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Lettera sull'ipocrisia

grillo-sanagostino.jpgAi miei amati concittadini
La parola ipocrisia deriva dal greco e significa simulazione. L’ypokritès era un attore e l’ipocrisia indicava la recita dei protagonisti dello spettacolo. La dote dell’ipocrisia è innata nei politici che affermano una cosa e si comportano in modo opposto. La cosa stupefacente è che lo fanno sotto i nostri occhi senza subire alcuna conseguenza. Bisogna interrogarsi su questo mistero, su cosa rende possibile l’impunità di chi, ad esempio, percepisce lo stipendio da parlamentare e da amministratore delegato di Expo 2015, come Stanca, o delle pensioni maturate dopo due anni e mezzo di presenza saltuaria in Parlamento e la richiesta di alzare il tetto a 70 anni o delle 600.000 macchine blu quando negli altri Paesi gli amministratori si spostano con i mezzi pubblici. La risposta è che forse l’italiano ama gli ipocriti, li considera con rispetto. Non è semplice del resto imporre agli altri un comportamento virtuoso, fare il contrario ed essere anche remunerati per farlo. E’ un esercizio di magia. Tutti vorrebbero sapere come si fa. E’ ammirabile la faccia di culo (di ipocrita) di chi dice di voler abolire le province e partecipa alle elezioni provinciali o la leggerezza d’animo di chi chiede sacrifici mentre i partiti si mettono in cassa un miliardo di euro di finanziamenti elettorali (chiamati ipocritamente “rimborsi“) nonostante un referendum li abbia bocciati. I politici sono attori che interpretano una parte e i cittadini li prendono sul serio. Le carceri sono piene di persone che hanno fatto uso di marijuana per una legge voluta dal Parlamento in cui prosperano i cocainomani. Chi paga le tasse riceve la visita della Finanza, chi le evade è condonato con un’elemosina del 5% detta ipocritamente “Scudo Fiscale“. L’ipocrisia è stile, linguaggio, terminologia. Le parole dell’ipocrita sono ampollose, ma giuste, retoriche, ma severe. L’ipocrita trova sempre le parole per dirlo, per celebrare l’Unità d’Italia o la coesione sociale. Lo stesso Vocabolario della Lingua Italiana va reinterpretato come un Dizionario dei Contrari. Il potere dell’ipocrita nasce da una ipnosi collettiva, da un ammaliamento, da un abdicazione della ragione. Eppure questo potere esiste e opera tra noi, grazie a noi, su di noi. Si combatte (ipocritamente) la mafia e si espone il pentito di mafia Spatuzza alla vendetta mafiosa. Si giura sulla Costituzione e la si vuole cambiare. “Ama e fa ciò che vuoi“, disse San’Agostino. “Diventa ipocrita e fa ciò che vuoi” è la versione per gli italiani. Non per tutti, solo per coloro che se lo possono permettere. Il mistero comunque permane: “Perché se lo possono permettere?“.

http://www.beppegrillo.it/index.html

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