Home > Bassolino: «Il partito del sì ha sconfitto i capipopolo». Ora neanche il sindaco Alemanno ha tempo per protestare

Bassolino: «Il partito del sì ha sconfitto i capipopolo». Ora neanche il sindaco Alemanno ha tempo per protestare

Riportiamo l’intervista a Bassolino apparsa sul Corriere del Mezzogiorno del 17 luglio, intervista che mostra una pericolosa ambiguità sul tema CDR, tra le affermaizoni di Ganapini e quelle di Bassolino.

NAPOLI – Silvio Berlusconi sarà domani a Napoli per il secondo consiglio dei ministri convocato, dopo poco meno di due mesi, presso la prefettura del capoluogo partenopeo. E anticipa che «l’emergenza rifiuti è risolta». Ovvero, che a fronte delle cinquantamila tonnellate che invadevano le strade della Campania lo scorso mese di maggio, oggi la situazione e la prospettiva appaiono certamente più confortanti.
Il governatore Antonio Bassolino sorride compiaciuto: «Sono stati compiuti grandi passi in avanti – commenta – grazie al fatto che è cambiato il clima politico. Vede, la linea di condotta da seguire per uscire dall’emergenza rifiuti non è mai cambiata negli anni ed è quella che ho sempre seguito: discariche tecnicamente attrezzate, raccolta differenziata e termovalorizzatori. I rifiuti non hanno colore politico: non sono né di destra, né di sinistra. Certo, poi constatiamo l’indebolimento del cosiddetto partito del “no” in parlamento e nella società. E il fatto che le istituzioni sono governate da schieramenti differenti ma dialoganti fra loro, rispetto al passato, quando, invece, tutte le istituzioni erano governate da un unico fronte politico. Il nuovo scenario ha indotto e induce ad una più forte corresponsabilità non solo tra le stesse istituzioni, ma anche tra i rappresen-tanti del territorio».
Vuole dire che è meglio interloquire con il Governo avversario che con quello amico?
«Attenzione. È ovvio che io mi auguro che il centrosinistra governi quanto più possibile e dovunque. Sarebbe stato, anzi, preferibile risolvere il problema quando le istituzioni erano rappresentate da un unico schieramento politico. Ma è evidente che al di là dei desideri politici, oggi ci ritroviamo con diversi capipopolo di destra e di sinistra che sono: o meno occupati di prima, in quanto fuori dal parlamento; oppure molto più occupati a sostenere il Governo amico; o, ancora, impegnati in altri ruoli. Ricordo che Alemanno partecipava ai cortei contro il termovalorizzatore di Acerra, mentre ora è giustamente preso dal suo ruolo di sindaco di Roma».
Berlusconi, tuttavia, esulta per la vittoria. Ma è davvero finita l’emergenza rifiuti in Campania?
«I passi in avanti sono stati fatti, non c’è dubbio. E questo va nell’interesse di tutti: di Napoli, della Campania e del Paese. Ma la strada davanti a noi, quella ancora da percorrere, resta ancora molto impegnativa. Occorre rafforzare in ogni modo la sinergia tra le istituzioni governative e territoriali affinché si scongiuri il rischio di ripiombare in una nuova fase di crisi acuta».
Lei esorta alla collaborazione. Eppure le Province sono sul piede di guerra perché rifiutano di subentrare nella proprietà degli impianti ex Cdr e di accollarsi il peso del personale.
«L’assessore Ganapini è in questo momento in riunione al ministero dell’Ambiente. La collaborazione con il sottosegretario Bertolaso è intensa, cosi com’è intensa con le amministrazioni provinciali. La chiave di volta di queste settimane e di quelle che verranno sarà, ripeto, la collaborazione tra le istituzioni. Collaborazione che è al tempo stesso obbligata, doverosa e giusta. Quando ho incontrato per la prima volta Berlusconi a Palazzo Chigi, dopo la sua vittoria elettorale, la necessità della collaborazione si è imposta da subito nei nostri colloqui. Anche qui a Napoli, con le riunioni in prefettura: da una parte il Governo di centrodestra e dall’altra le amministrazioni locali tutte governate dal centrosinistra. Ma insieme uniti ad ogni livello dall’interesse reciproco di compiere gli sforzi necessa-ri per risolvere l’emergenza».
Lei dialoga con Berlusconi in una fase politica che vede, invece, il Partito democratico, a livello nazionale, ritirarsi da ogni occasione di collaborazione.
«Il rapporto politico tra maggioranza e opposizione varia: ci sono momenti di condivisione e di frizione, se non addirittura di aspra contrapposizione. Diversamente è il rapporto tra le istituzioni – e questa è una mia idea che porto coerentemente avanti dal dicembre del 1993 – che deve tendere, secondo me, sempre alla massima collaborazione».
Il partito del “no”, benché non rappresentato in parlamento, e le rivolte popolari continuano ad affermare la propria presenza. Non le viene da chiedersi: il risultato di oggi poteva essere ottenuto con molti anni di anticipo?
«Beh! Ora non diciamo che in passato non è stato fatto nulla: durante il mio periodo di impegno commissariale abbiamo aperto i sette Cdr che Ganapini, oggi, considera degli autentici gioielli. Insomma, abbiamo avuto sempre le idee chiare su come procedere. Il problema, per anni, è stato quello di poter rendere praticabili le decisioni assunte. Ora, rispetto al passato, ci sono alcune novità normative che ritengo giuste: il presidio delle discariche, la supeprocura sui reati ambientali. Tutte scelte che rendono finalmente praticabili le decisioni per uscire in modo compiuto dall’emergenza rifiuti. Anche in parlamento si è registrato un notevole concorso di forze per il raggiungimento di questo obiettivo».
C’è chi ritiene che il decreto, di recente convertito in legge, contenga tracce di autoritarismo a danno della condivisione democratica.
«Tutt’altro, penso sia giusto che lo Stato faccia rispettare le decisioni prese e si muova per evitare che ci si possa fare del male e fare del male anche agli altri, poiché è evidente che una crisi ambientale come quella dei rifiuti finisce per arrecare un danno complessivo al Paese».
C’è qualche regione del Nord che è tornata ad opporsi alla possibilità di accogliere un po’ di rifiuti campani.
«Sì, ma il clima cambia. I rifiuti vanno anche in altre regioni dove nei mesi scorsi era stata pronunciata in modo deciso e ripetuto la contrarietà ad accogliere la spazzatura campana. Comprendo che nella dialettica politica vi sia chi polemizza, come accade in certe regioni guidate dal centrodqstra. Io, personalmente, ho sempre apprezzato il governatore sardo Soru che ha offerto la propria disponibilità sia prima, ai tempi del Governo di centrosinistra, che ora. Vede, è importante che si siano aperte le discariche di Savignano Irpino e di Sant’Arcangelo Trimonte. Come sarà importantissimo aprire il sito di Chiaiano. Tutto questo rende ogni area della regione visibilmente corresponsabile nello sforzo di favorire la soluzione del problema rifiuti e renderà, probabilmente, anche l’orecchio lombardo più attento al richiamo lanciato dalla necessità campana».
La scelta sbagliata di indicare Agnano come sito per il termovalorizzatore di Napoli ha fatto perdere del tempo utile.
«Si è persa qualche settimana. Ma vi sono le condizioni per recuperare ed è importantissimo che Napoli si assuma la sua responsabilità dinanzi all’intero Paese grazie alla collaborazione tra il sindaco Iervolino e il sottosegretario Bertolaso».
C’è chi si è indignato contro l’invio degli alpini per insegnare la differenziata ai napoletani.
«Questa è una terra generosa che sa far conoscere il meglio di sé proprio nelle difficoltà. Abbiamo risorse e competenze straordinarie come l’associazionismo, il volontariato e le università. Poi, assieme a tutto questo, ben venga anche la collaborazione di altri».
Quando finirà veramente l’emergenza rifiuti in Campania lei ha promesso che traccerà il suo bilancio politico e trarrà le dovute conseguenze.
«Le vicende di queste settimane confermano la giustezza delle scelte che ho fatto: di restare al mio posto per dovere nei confronti dei concittadini. Dopo un anno di intenso lavoro discuterò in consiglio regionale e verificheremo assieme quale valutazione trarre. L’ho detto e porto avanti questa mia opinione, ben sapendo che lo sforzo di queste settimane e di quelle che verranno è stato ed è importante per uscire dall’emergenza. E sarà oltremodo importante rafforzarlo perevitare il rischio di una nuova crisi acuta in materia di rifiuti. L’emergenza sarà risolta quando avremo una capacità di discariche di gran lunga superiore alla quantità di rifiuti prodotta ogni giorno. Per costruire i termovalorizzatori occorrerà, inoltre, il tempo giusto: un tempo che non si calcola in mesi. È fondamentale apprezzare i passi compiuti sin qui; ma al tempo stesso è indispensabile non abbassare la guardia ed essere responsabilmente consapevoli del lungo cammino che resta ancora da percorrere».

