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Forestieri: La Sinistra procidana ha sempre perso per eccessiva litigiosità

tommaso forestieri federconsumatori procidaApprofittando di un periodo di apparente calma della politica isolana abbiamo incontrato Tommaso Forestieri, memoria storica della sinistra procidana, per ripercorrere alcuni aspetti (compreso qualche retroscena poco pubblico) delle tornate elettorali degli anni addietro che è bene tenere presente in vista delle elezioni comunali della prossima primavera.

«Si ricorda – ci dice Forestieri – che per ben due volte le forze democratiche e progressiste hanno sfiorato la vittoria elettorale nel 1996 (candidato Sindaco Gennaro Magliuolo – con Antonio Intartaglia vicesindaco, nel 2010 con Aniello Scotto di Santolo e Dino Ambrosino vicesindaco).

Nella fattispecie le suddette valutazioni riguardanti due amare sconfitte per una manciata di voti, per me rappresentano un valore, qualcosa che voglio far risaltare e porre al giudizio di questo nuovo raggruppamento “La Procida che vorrei” spiegando quali sono state le vere cause che poi hanno determinato la mancata vittoria per ben due volte.

Nel 1996 – continua Forestieri – prima dell’inizio della presentazione ufficiale della lista del “l’Ulivo” all’Ufficio Elettorale del Comune, a lista ormai chiusa che prevedeva la candidatura a Sindaco del dr. Gennaro Magliuolo, con prof. Pasquale Lubrano capolista – vicesindaco, stranamente, il prof. Lubrano rifiutò la sua candidatura a capolista e all’ultimo minuto dovemmo ripiegare Antonio Intartaglia capolista che poi risultò eletto con ben oltre 400 voti di preferenza. Forse sbagliammo, quella sarebbe stata la stagione di Intartaglia Sindaco. Una estenuante trattativa presso le Segreterie  Provinciali del PDS e del Partito Popolare, si concluse con l’accordo tra i due antagonisti, Magliuolo e Pasquale Lubrano, stranamente ci fu il gran  rifiuto di quest’ultimo e la non candidatura del consigliere uscente dr.  M. Giumella e dell’allora Segretario della Regione PDS Luigi Fusco. Regalammo la vittoria alla lista di Luigi Muro. Perché non dire queste cose? Quindi in quell’epoca prevalse l’aspetto litigioso delle trattative svoltesi per lo più a Napoli presso le Segreterie Provinciali PDS e del Partito Popolare Italiani, ove le decisioni sbagliate, candidatura ruppero gli equilibri della lista.

Nel 2010 – sottolinea Tommaso Forestieri – ancora una volta la sinistra, Partito Democratico locale, viene penalizzata. Si voleva già allora fare le primarie, ma gran parte della coalizione, in primo piano “Procida Insieme”, dimostrò la sua contrarietà e le primarie vennero subito accantonate. Nel frattempo nel PD locale (il gruppo politico vicino alle posizioni di Peppino Rosato) non gradisce la candidatura a Sindaco di Aniello Scotto di Santolo, in seguito alla venuta a Procida del Responsabile Provinciale dell’organizzazione negli EE.LL, che doveva sedare le liti interne, il gruppo Rosato non gradisce la conferma di Scotto di Santolo come candidato a Sindaco abbandonando la seduta e non parteciparono poi alle elezioni. Lo stesso fa il consigliere uscente dr. Michele Romano. Tutto sommato si persero le elezioni per 120 voti. Ancora una volta è da ricordare la litigiosità che regna nel centro sinistra. Ritornando alle questioni attuali – conclude Forestieri –  dal ’93, a Procida, ci troviamo in una situazione di liste civiche, con solo il PD che è  rimasto in piedi. La destra, che dapprima aveva avuto come punto di riferimento il Partito del Popolo delle Libertà, ancor prima Forza Italia, UDC ed AN, in questa fase non ha nessun partito di riferimento. Esistono solo esponenti di orientamento politico, che agiscono per conto personale nelle coalizioni di centro destra, e quindi viene avvalorata la tesi di tutti gli altri esponenti politici contrari al PD, che non sono vincolati da alcuna appartenenza dichiarata e quindi possono facilmente giostrare per le loro convenienze politiche, cambiare dalla sera alla mattina casacca politica vedi, ad esempio, i continui cambiamenti che ha fatto l’ex vicesindaco Elio De Candia».

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