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Trasporti marittimi Ischia e Procida: è iniziata una fase nuova?

Lo scorso 13 maggio, a Roma, si è concluso il vertice al Ministero dei Trasporti tra Stato e Regioni per discutere della vicenda Tirrenia e delle società collegate e nella settimana prossima parte “ il tavolo tecnico tra Stato e Regioni per stabilire le modalità di gara per la privatizzazione del gruppo Tirrenia “. Intanto pare che si avvii positivamente la questione dei previsti tagli con un probabile impegno diretto del Ministro Mattioli che farà di tutto per impinguare il relativo capitolo di bilancio dei mancanti 46 milioni di euro.

A Napoli, nello stesso giorno, si è riunito il tavolo tecnico voluto dalla IV Commissione Regionale della Campania presieduta dall’on. Sommese. A detto incontro – che subito si è animato sul grido d’allarme “facciamo presto con la Corema – Compagnia Regionale Marittima” lanciato dall’on. Diodato – hanno partecipato i rappresentanti dei nove comuni delle isole del golfo, il sindacato nelle sue varie articolazioni, il mondo dell’associazionismo, l’Agenzia per la Mobilità Regionale Acam, i marittimi Caremar e, per la detta Commissione, oltre ai già citati onorevoli, l’on. A. Amato. Entro i prossimi quindici giorni, per decisione presa unanimemente a conclusione di un dibattito vivo e molto partecipato e puntuale, nuovo incontro per varare la proposta di bozza di statuto relativo alla Corema a cura dell’Acam.

Due tavoli tecnici, dunque, uno a Roma ed uno a Napoli, che si riuniranno periodicamente nei prossimi giorni per decidere all’interno di scelte già fatte. Nessun tavolo politico annunciato! E qui nascono una serie di interrogativi. Il principale è sulla privatizzazione dell’intero pacchetto Tirrenia. La domanda è : la scelta della privatizzazione fatta dal Governo Nazionale, che porterebbe ad avere nelle singole Regioni una privatizzazione dei servizi pubblici marittimi di competenza ormai locale, è costituzionalmente compatibile con un indirizzo diverso che legittimamente può darsi una Regione? E…. poi, non è il caso di riflettere sulle conseguenze pratiche di un decreto che vede la vendita in blocco dell’intero pacchetto Tirrenia e quindi il comparire a livello regionale di soggetti privati in contrasto con gl’indirizzi regionali? Chi a livello napoletano, potrà agire sul Governatore Bassolino e la Sua Giunta per far valere in sede nazionale la volontà dell’intero Consiglio Regionale che è contro la privatizzazione? Chi rappresenterà allo stesso Bassolino che qualcosa è cambiato da due anni a questa parte e che oggi l’intera IV Commissione vuole, per la gestione dei servizi pubblici marittimi del Golfo di Napoli, una società tutta pubblica aperta ai Comuni ed alla Provincia? Chi darà l’input giusto all’Agenzia ACAM perché predisponga il Piano dei servizi essenziali da affidare alla Corema che, partendo da quanto già offre la Caremar, contenga i trasporti energetici, quelli relativi ai rifiuti, alle esigenze alimentari primarie, ai servizi scolasti ed ai collegamenti veloci per la salute e per il lavoro, per le esigenze turistico- economiche, nonchè il potenziamento pubblico su Pozzuoli; il tutto come corse minime da garantire per l’intero anno?

E qui la partita diventa politica le cui indicazioni vengono prima di ogni cosa ed i cui indirizzi dovrebbero impegnare i Partiti e tutti i membri della detta Commissione Regionale (soprattutto quelli che hanno nel Governo della Campania un loro referente), con l’on. Bassolino in testa. E, dal momento che nessuno è in grado di dimostrare che nella realtà del Golfo di Napoli “ il privato è meglio del pubblico”, che le regole della democrazia commerciale sono ampiamente dimostrate e consolidate e salvifiche, che non esistono cartelli che limitano il diritto di accesso alla concorrenza, che i diritti alla mobilità per la salute per il lavoro per il tempo libero sono oggi garantiti sempre e comunque,…. occorre non perdere di vista il problema dei problemi, che è quello della privatizzazione. Occorre prevedere, pertanto, gli scenari possibili, anticipare gli eventi e fare alleanze perché il servizio pubblico oggi effettuato da Caremar continui nel rispetto degli indirizzi di fondo di cui alla 169/75.

Da parte del Comitato interisolano per la mobilità marittima non mancheranno le proposte e le iniziative in tale direzione. In questa logica, ed anche al fine di mantenere alta l’attenzione di tutti (Ente locale, Sindacato, Utenti ed Associazionismo tutto, lavoratori pendolari e marittimi, .. ), mi pare sia utile ed urgente aprire il dibattito sulle varie problematiche in campo ed entrare nel merito di ciascuna di esse, approfittando anche della campagna elettorale in corso affinché nessuna forza politica e nessun candidato possano fare incetta di voti su false promesse. Alla base della discussione porrei i seguenti punti: i contenuti da inserire nella bozza di Statuto della Corema ed il futuro Piano dei Servizi Regionali Marittimi “ non cedibili mai ( ! ) ” alla gestione privata. Ma direi anche di riflettere sull’interessante documento presentato dalla federalberghi/ isole minori, a firma di Emando Mennella, sulle questioni di cui sopra.
Nicola Lamonica del “Comitato interisolano per la mobilità marittima”

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