17 luglio 2008 – Angelo Agrippa

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Note:
Osservazioni di PeaceLink Campania:
I “gioielli” di cui parla Bassolino, citando Ganapini, violano il progetto presentato in gara:(si legga “Ecoballe” di Rabitti): hanno i due vagli con fori di dimensioni errate; mancano i rompibuste sostituiti da sminuzzatori di materiale; infine il separatore balistico (oggi inutile) sostituisce quello ad aria per il rifiuto leggero.
Dunque così come sono restano inservibili, ovvero servono a creare le false ecoballe.
Diverso è il discorso della loro reingegnerizzazione (5 milioni di euro) che consentirebbe di trasformarli in veri impianti TMB (Trattamento Meccanico Biologico), che risolverebbero in tempi brevissimi l’emergenza campana, senza la necessità di ricorrere agli inceneritori, evitando oltretutto l’affannosa quanto nociva ricerca di buchi, come Sant’Arcangelo, Savignano e Chiaiano, in cui sversare il rifiuto tal quale.

http://campania.peacelink.net/rifiuti/articles/art_1571.html

Potrebbe interessarti

Pubblicato nella radio del Procidano il Consiglio Comunale del 30 aprile 2014

In questo Consiglio: Esame ed approvazione del rendiconto finanziario 2013; Modifiche ed integrazioni Regolamento Consiglio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *