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L’avvocato Bruno Molinaro: “Il nuovo ordine di demolizione della casetta di Elisabeth è macroscopicamente illegittimo”

bruno molinarodi Gennaro Savio

Dopo l’incontro pubblico tenutosi nella Sala consiliare del Comune di Procida tra Domenico Savio, rappresentanza del “Movimento di Lotta per la Dignità della Vita”, e il Sindaco Dino Ambrosino, quest’ultimo lasciò intendere chiaramente che per la minuscola casetta di Elisabeth ormai  non c’era più nulla da fare e che sarebbe stata abbattuta se sul fronte legale non  fossero intervenute novità significative.   Novità che invece fortunatamente ci sono grazie al legale ischitano che più di una volta ha salvato il “tugurio” di via Morea dalla brutalità delle ruspe di Stato. Si tratta dell’Avvocato Bruno Molinaro il quale, ad inizio settimana, ha presentato un corposo e dettagliato incidente di esecuzione con il quale, di fatto, deve essere sospesa la demolizione delle quattro  mura di Elisabeth, donna vedova, povera e disoccupata.  “Il provvedimento in questione è macroscopicamente illegittimo – si legge tra l’altro nell’incidente di esecuzione presentato da Molinaro – in quanto, in disparte ogni altra questione di merito, risulta documentalmente dimostrato che, in relazione al predetto immobile, il dirigente dell’ U.T. di codesto Comune ha già emesso  tra gli anni 1996 e 1998 ben tre ordinanze di demolizione, tutte rimaste inottemperate nel termine di novanta giorni assegnato per la spontanea esecuzione”. A fronte di tale inottemperanza, secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, deve ritenersi materializzata l’acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale. Acquisizione che una volta perfezionata può comportare o l’esecuzione della demolizione disposta dal dirigente dell’Ufficio Tecnico o la conservazione dell’immobile nel patrimonio comunale che, nel rispetto delle norme vigenti in materia di housing sociale di edilizia pubblica riguardanti i criteri di assegnazione degli alloggi, riconosce  precedenza a coloro che, al tempo dell’ acquisizione, occupavano il cespite, previa verifica che gli stessi non dispongono di altra idonea soluzione abitativa.  E su tale versante, al contrario di quanto verificatosi nei Comuni dell’Isola d’Ischia, quello di Procida ha recepito tale normativa, approvando il necessario Regolamento, ma non ha ancora adottato una delibera finalizzata a stabilire la prevalenza dell’interesse pubblico alla conservazione delle opere sanzionate e l’assenza di un rilevante contrasto con interessi urbanistici e paesaggistici. Intanto sul fronte della solidarietà e della lotta popolare, Domenico Savio a nome del  “Movimento di Lotta per la Dignità della Vita” ha ribadito: “Non chiediamo nessun condono  perché la speculazione edilizia deve essere abbattuta e non sanata, ma chiediamo semplicemente ed esclusivamente la regolamentazione amministrativa dell’abusivismo di necessità abitativa e sociale. Non dimentichiamoci che la povera gente è stata costretta a costruirsi la casa di necessità nell’illegalità a causa delle inadempienze dello Stato, che non ha garantito il diritto costituzionale alla casa a tutti i nuclei familiari e perché a chi ne aveva la possibilità economica, ma sempre con privazioni, sacrifici, e indebitamento, non gli ha dato la possibilità di potersi coprire la testa nella legalità”.

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