Procida. La bolgia dell'AMP Regno di Nettuno

20110509-083848.jpgChe l’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” fosse uno degli ennesimi esempi della “sciarmata” burocrazia pubblica, con un carrozzone, come il consorzio di gestione costituito tra i sette comuni dell’isola di Ischia e Procida, costituito da una ben assortita armata brancaleone, non è una novità. Rotto il precedente equilibrio della presidenza D’Ambrosio e del direttore Strada (buono o cattivo che sia stato) sono circa dieci mesi che “il capitone” non si acchiappa né per la testa né per la coda.

Dopo l’ultima vicenda, poi, raccontata dalle pagine de “Il Mattino” attraverso la penna di due illustri giornalisti come Massimo Zivelli e Domenico Ambrosino, oltre alla confusione politica siamo entrati anche in piena bagarre “tecnica”. Tanto per dirne una, mentre Ambrosino scrive: “L’assemblea dei sindaci dei comuni delle due isole ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione della riserva marina in cui non figurano rappresentanti di Procida.”, Zivelli colloca l’accaduto: “nel corso della tempestosa riunione del consiglio di amministrazione del Regno di Nettuno che ha evidenziato la forte spaccatura esistente fra Procida ed I sei comuni dell’isola d’ischia.”
Detto questo, ovvero se il fatto è accaduto in Assemblea dei Soci o in CdA, che in termini giuridici non è una cosa irrilevante, sarebbe stato interessante conoscere se l’argomento (rinnovo cariche del consorzio) era all’ordine del giorno dell’Assemblea o del CdA che dir si voglia.
L’isola di Procida, al momento della convocazione e seduta dell’Assemblea e/o del CdA esprimeva la presidenze del CdA nella persona del dott. Giuseppe Trotta, alla fine esce, non solo perde la presidenza, ma anche un proprio rappresentate nel nuovo CdA.

Ebbene: il Presidente Trotta è stato sfiduciato, e quindi sostituito, oppure, in quella sede, si è dimesso, e quindi si è provveduto ad una nuova nomina?

Ovviamente, tanti altri rimangono gli interrogativi aperti, uno fra tutti le frequenti aperture e chiusure dei termini per la nomina del nuovo direttore dell’AMP, tre o quattro le procedure azzerate e poi riavviate. Ma quanto ci vuole per fare un bando?

Ed ancora: con le autorizzazioni scadute lo scorso 30 aprile cosa accade?

Lo sportello che aveva aperto il Comune di Procida, primo ed unico nell’AMP, rimane aperto oppure, visto la “crisi diplomatica” in atto viene azzerato?

E poi, il Comune di Procida, esce dal Comitato di Gestione oppure ricorrerà alla Magistratura per aver riconosciuto i propri diritti?

In questa storia, se proprio una certezza c’è, è la confusione e a perderci sono sempre i cittadini e la tutela dell’ambiente usato come grimaldello per le lotte intestine per affermare inutili posizioni di potere !

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