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Tra grossolane mistificazioni, torna centrale la gestione finanziaria del comune dall'89 al '92, sindaco Scotto

di Pasquale Lubrano

Uno dei cavalli di battaglia dell’aspirante sindaco Aniello Scotto, a stare a quanto si legge in vari forum e blog telematici locali, incaricati di fargli propaganda e a ciò che in merito i candidati della sua lista vanno diffondendo tra gli elettori, è una delle tante “meraviglie” che ebbe a realizzare nel periodo in cui ricoprì la carica di sindaco: la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune. Lo scritto ufficiale di “Procida Insieme”, è molto più ampio e meriterebbe ben altra mole di considerazioni. Ma essendo in campagna elettorale sarà il confronto fra i candidati a occuparsene. Solo per ristabilire un minimo di decenza su un tema tanto delicato, quale quello delle finanze del Comune, citato direttamente in merito ad un pubblico confronto sul problema da me sollecitato rimasto senza risposta, interessato a che in merito si sappia la verità, riformulo la proposta. E non mi riferisco ad un confronto con sprovveduti supporters o candidati che si limitano a prendere per buono ciò che viene loro detto, ma con l’autorevole candidato sindaco Aniello Scotto. Il confronto per chi ha tanto a cuore la morale, la partecipazione, l’informazione popolare, potrebbe essere un’occasione per metterle in pratica. Naturalmente se la verità è ritenuta un valore morale di qualche rilevanza. L’occasione potrebbe essere propizia anche per mostrare i cambiamenti comportamentali di tanti, intervenuti in questo ultimo ventennio. Sarei felice se potessi notarli. Oppure, per non turbare la campagna elettorale della compagine, il confronto potrebbe avvenire nella sede della lista, a porte chiuse, solo alla presenza dei candidati da soli o con i supporters, a scelta.Vent’anni fa pubblicai un opuscoletto in cui illustravo le dinamiche finanziarie del Comune di quegli anni e dei precedenti vent’anni. Voce per voce, venivano riportati, mai smentito, tutti i debiti sospesi.e da cui si rilevava che la gestione più equilibrata era relativa alla breve presenza socialista in Amministrazione. E di ciò dovrebbe andare fiero lo stesso Aniello Scotto e il dott Loreto Scotto, giacché essi di quella Giunta con i Socialisti essi ne facevano parte, prima direttamente e poi com consiglieri comunali DC, partito di gran lunga maggioritario all’epoca. Il peggio venne dopo proprio con l’Amministrazione a guida Aniello Scotto e di cui, oltre la DC, fecero parte tutti, PLI, PSDI, PRI, i Comunisti, i vari comitatisti, insomma tutti quelli che oggi danno vita a “Procida Insiene. Tutti contribuirono al dissesto, tranne i Socialisti. E in questo periodo, Sindaco Scotto, come si dice, avvennero cose da Sant’Uffizio. Le cose affermate nel documento ufficiale di “Procida Insieme” sono un travisamento della cronaca, condito con grossolane sciocchezze. Leggevo su un blog uno dei soliti commenti anonimi in cui ci si complimentava perché un lettore lo giudicava tanto esauriente da aver capito tutto. Beato lui! Ma il documento di “Procida Insieme” un aspetto lo chiarisce: uno degli aspetti più gravi messi in atto con la dichiarazione di dissesto fu il suo utilizzo come strumento di criminalizzazione politica contro i Socialisti, a quanto sembra , oggi si tenta di fare lo stesso. C’è un dato di fatto incontrovertibile: i tre commissari liquidatori nominati dal Governo, non certo a presenza socialista, dall’esame dei conti del Comune non rilevarono sulla condotta dei Socialisti alcunché di irregolare, malgrado certi interventi.  Non mi sembra poco. Attenderò pochi giorni una risposta, poi mi vedrò costretto a pubblicare il tutto, magari con un nuovo opuscolo per contenere tutti i dati, le date, i responsabili e le conseguenze che ancora oggi il Comune paga. Non chiedo di essere creduto da alcuno, e non mi interessa nemmeno fare propaganda né pro né contro, ma non intendo farmi gabbare, da cittadino. Intanto chi vuole può consultare la stampa locale che tante volte ha trattato questi temi o, autonomamente, esaminare gli atti al Comune. Naturalmente potrebbe essere un interesse di chi crede nei valori morali, magari, compresa la verità.

                                                                                                                                                                      Pasquale Lubrano

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