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Protesta a Ischia per il diritto dell’utenza a ricevere la corrispondenza postale

di Gennaro Savio

ISCHIA – Si è tenuto ieri, all’esterno dell’Ufficio Postale di via Alfredo de Luca a Ischia, l’annunciato presidio di protesta organizzato dal Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista contro la vergogna sociale della corrispondenza postale che da tempo non viene recapitata molte zone dell’isola d’Ischia. Per ore i Dirigenti del PCIM-L hanno gridato forte il proprio disappunto circa un disservizio che sta penalizzando oltremodo l’utenza raccogliendo, anche, le testimonianze di alcuni cittadini di Ischia e di Lacco Ameno a cui la posta non viene recapitata da mesi. Come un cittadino di via I Traversa Morgioni nel Comune di Ischia che ci ha dichiarato: “Sono due tre mesi che non mi viene recapitata la posta. Anzi, io non ha avuto neanche la notifica di alcuni atti giudiziari. E ho dovuto subire le conseguenze successivamente da parte di chi le aveva mandati questi atti giudiziari che praticamente non mi sono stati notificati”. In via Pennella a Lacco Ameno ci sono famiglie che non ricevono la posta da mesi come ci ha riferito una residente. “In via Pennella non riceviamo la posta da tre mesi e anche un’altra zona di Lacco Ameno, via San Rocco. Ci siamo scocciati. Abbiamo anziani e disabili in famiglia. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo andarla a ritirare noi nell’Ufficio Postale di via Alfredo De Luca? Se ci aprite le porte veniamo a prendercela noi”.

All’importante presidio di protesta era presente anche Domenico Savio, Segretario generale del PCIM-L il quale nel suo appassionato ed applaudito intervento oltre a denunciare in merito le gravi responsabilità politiche dei partiti di centro, centrodestra e centrosinistra e dei loro rappresentanti a tutti i livelli istituzionali che nel passato hanno avviato il processo di privatizzazione di Poste Italiane, ha chiaramente detto che per mettere definitivamente fine alle ingiustizie sociali che la popolazione italiana è costretta a patire nell’infame sistema economico e sociale capitalistico dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, c’è bisogno di costruire un sistema sociale, quello socialista, in cui tutti i diritti costituzionali siano garantiti.  “Oggi – ha tra l’altro affermato Domenico Savio – la situazione è drammatica. Infatti, stando a tutte le notizie raccolte dalla stampa, rilevate sui social network e ascoltate direttamente dai cittadini, ci troviamo dinanzi ad un autentico attentato di Poste Italiane al diritto costituzionale degli isolani di ricevere in tempo utile la propria corrispondenza. Questa è una vergogna politica, istituzionale e sociale non più tollerabile. Noi, alla luce delle testimonianze raccolte e della gravità della situazione che si è creata, riteniamo che le Forze dell’Ordine, Polizia e Carabinieri, dovrebbero verificare se nell’ufficio postale di Ischia Porto, da dove dipende la distribuzione della corrispondenza in tutta l’isola, vi è giacenza arretrata di posta da distribuire e in che quantità e se emergessero inadempienze di Poste Italiane nella distribuzione in tempo utile della corrispondenza i responsabili dovrebbero essere denunciati, processati, condannati e arrestati se colpevoli. Noi cittadini non possiamo più consentire a Poste Italiane la tragica situazione che si è creata, anche perché non pagare in tempo le bollette delle utenze domestiche può comportare  la sospensione dei servizi, a partire dall’energia elettrica. Inoltre – ha concluso Savio -, è deprecabile un mancato intervento risolutore del grave problema da parte dei sindaci e delle amministrazioni comunali locali di centrodestra e centrosinistra nei confronti del Prefetto di Napoli, del ministro competente e del governo”. La cosa incredibile è che ai manifestanti è stato persino negato di avere un incontro con un rappresentante di Poste Italiane addetto allo smistamento della posta per capire bene quali sono i motivi all’origine dei disservizi, quanta e dove è conservata la posta in giacenza e, soprattutto, entro quanto sarà risolta questa autentica vergogna sociale. Così come ci era stato riferito di fare da un dipendente dell’Ufficio, al piano interrato abbiamo provato a citofonare al reparto smistamento ma per oltre venti minuti non ci ha risposto nessuno. Nemmeno per dirci che non saremmo stati ricevuti. E solo grazie alla disponibilità degli uomini della Polizia di Stato presenti sul posto per garantire l’ordine pubblico, dopo parecchio tempo di attesa al freddo e sotto la pioggia, i manifestanti sono venuti a conoscenza del fatto che nessun rappresentante locale di Poste Italiane li avrebbe ricevuti perché non autorizzati dalla direzione dell’azienda. A questo punto Domenico Savio oltre a criticare con forza il mancato ricevimento da parte di Poste Italiane di una delegazione di cittadini, ha annunciato che nelle prossime ore il PCIM-L presenterà una denuncia al Procuratore Generale della Repubblica affinché si indaghi sul perché da tempo molti isolani non ricevono più la posta e se ne individuino le responsabilità.

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