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Dino Ambrosino: L’accordo Muro Capezzuto, il ripetersi di un triste teatrino

dino ambrosino intervistaLa domenica politica appena passata ci ha offerto due eventi sui quali vale la pena proporre una riflessione: le Primarie per la scelta candidato Presidente della Regione Campania e l’accordo siglato tra Luigi Muro e Vincenzo Capezzuto. Su questi aspetti abbiamo chiesto al candidato de “La Procida che Vorrei” ed esponente di spicco del locale circolo del Partito Democratico, Dino Ambrosino, si fornirci una sua lettura. «Il dato più rilevante in merito alle Primarie procidane – dice Ambrosino – è stato il massiccio sostegno alla candidatura di Andrea Cozzolino da parte del gruppo politico “Adesso! Procida” che è parso impegnato a giocarsi la partita della sopravvivenza. Tale sostegno non ha però sortito gli esiti annunciati e sperati, considerata la sconfitta in terraferma patita dall’eurodeputato. La compagine guidata da Paola Capodanno (cui fanno capo tre consiglieri comunali uscenti) ha profuso il massimo delle energie nel portare cittadini a votare, tanti dei quali, per loro stessa ammissione, intervenuti unicamente  per mostrare disponibilità nei confronti di chi ne aveva chiesto il voto.

Effettivamente questo fenomeno – sottolinea Dino Ambrosino – estremamente diffuso come mostrano anche i dati di terraferma, è un’anomalia da correggere, perché non c’è alcun argine rispetto all’intervento di elettori che poi in ogni caso non sosterranno il comune progetto alle elezioni istituzionali. Elettori, notoriamente legati ad esperienze politiche molto lontane da quelle del centro-sinistra, anche inteso nell’accezione più “moderna”, talvolta inconsapevoli  del significato di partecipazione ad una consultazione come quella delle primarie,  ne possono stravolgere gli esiti.  Tale deriva, denunciata da più parti in anticipo insieme all’inadeguatezza del gruppo dirigente regionale a gestire tutta la fase della campagna elettorale, era stata il motivo per cui tanti di noi non avevano dato indicazioni ufficiali di voto.

Difficile chiedere consensi agli elettori di centro-sinistra quando ci si muove in un contesto di disorganizzazione in cui prevalgono le guerre tra bande; ancor più difficile ottenerlo quando i messaggi, le idee, i progetti e le proposte cedono il passo al clamore suscitato dalle dichiarazioni di questo o quel candidato, dalle defezioni, dai continui rinvii.

Nella nostra isola si è riscontrato un discreto sostegno anche alla candidatura di Vincenzo De Luca, circostanza che ci mette in condizione di instaurare con lui  un proficuo dialogo, laddove, come speriamo, vincerà le prossime elezioni regionali. A lui vanno gli auguri di tutto il Circolo PD di Procida. Diversamente il gruppo di “Adesso! Procida” – precisa Dino Ambrosino – che da più di un anno aveva dedicato tutte le energie al rapporto con i referenti di partito in terraferma, potrebbe  trovarsi in difficoltà: se mai ci fosse una nuova occasione di confronto non possiamo che auspicare l’intervento sulla scena politica locale di nuovi protagonisti. Per quel che riguarda l’accordo tra Muro e Capezzuto, l’unica cosa che mi sorprende è la tempistica. Non comprendo quali siano le novità  che oggi hanno spinto all’intesa e che  ieri, l’altro ieri o un mese fa non c’erano: sintomo che tali accordi non si fondano sulla ritrovata unità di visioni e/o di programmi per Procida bensì, oggi come sempre, sull’esigenza di spartire poltrone, assecondare le mire personali a discapito della tanto declamata chiarezza, invocata solo a parole dagli interessati.

Due percorsi politici annunciati come contrapposti e concorrenti, che avevano alimentato aspettative su entrambi i fronti, vengono ricondotti ad una fittizia unità che verrà puntualmente infranta dopo la prossima scadenza elettorale. Scene già viste – conclude il candidato a sindaco de “La Procida che Vorrei” –  sembra il ritorno alla casella di partenza del gioco dell’oca: è finanche noioso il ripetersi questo triste teatrino».

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