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Viaggiare al tempo della Decrescita Felice (puntata 5)

di Paolo Merlini

La Ferrovia Centrale Umbra 

” Nessuno spostamento a centocinquanta chilometri l’ora ci renderà un solo briciolo più forti, più felici o più saggi. Nel Mondo sono sempre esistite più cose di quante gli uomini riuscissero a vedere, per quanto lentamente essi camminassero e certo non le vedranno meglio andando più veloci. A contare realmente sono la vista e il pensiero, non la velocità.” (John Ruskin)

Io sono marchigiano e quindi mi sono recato spesso nella confinante Umbria. Amo l’Umbria, e pensavo di averla girata in
lungo ed in largo in tutte le maniere possibili. Spesso, durante i miei vagabondaggi avevo incrociato alcune strade ferrate non ponendomi il problema di sapere da dove venissero e dove andassero. Questo fino al giorno che ho sentito parlare della FCU. Oggi il sito è moderno e funzionale, ma fino a pochi mesi fa aveva una grafica romanticamente demodé a dispetto dell’efficiente servizio offerto ai passeggeri.
La ferrovia collega Terni con Sansepolcro: 157 Km di strada ferrata che corre lungo il Tevere.
Si parte a Terni, nella stazione ferroviaria di Trenitalia. Però il biglietto bisogna acquistarlo all’edicola della stazione, non alla
biglietteria. Se passate per la stazione di Terni, non perdetevi “La Grande Pressa di Terni“, la pressa idraulica di 12000 tonnellate che ha lavorato nelle acciaierie di dal 1935 al 1993. Questa imponente macchina, adeguatamente riverniciata, fa bella mostra di se nel piazzale della stazione.
Gli orari dei treni, così come i binari sono ben segnalati dai tabelloni di Trenitalia.
La linea passa per la stazione di Perugia Ponte San Giovanni dove si cambia e si prosegue per Sansepolcro, oppure si possono prendere i treni di Trenitalia dal momento che Perugia Ponte San Giovanni è una delle stazioni ferroviarie di Perugia.

Come dicevo la ferrovia corre lungo la valle del Tevere toccando i seguenti paesi:
Terni – CESI – SANGEMINI – ACQUASPARTA – MASSA MARTANA – TODI PONTE RIO
– FRATTA TOD./MONTECASTELLO VIBIO – MARSCIANO – PAPIANO/CASTELLO DELLE
FORME – DERUTA/S. NICOLO’ – S. MARTINO IN CAMPO/TORGIANO – Perugia
Ponte S. Giovanni.
Poi a nord di Perugia, la linea passa per :
Perugia Ponte S. Giovanni – PONTEFELCINO – VILLA PITIGNANO –
RAMAZZANO/P. ACQUA – PONTE PATTOLI/CIVITELLA – SOLFAGNANO/PARLESCA –
PIERANTONIO – UMBERTIDE – TRESTINA – SAN SECONDO – CITTA’ DI CASTELLO –
SELCI/LAMA – SANGIUSTINO – Sansepolcro.
Come potere capire, un lungo viaggio in treno (prende circa 3 ore) ma vi assicuro che ne vale la pena. La ferrovia è stata inaugurata nel 1915 ma tutt’oggi è funzionale e molto frequentata. Capisco perché gli umbri amano la loro ferrovia.
Dai finestrini dei treni della FCU (oltre alla imperitura ALn 776, la Automotrice Leggera a Nafta di cui ho già parlato, oggi fa servizio un moderno Pintoricchio, della famiglia del Minuetto) scorre il più tipico paesaggio umbro.
È veramente molto piacevole farsi cullare dall’andamento lento del nostro mezzo di trasporto, mentre lo sguardo spazia dappertutto. Se non avete per il momento il tempo di salire a bordo dei convogli della FCU, mi permetto di suggerirvi un grande libro di una casa editrice umbra, la Edimond di Città di Castello (PG).

Dal sito della casa editrice estrapolo il box sottostante:
Un Viaggio in Umbria

Un libro imperdibile.

Gli autori, sin dalle prime pagine, ci fanno innamorare di questa strada ferrata. Per gentile concessione della casa
editrice riporto qui di seguito una piccola parte del prologo a pagina numero 7.
“Un Breve e Grande Itinerario
Risalire l’Umbria da sud a nord è come fare un viaggio in Italia in meno di cento chilometri. Si parte dalla Conca ternana dove si parla il dialetto discendente diretto del volgare che si può ascoltare, attraverso le varianti regionali, lungo tutta la dorsale appenninica e si arriva ai confini della Toscana dove la lingua è chiara e le vocali
aperte e rotonde come le colline della Val di Chiana. C’è il Tevere grande protagonista che spacca la regione dal punto i vista dell’accento e del dialetto come una mela, ad ovest gli etruschi, a est gli umbri.
Le Montagne sono sempre verdi ovunque per via del leccio, dell’ulivo e del pino d’Aleppo, ma l’edilizia dei monti Martani, sino a Todi, è povera e lineare, austera ed essenziale così com’è l’Alto Medioevo, mentre la valle del Tevere si apre come un ventaglio offrendo castelli e ville dall’edilizia ricca e complessa. Due mondi, controllati dell’alto e con indifferenza da Perugia e dai suoi campanili. L’Umbria non è propriamente una regione, piuttosto un’espressione geografica, la somma di tanti territori diversi che guardano alle proprie spalle, altre terre e altre regioni…

Non c’è in Italia una ferrovia così breve e così grande.
Io amo in particolare al tratta Perugia Sansepolcro con i suoi splendidi ponti sul Tevere.
Il biglietto Perugia Ponte San Giovanni – Sansepolcro costa 3.50 euro e si compra, anche qui all’edicola della stazione.
La piccola stazione di Sansepolcro, che fa da capolinea, è tenuta bene anche se la biglietteria non è in funzione. Infatti, per acquistare il biglietto è bene rivolgersi al bar attiguo ai binari.
La stazione di Sansepolcro è praticamente in centro, e lambisce le mura della città. A meno di 400 metri dalla stazione, sempre costeggiando le mura cittadine, c’è Porta Fiorentina, uno degli ingressi al centro storico.
Proprio fuori Porta Fiorentina, c’è una piccola piazza dove transitano tutte le linee delle varie autolinee locali e interregionali. Questo spiazzo, con annesso bar, viene chiamato l’Autostazione… non so, forse perché il bar si chiama Nuova Autostazione e vende i biglietti per tutti gli autobus che vi transitano.
Sansepolcro è ben servita dagli autobus della Sita.
Molto piacevole è la corsa ArezzoSansepolcro
che il comodo bus della Sita copre in poco meno di 60 minuti. Il capolinea della Sita ad Arezzo è il piazzale fuori della stazione ferroviaria.
Comunque, da Sansepolcro, se uno volesse scendere verso la costa Adriatica, potrebbe comodamente raggiungere Cesena transitando per Pieve Santo Stefano (collegato a Sansepolcro col bus delle autolinee Baschetti). A Pieve Santo Stefano, arrivano i bus dell’ATR di Cesena che con un cambio a San Piero in Bagno, vi lasciano, belli freschi alla stazione ferroviaria di Cesena dopo aver attraversato l’Appennino.
Ma per raccontarvi nei dettagli alcuni vagabondaggi appenninici, ci sarà tempo un’altra volta.

Per ora non mi resta che augurarvi buon viaggio.
Paolo Merlini (esperto di vie traverse)
merlini.paolo@gmail.com

http://www.decrescitafelice.it

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