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Procida: Natale “tra freddo e fame”!

Mancano oramai pochi giorni alla conclusione di un anno che, per uno o l’altro verso, risulterà assai difficile da dimenticare. Sarà perché bisesto, sarà per la terribile crisi connessa all’emergenza rifiuti in Campania, sarà per l’economia mondiale che ha visto il tracollo di banche ed aziende sulle quali tutti avrebbero scommesso (ed in molti, purtroppo, ci hanno rimesso anche le scarpe), sarà perché l’Italia già viaggiava in acqua piuttosto stagnanti con stipendi che non riuscivano (riescono) a reggere il potere d’acquisto ed un commercio stretto nella tenaglia di maggiori costi e minor entrate ma, questo 2008, resterà per molti tra quelli peggiori dell’era moderna.
Inutile, pertanto, far finta di niente e cercare di nascondere le problematiche che ci sono e con cui anche la piccola isola di Procida deve fare i conti. Certo, c’è ancora una grossa fetta di marittimi che possono contare su mensili ed accessori di tutto rispetto, ci sono stipendiati a posto fisso che, se vogliamo, “piangono con un occhio solo”, possiamo contare su di un diffuso senso del risparmio e della casa di proprietà cosa che esime molti dal pagare affitto o la rata del mutuo, detto questo, però, va sottolineato come, anche a Procida, i contraccolpi si sono fatti sentire ed in particolare le attività dell’indotto turistico, compreso quelle che trattano prodotti di prima necessità, hanno avuto una bella “mazzata”. Ovvio che non tutto parte e si concretizza in questo 2008. Sono anni ad esempio, dati alla mano, che si assiste ad una graduale e costante erosione di presenze complessive sia per quanto riguarda gli stagionali che i pendolari ciò nonostante si è avuta una crescita emozionale di ristoranti e bar, che poi, neanche a dirlo, sono tra le attività più colpite. Un dato reale arriva, comunque, dal “Bollettino di Statistica 2008”, realizzato annualmente dalla Camera di Commercio di Napoli e relativo agli andamenti del 2007, dove si rileva che sull’isola di Procida sono registrate 573 imprese, di queste 528 sono attive, con 39 nuove iscrizioni e 51 cessazioni, con un rapporto ben al di sotto di quello relativo alla stessa provincia(+ 0,8).
Che poi il 2008 sia stato generalmente difficile per tutti lo si tocca con mano parlando con le persone fuori o dentro i negozi, tutti attenti ad acquistare il necessario limitando al massimo sprechi o “sfizi” così come lo si riscontra dalle dichiarazioni preoccupate dei rappresentanti di associazioni di categoria. Per il presidente della CONFESERCENTI Procida, dott. Pierluigi Taliercio, si è trattato di un anno nero con la perdita di 131 mila imprese, 51 mila delle quali nel commercio e turismo. Giusta, quindi, l’attenzione manifestata dal Governo per i redditi più bassi e per facilitare l’attività delle imprese, ma serve una coraggiosa terapia d’urto sia a livello nazionale – a partire dalla detassazione parziale delle tredicesime e dalla moratoria degli studi di settore – così come a livello locale è indispensabile la riduzione degli sprechi che inevitabilmente si riversano sulle famiglie e sulle imprese (vedi le bollette dell’acqua, della spazzatura, ecc.).
Altre proposte vengono dal CODACONS che torna a ribadire la richiesta di incontro urgente con Berlusconi e i ministri economici al fine di studiare provvedimenti urgenti per far riprendere i consumi in occasione delle festività, in testa i saldi anticipati al 15 dicembre.

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