Nei giorni scorsi, e fortunatamente per un lieto evento, mi è capitato di dover trascorrere, seduto sulle poltrone di vimini presenti nella hall d’ingresso, la notte presso l’ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno. Dopo alcune ore di attesa e in piena notte, sperando di poter bere un goccio d’acqua e constatato che il bar interno era chiuso, mi sono messo alla ricerca dei famosi distributori automatici di bevande e alimenti senza, però, trovarne traccia. A questo punto ho chiesto a un operatore sanitario se in giro per l’ospedale ce ne fossero. La sua risposta è stata laconica: “Non ce ne sono. Due anni fa furono installati ma poco dopo sono stati rimossi”. A questo punto quello che ci chiediamo stupiti è questo: se è vero che negli anni addietro sono stati installati, perché poi sono stati rimossi? Quali novità sono subentrate? Perché e chi avrebbe deciso di farli rimuovere?
A queste domande speriamo di avere e presto risposte ufficiali dalla Direzione Sanitaria del “Rizzoli” a cui chiediamo di attivarsi da subito affinché tutti i reparti dell’ospedale, Pronto Soccorso compreso, siano immediatamente dotati di quei distributori automatici di bevande ed alimenti presenti in tutti gli ospedali d’Italia e coi quali poter soddisfare, soprattutto nelle lunghe ore di chiusura del bar interno – bar che generalmente resta chiuso dalle ore 21.00 sino alle ore 8.00 del mattino successivo e persino in alcune ore del primo pomeriggio-, le esigenze di operatori sanitari, pazienti e di amici e parenti di questi ultimi che si recano quotidianamente in ospedale per fargli visita o trascorrervi la notte accanto nei casi più gravi. Rispetto alle innumerevoli e dure battaglie politiche e sociali che negli anni abbiamo portato avanti e che continuiamo a fare col Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista e con PCIML-TV per chiedere e ottenere il miglioramento dell’unico ospedale pubblico dell’isola d’Ischia che in passato ha rischiato persino la chiusura, quella di chiedere l’installazione di distributori automatici di bevande e alimenti potrebbe sembrare qualcosa di molto secondario e invece no. Anche questa è una battaglia di civiltà sociale che porteremo avanti sino in fondo perché è davvero vergognoso e intollerabile che nel nosocomio ischitano manchi un elementare servizio presente in tutti gli ospedali d’Italia, un servizio negato che quotidianamente registra le silenziose lamentele e critiche in modo particolare dei pazienti ricoverati residenti e turisti e di tutti coloro che, recandosi in ospedale soprattutto nelle ore di chiusura del bar, si vedono negato pure il diritto a poter acquistare una bottiglietta d’acqua così come capitatomi personalmente. A proposito, Franco Regine, rappresentante dei Sindaci dell’isola d’Ischia in seno all’ASL Napoli 2, sarà almeno in grado di fare eliminare quest’assurda mancanza?
* Direttore di PCIML-TV
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