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Carfagna promette ferma-ruspe, Domenico Savio attacca

“Non siamo così folli da pensare di avere il minimo interesse ad abbattere anche soltanto un balcone di questi edifici. Quindi lasciateci lavorare, abbiate fiducia in noi, l’unica speranza è quella di arrivare al governo regionale e poi il governo regionale si assumerà la responsabilità di non demolire un pilastro soltanto di questi edifici”. Queste frasi sono state pronunciate dall’allora Ministro Mara Carfagna a Sant’Antonio Abate nel corso delle elezioni regionali del 2010 dove risultava la capolista della lista del centrodestra di Silvio Berlusconi. Frasi rivelatesi poi solo promesse elettorali interessate e disattese, visto che dopo l’elezione di Stefano Caldoro a Presidente della regione Campania sono state abbattute tantissime case di necessità. In quei giorni, mentre la maggior parte dei dirigenti campani anti-ruspe e dei loro seguaci della Terraferma abboccarono all’amo della rivelatasi falsa promessa elettorale, l’unico ad attaccare Mara Carfagna e i galoppini del centrodestra fu Domenico Savio, promotore a livello nazionale della battaglia contro le demolizioni delle abitazioni di necessità. Ebbene, a tre anni di distanza dalle elezioni regionali del 2010 e a tre settimane dalle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 Mara Carfagna, capolista alla Camera in Campania per il PDL, è ritornata alla carica proponendo la riapertura del condono in Campania dimenticando, però, che nell’aprile del 2010 dopo l’approvazione di un inutile decreto legge ferma-ruspe del governo, bocciato poi dal Parlamento, aveva dichiarato che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbero legiferato in materia. Sulla nuova promessa elettorale della Carfagna è intervenuto duramente Domenico Savio, capolista al Senato per il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista che ha dichiarato: “E’ vergognoso che il centrodestra in occasione di campagne elettorali continui a illudere i cittadini con promesse che poi non mantiene ed è moralmente e umanamente intollerabile la strumentalizzazione elettorale di un dramma sociale, che è di proporzioni immani e che investe tante povere famiglie lavoratrici della nostra Campania. L’ex ministro Mara Carfagna, deputati e senatori del centrodestra e lo stesso Silvio Berlusconi per raccogliere voti hanno promesso la soluzione del problema, ma poi, quando avevano la possibilità di governo e parlamentare non l’hanno fatto per difendere altri interessi calpestando, così e senza vergogna, le promesse fatte e abbandonando al loro tragico destino tante povere famiglie lavoratrici, a cui è stata abbattuta, dallo Stato repressivo e antipopolare, l’unica casa posseduta finendo sulla strada. La strumentalizzazione elettorale di questo dramma, che tragicamente continua ancora oggi con le promesse illusorie di presidenti di comitati antiruspe candidati nelle liste berlusconiane e dei loro sostenitori e complici, ha dato al centrosinistra — anch’esso vergognosamente responsabile della tragedia che sta inesorabilmente colpendo le sventurate famiglie, che erano state costrette dallo Stato inadempiente a costruirsi abusivamente un tetto per coprirsi la testa — di bollare ogni iniziativa parlamentare del centrodestra come cambiale elettorale da pagare per le promesse elettorali e i voti ricevuti. Basta strumentalizzazioni elettorali sulla pelle della povera gente e basta servirsene ignobilmente per fini politici e di conquista del potere. Gli aderenti ai comitati per il diritto alla casa se vogliono difendere concretamente la propria casa devono avere il coraggio e la determinazione di abbandonare al loro destino gli illusionisti candidati e non del centrodestra che hanno dimostrato di ‘promettere certo e venir meno sicuro’ e che hanno arrecato un danno enorme alla possibilità di salvezza della casa delle famiglie lavoratrici. Noi nella sincera e disinteressata battaglia a difesa dell’abusivismo di necessità abbiamo sempre sostenuto, e sosteniamo, che il movimento di lotta per il diritto alla casa deve essere politicamente autonomo rispetto ai partiti parlamentari del centrodestra e centrosinistra e questo per coinvolgerli allo stesso modo nella soluzione legislativa del problema. Su questo fronte di chiarezza, di onestà intellettuale e di rispetto verso chi vive la tragedia dell’abbattimento dell’unica casa posseduta noi continueremo la nostra battaglia sino alla vittoria finale, perché a nessuno eletto in parlamento è consentito continuare a infierire contro il diritto costituzionale alla casa delle popolazioni campane. Se eletti in parlamento il nostro impegno in questa battaglia di umanità e di civiltà sarà ancora più pregnante e coinvolgente”.

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