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Tonno rosso: l’Italia lascia a terra la sua flotta per salvarlo. E gli altri paesi?

I pescherecci industriali si preparano a salpare per l’annuale stagione di pesca al tonno rosso nel Mediterraneo. Tutti, tranne gli italiani. Quest’anno, infatti, l’Italia ha deciso di lasciare a terra la sua imponente flotta di pescherecci con rete a circuizione ( 49 “tonnare volanti”), assumendosi anche l’impegno a demolire la maggior parte della flotta. Le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Marevivo e WWF plaudono a questa scelta ed esortano le altre nazioni del Mediterraneo a seguire l’esempio italiano, sebbene sia disarmante l’entità delle sovvenzioni erogate dall’Italia per compensare sia i proprietari dei pescherecci che non andranno a pesca, sia quelli che vanno invece incontro alla demolizione. Oltre alla cassa integrazione prevista per l’intero comparto, sono stati, infatti, assegnati a copertura del 2010 altri 10 milioni di euro, di cui 5 al comparto tonniero. Un’intesa che di certo non può lasciare spazio a proteste o richieste di ulteriori misure aggiuntive.

«Questa moratoria, è un esempio da seguire – ribadiscono le associazioni – Lo stock di tonno rosso mediterraneo e dell’Atlantico orientale non può resistere ancora per molto tempo a questa pressione della pesca. Nonostante la specie sia in pericolo e rischi il collasso, le flotte quest’anno potranno catturarne ben 13.500 tonnellate, mentre fenomeni di pesca illegale potrebbero inasprire ancora di più la pressione esercitata su questa popolazione ».

–I membri dell’ICCAT, la Commissione Internazionale per la conservazione del tonno Atlantico e del Mediterraneo, devono rispettare gli impegni assunti a Doha e pianificare una gestione sostenibile della pesca del tonno rosso, come da tempo richiesto dagli scienziati e dalla società civile . È importante che al prossimo incontro dell’ ICCAT a Parigi si decida per l’immediata chiusura della pesca e si adotti un preciso piano di recupero per lo stock di tonno rosso che comprenda la designazione di aree di protezione a mare (Santuari) in zone chiave per le fasi riproduttive della specie. Entro il 2012, se non si correrà ai ripari, questa specie potrebbe scomparire dai nostri mari, considerato che a seconda delle stime è stato già perso tra l’80 e il 95% dello stock.

L’adozione quest’anno della moratoria per la pesca al tonno con le tonnare volanti non deve comunque prescindere da una rigorosa azione di controllo sulle attività condotte con altri sistemi di pesca, soprattutto sulla numerosissima flotta di oltre 300 pescherecci che continua a impiegare illegalmente le spadare per la pesca al pesce spada e al tonno rosso.

Ieri il Comando Centrale del Capitanerie di Porto. (CCCP) ha sequestrato circa 100 km di spadare. Un’operazione che ha accolto il plauso delle associazioni ambientaliste ma che rivela anche l’ampiezza dell’illegalità nel settore. «L’azione del CCCP deve essere sostenuta da un deciso intervento del Ministero delle Politiche Agricole – continuano le associazioni – per estromettere dal settore della pesca questi pirati, attraverso la demolizione dei mezzi ed il ritiro immediato delle licenze di pesca».

Greenpeace

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