfessionalità; le altre nazioni nostre concorrenti stanno correndo e molte di quelle che prima stazionavano alle nostre spalle nel breve futuro ci sopravanzeranno lasciandoci…vabbé.
Credo nel Ministero del turismo (quello con portafoglio e federalista) ma non ho fiducia nella Brambilla in questo ambito, né tanto meno auspico in coloro che la consigliano ma spero sia almeno fortunata.
L’Italia non può avere il doppio degli alberghi o posti letto della Francia, avere il doppio delle bellezze artistico/culturali dei transalpini ed avere la metà del suo fatturato in ambito turistico.
Signori dei governi passati e signori di quello attuale qualcosa non quadra.
Forse voi?

Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

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