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Un decreto stoppa le demolizioni degli abusi nella Campania del dissesto ambientale



Il cosiddetto decreto legge “light” d’urgenza, la cui bozza è stata esaminata ieri dal Consiglio dei ministri, prevede la sospensione fino al 31 dicembre 2011 delle demolizioni degli immobili abusivi della provincia di Napoli, in particolare quelli dell’isola di Ischia, tristemente nota per due tragedie dovute alle frane in un territorio devastato dall’abusivismo nato dalla completa mancanza di pianificazione urbanistica. A proporre la bozza sembra sia stato il ministero delle Infrastutture di Matteoli, un altro esponente del centrodestra che aveva giurato: «mai più condoni edilizi». La bozza sarebbe ancora in discussione solo perché i tecnici dei ministeri dell’ambiente e dell’interno avrebbero espresso diverse perplessità e evidenziato il rischio di annullare gli effetti delle condanne dei costruttori abusivi.Il governo, che mandava il suo sottosegretario e capo della Protezione Civile Bertolaso sul fronte delle frane e degli abusi a dire “Mai più”, ora ha cambiato idea di fronte anche alle pressioni del nuovo governatore di centrodestra della Campania, Caldoro, che si trova a dover mantenere le promesse fatte in campagna elettorale ad un abusivismo “di necessità” (ma non solo…) frutto del malgoverno del territorio, del clientelismo, della speculazione, dell’assoluto spregio per l’ambiente e i suoi equilibri, della presenza pervasiva della Camorra che controlla gran parte del ciclo del cemento.

In Campania, e non solo, sono nati interi quartieri, allo stesso tempo illegali e “legalizzati”, dove le amministrazioni che hanno voltato la faccia dall’altra parte, che non facevano piani regolatori e regolamenti urbanistici, hanno portato poi acqua, luce, a volte servizi, oppure ci hanno pensato gli stessi cittadini a costruirsi fognature ed allacci di fortuna e ad attaccarsi alle reti pubbliche.

Quegli stessi abusivi che oggi fanno i cortei di protesta contro le demolizioni, reclamando i loro “diritti”, da Torre del Geco ad Ischia. Antonio Salvati scrive oggi sulla Stampa: «Diecimila costruzioni abusive sono state individuate solo nell’agro Aversano, la terra controllata dal clan dei Casalesi. Il record spetta al comune di San Cipriano d’Aversa, poco più di tredicimila abitanti spalmati su un territorio di sei chilometri quadrati di superficie. Solo qui si contano 1.380 abitazioni abusive: più di tutte quelle che esistono in Francia».

Una situazione ben nota a Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania che definisce il decreto legge sullo stop alle demolizioni «Una benedizione per gli affaristi del cemento e un pessimo messaggio per il territorio e la sicurezza dei cittadini. Nel panorama della Campania riaprire i termini del condono edilizio è una benedizione agli affaristi del cemento che si sono arricchiti a danno di chi ha rispettato la legge ed il territorio. E’ un brutto messaggio che rischia di aprire ulteriori varchi al cemento selvaggio, un nuovo tana libera tutti da fermare con decisione prima che raccolga interessi illegali e metta a rischio la sicurezza dei cittadini. La frana di Sarno, le alluvioni di Ischia hanno drammaticamente riproposto la necessità di uno sviluppo edilizio equilibrato e rispettoso delle regole, tutto il contrario di quello che farebbe la riapertura dei termini del condono edilizio. In poche parole sarebbe un atto di irresponsabilità».

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