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Una riflessione per Procida: Curatori fallimentari o amministratori?

Due figure: da un lato il Prof. Augusto Fantozzi, che ha il compito di amministrare la “parte” cattiva della vecchia Alitalia, dall’altro il tandem Colaninno-Sabelli, che dovrà accompagnare la rinascita della nostra compagnia di bandiera. Due figure, con due compiti diversi. Il primo è il commissario liquidatore di Alitalia, gli altri due sono i nuovi amministratori chiamati a decidere e pianificare il futuro della nuova CAI. Sono due ruoli distinti: il curatore fallimentare e l’amministratore. Il primo ha una visione di breve termine: deve vendere tutte le attività per soddisfare le ragioni dei debitori e non è interessato, se non come cittadino, al futuro del nuovo gruppo. Il secondo sviluppa una visione di medio e lungo termine, dovendo decidere le alleanze e favorire la ripresa delle attività a pieno regime.Allorquando si amministra la “cosa” pubblica si ha la possibilità di scegliere se essere “curatori” o “amministratori”. Il primo ha un’ottica di breve termine, consuma le risorse del territorio e cerca di preservare lo status quo. Il secondo amministra il presente, ma si impegna a rinnovare con lungimiranza il patrimonio di risorse in dotazione al territorio. Il primo lavora per rendere felici i suoi elettori attuali, il secondo aiuta i suoi concittadini, ma si preoccupa anche dei loro figli e dei figli dei loro figli. È una scelta di fondo, che chi amministra deve compiere perché influenza de facto tutte le decisioni e le eventuali non decisioni.

La questione della vendita del porto turistico e delle case popolari alla Corricella, strettamente legata alla posizione debitoria del comune; i derivati e tutte le posizioni fuori bilancio che potrebbero far emergere ulteriori obbligazioni (debiti) per il comune; l’emigrazione giovanile per un’isola che continua a non dare risposte sul futuro; il deficit di bilancio strutturale che si vuole ripianare con entrate straordinarie e non ripetibili; la piaga della droga; l’assenza di direttrici per lo sviluppo economico dell’isola; il dissociatore molecolare e la questione della spazzatura. Alcuni interrogativi, certamente non tutti, che esigono delle risposte. Tante scelte fatte e non fatte, che ci permettono di capire il presente e di prevedere il futuro.

La nostra isola ha dunque bisogno di un curatore fallimentare o di un amministratore? Abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia vedere il futuro e ci dimostri che è in grado di lavorare e non svendere le nostre opportunità, oppure di qualcuno che ci fa vivere alla giornata?

Invero, il futuro di un territorio non dipende solo da chi lo amministra, ma anche (soprattutto) dai noi cittadini. Questi non devono sentirsi chiamati in causa solo una volta ogni cinque anni, per apporre la fatidica “x”, ma possono costantemente monitorare l’operato dei loro delegati/rappresentanti. Il cittadino dovrebbe, allo stesso tempo, evitare anche il cosiddetto effetto moda e quindi, cavalcando l’onda dell’emotività, partecipare attivamente alla vita sociale solo per un breve periodo. Passata la bufera ognuno torna a coltivare il proprio orticello. Noi cittadini siamo curatori del nostro orticello o promuoviamo l’amministrazione dell’isola?

Anche noi come cittadini ci troviamo di fronte ad un bivio, vogliamo che i problemi vengano affrontati da amministratori o da curatori fallimentari? Le future generazioni ci giudicheranno per queste scelte.

E. P.

fonte: Espressioni Procidane

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