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Dalla Svizzera all’India, passando per Berlino: “L’ultimo Tango” alla conquista del mondo

spaghetti noirDa Berlino a Jehlum, in India. Da Giacarta alla Svizzera. Quel che si suol dire un successo planetario. “L’ultimo Tango”, il noir di Giuseppe Iacono ambientato sull’isola d’Ischia e realizzato grazie a un’operazione di crowdfunding, con l’aiuto concreto del popolo della rete, ha conquistato davvero tutti. Ammirati dalle peripezie di Alberto Tango, il protagonista, e della sua improbabile spalla, Corrado, l’aiuto investigatore impacciato, spettatori di più nazionalità e giurie poliglotte hanno applaudito al lungometraggio “made in Ischia”.
In Svizzera, all’Indie Film Festival, il voto popolare ha incoronato “L’ultimo Tango” come migliore lungometraggio in concorso, scelto dal popolo del web attraverso una piattaforma online. In India, la pellicola è stata selezionata tra i migliori 25 film provenienti da tutto il mondo: l’emozione della proiezione allo Jehlum Short e Long Film Festival, traguardo senza precedenti per iniziative cinematografiche di marca isolana, racconta lo spessore di una fatica la cui trama avvincente, che si sviluppa tra le pieghe di un’Ischia in inedita (e talvolta poco riconoscibile) versione noir, è un passepartout per sensibilità e idiomi differenti.
E ancora: Berlino, capitale del cinema europeo. All’European Film Festival, proiettato nello storico Babylon Kino, “L’Ultimo Tango” ha attirato molte persone, tra cui anche molti emigranti in Germania. Ma sono soprattutto i tedeschi ad aver applaudito i dialoghi serrati e le scene più crudamente realistiche. Morale della favola? Il film si è aggiudicato il primo premio nella sua categoria al Festival.
Prima di partire alla volta di Giacarta, in Indonesia, per un fortunato viaggio intercontinentale che è valso una menzione – l’Award of Excellence – nell’International Film Festival Spirituality-Religion-Visionary, kermesse legata alle giornate dei diritti umani e della tolleranza. La pellicola, ricca di un’originale spiritualità, non poteva non entrare di diritto nella rosa dei film più amati in un Festival che si concentra soprattutto sul mondo religioso e spirituale.

E non poteva mancare la Grecia: il regista e protagonista, Giuseppe Iacono, volerà a breve a Salonicco, dove “L’ultimo Tango” è stato selezionato al Film Market come “interessante produzione dal bacino mediterraneo”, e sarà così  proiettato anche nella culla della civiltà occidentale, ampliando il già consistente tour in giro per il mondo.
Un tourbillon di emozioni e riconoscimenti che ha forse spiazzato Iacono: «Mi aspettavo qualcosa – commenta – anche se nella vita non si dovrebbero mai avere particolari aspettative. Certo, Tango doveva pur portare a qualcosa: d’altronde, c’è troppo sangue in quel film». Un film le cui sequenze di montaggio alternato rimandano ai capolavori diAlfred Hitchcock, celando la location da cartolina che le ha ospitate: l’isola d’Ischia si camuffa e però risplende, svelando agli spettatori le sue facce più nascoste e confermandosi una location versatile e complice, anche grazie al lavoro enorme ed impeccabile dello staff che ha lavorato alle scene: dal direttore della fotografia Yann Ippolito e lo scenografo Jean Manuel Martinez al montatore Claudio Cappello. Un lavoro durato oltre due anni che ha portato risultati maiuscoli. Motivo d’orgoglio e soddisfazione anche per l’eterogeneo cast, del quale hanno fatto parte molti attori ischitani (da Giuseppe Iacono a Pietro Di Meglio, da Aurora Cecchi a Milena Cassano, da Aaron Insenga a Leonardo Bilardi e tantissimi altri).
Per tacere, naturalmente, della partecipazione straordinaria di alcune pietre miliari dello spettacolo italiano e internazionale: da Renato Scarpa a Mario Porfito, da Cloris Brosca a Franco Javarone e Massi Furlan, dalla stella tutta ischitana Lucianna De Falco e il vecchio leone del teatro partenopeo Renato Fattore a Valentina Maragnani. Con le musiche originali di Valerio Virzo e Pierpaolo Borgia, ispirate alle colonne sonore dei film “poliziotteschi” anni ’70, il quadro è completo. E le sue tinte – a quanto pare – hanno conquistato il mondo.

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